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Fase 2. Tutti i sindacati: “Ripristinate gli Intercity. Il Covid non sia alibi per ridurre”

Rosaria Brancato

Fase 2. Tutti i sindacati: “Ripristinate gli Intercity. Il Covid non sia alibi per ridurre”

venerdì 15 Maggio 2020 - 09:42
Fase 2. Tutti i sindacati: “Ripristinate gli Intercity. Il Covid non sia alibi per ridurre”

Tutte le sigle sindacali unite: più treni garantiscono la continuità territoriale e meno assembramenti

Tutti i sindacati compatti chiedono il ripristino dell’Intercity e dei treni notte per la Sicilia. Così come, nel periodo caldo dell’emergenza sanitaria le sigle sindacali hanno ritenuto prioritaria la prevenzione e quindi condiviso la “blindatura dell’isola”, adesso chiedono il ripristino dei collegamenti.

I sindacati compatti

Il documento unitario, inviato al governo giallorosso e ai vertici delle Ferrovie è firmato dalle segreterie regionali Filt Cgil Fit Cisl Uil Trasporti SLM Fast Confsal UGL Ferrovieri Orsa Ferrovie.
Dal 5 maggio il Ministero dei Trasporti ha annunciato la “Fase 2” attraverso la riapertura scaglionata nel settore dei trasporti che descrive i nuovi adempimenti da seguire per ogni specifico settore fino al 17 maggio. Adesso però, da lunedì 18 maggio i sindacati chiedono che sia garantito all’aumento di aerei e di navi traghetto, il totale ripristino dei treni intercity da e per la Sicilia. Nel documento vengono elencati i treni Intercity da Roma e da Milano verso l’isola, nonché il conseguente ripristino di tutte le corse Nave per il traghettamento dei convogli ferroviari nello Stretto di Messina.

La continuità territoriale


Una ripresa parziale della già precaria continuità territoriale ferroviaria non risolve i problemi di mobilità da e per la Sicilia- scrivono-. Simile situazione si è verificata nel traghettamento dei passeggeri autorizzati nello Stretto di Messina, dove la riduzione drastica delle corse nave ha causato la concentrazione e il conseguente assembramento dell’utenza nelle poche unità navali disponibili, rendendo vani tutti gli strumenti di prevenzione che in assenza di mezzi e di adeguata organizzazione sono destinati a restare nelle buone intenzioni del Governo. Tale problema si è risolto con l’incremento delle corse nave che ha reso possibile la concreta regolamentazione dei flussi scaglionati in più corse, con un più efficace controllo dell’utenza da parte delle forze dell’ordine e del personale marittimo”.

Meno treni più assembramenti


Una volta stabilita la riapertura dei trasporti, il contingentamento di treni, navi e aerei che garantiscono la continuità territoriale da e per la Sicilia si porrebbe in antitesi con i programmi di prevenzione del Governo. Le organizzazioni sindacali spiegano come sia del tutto evidente che il contenimento degli assembramenti, il mantenimento del distanziamento interpersonale e l’efficienza del controllo dei flussi, sono direttamente proporzionali ai mezzi di trasporto messi a disposizione dell’utenza che nella fase iniziale della riapertura alla vita sociale è destinata ad aumentare.

La pandemia non diventi alibi


La popolazione siciliana teme che la sospensione della continuità territoriale ferroviaria, conseguente alla pandemia, si presti come alibi per concretizzare i ripetuti tentativi, dei Governi che si sono succeduti, di ridurre il già precario servizio ferroviario da e per la Sicilia. “Il ripristino totale dello status quo ante- concludono le sigle sindacali- sarebbe un primo segnale credibile a sostegno delle dichiarate intenzioni di potenziamento del servizio ferroviario meridionale che da anni versa in condizioni da terzo mondo dei trasporti”
Più treni, più navi e più aerei, in questa fase di ripartenza, equivalgono ad una maggiore prevenzione che insieme ai processi condivisi nei protocolli costituiscono gli elementi essenziali per la serena ripresa delle attività sociali.






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Un commento

  1. Siamo alle solite cosa si fa per avere un po di pubblicità gratis ed avere qualche iscritto in più. SINDACATI. CAZ……… MA DOVE VIVONO sulla luna nota bene Corona 19 non perdona. Un po di pazienza

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