Etna: nuovo intenso parossismo, la cenere vulcanica verso il taorminese - Tempostretto

Etna: nuovo intenso parossismo, la cenere vulcanica verso il taorminese

Daniele Ingemi

Etna: nuovo intenso parossismo, la cenere vulcanica verso il taorminese

venerdì 19 Marzo 2021 - 11:27

Ecco dovrà rischia di depositarsi la cenere nelle prossime ore

Puntuale come un orologio svizzero l’Etna stamattina si è fatta sentire con due potentissime esplosioni che hanno preannunciato il parossismo n° 15. Come comunicano gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, “l’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est è passata a fontana di lava. Continua l’aumento del tremore che raggiunge il secondo livello di allarme. Le sorgenti ricadono sempre nell’area del cratere del SE ad una profondità di 2800 slm. Continua l’intesa attività infrasonica”.

Si registra un incremento dell’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est con emissione di cenere. L’ampiezza del tremore è in continuo aumento a livelli alti. Le sorgenti ricadono nell’area del cratere di SE ad una profondità di 2500slm. I dati della rete GNSS non mostrano variazioni significative, mentre la rete clinometrica mostra modeste variazioni (inferiori a 0.1 microradianti) in concomitanza con l’attività in corso.”

L’immagine del radar mostra la traiettoria seguita dall’intensa colonna di cenere che interagisce con le bande di pioggia presenti nel taorminese e sullo Ionio

L’intensa attività esplosiva, come da copione, sta producendo una imponente colonna di cenere che viene dispersa verso est-nord/est dai venti in quota, che stanno assumendo una prevalente componente da W-SW. A quote un po’ più elevate la direzione delle correnti ruota più da SW. Di conseguenza il materiale vulcanico si muove verso l’alto catanese e il basso messinese ionico, interessando l’area fra Linguaglossa, Fiumefreddo, Calatabiano, Giardini Naxos e Taormina. Dalle immagini radar si nota come la colonna di cenere interagisca con le nuvole cariche di pioggia presenti sullo Ionio, davanti il taorminese. In questo caso la cenere vulcanica in sospensione rischia di depositarsi al suolo grazie alle piogge, visto che ogni singola goccia, precipitando per gravità al suolo, assorbirà buona parte di queste particelle di cenere in aria. Spargendosi così in un ampio areale, fra messinese, ma anche basso reggino ionico.

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