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Fiera di Messina. Elvira Amata: “Non spetta a Mega decidere il nostro futuro”

Redazione

Fiera di Messina. Elvira Amata: “Non spetta a Mega decidere il nostro futuro”

domenica 07 Marzo 2021 - 08:29
Fiera di Messina. Elvira Amata: “Non spetta a Mega decidere il nostro futuro”

La deputata regionale evidenzia come la pianificazione urbanistica debba essere condivisa e non lasciata in mano ad una sola persona, che per di più non conosce la città

Sulla vicenda legata alla demolizione dell’ex Teatro in Fiera ed al riassetto dell’area interviene la capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars Elvira Amata chiarendo come le dichiarazioni del presidente dell’Authority lo abbiano spinto un pò più in là rispetto alle competenze.

“Non spetta a Mega”

Il compito dell’Autorità portuale è lo sviluppo dei traffici portuali e non certo la pianificazione urbanistica della città, anche se si tratta di litorale- scrive Elvira Amata– Ritengo che debba essere la città con la sua amministrazione comunale, con i rappresentanti delle imprese e con i suoi cittadini, non certo il presidente Mega o il gruppo del Movimento 5 stelle, a dover decidere sul futuro di luoghi che per i messinesi rappresentano ricordi e passato . E’ assurdo che il presidente dell’Autorità di sistema portuale, che non è messinese e nemmeno siciliano, debba definire lo sviluppo urbanistico della nostra città della quale non conosce minimamente la sua storia.

Intervenga la Regione

La deputata si chiede cosa mai possa sapere Mega dell’ex Irrera a mare e di quel che rappresenta per i messinesi. La programmazione così come scelte che riguardano il futuro urbanistico di Messina non possono essere calate dall’alto e non condivise. “A questo punto la sola cosa che resta da fare è quella di attivarsi con la Regione Siciliana per ottenere che tutte le aree extra portuali, quindi dal Thalatta all’Annunziata, appartenenti al demanio regionale, vengano sottratte alla competenza dell’Autorità portuale – spiega Amata -. Non è una cosa né complessa né impossibile, prima non aveva senso in quanto l’Autorità portuale era gestita da un Comitato portuale con ampia partecipazione degli stakeholders cittadini. Adesso che l’Autorità portuale è diventata un organo sostanzialmente monocratico diventa indispensabile”, conclude Amata.

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12 commenti

  1. cara deputata ma si ricorda di essere messinese solo in questi casi?
    Vedo che al pudore non c’è mai fine.

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  2. Ma, per fortuna, nemmeno alla Amata!!!

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  3. bonanno giuseppe 7 Marzo 2021 10:00

    ma fatti ddu passi i mazurka…….dove eravate quando il progetto pubblico e diventato esecutivo……RIDICOLA……

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  4. Dove sei stata fino ad oggi? La legislazione che regola le aree demaniali marittime a chi è demandata? Oltre che ai 5stelle a cmdb (che sono a dire della Onorevole i plenipotenziari) affidiamo la programmazione a tutti e a nessuno.

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  5. Francesco Cappello 7 Marzo 2021 10:03

    Ruggero II, Montorsoli, Ferramolino da Bergamo, la famiglia Sanderson e innumerevoli personaggi non erano siciliani. Genovese, Barrile e innumerevoli altri personaggi sono messinesi.
    L’autorità portuale, istituzione italiana, con bilancio in attivo, è presieduta al momento dall’Ing. Mega, il quale deve far rispettare gli accordi vari, tra i quali c’è la costruzione del teatro.
    L’intervento della onorevole Amata, conferma, l’inadeguatezza e l’inettitudine di gran parte della società siciliana e messinese a autogovernarsi.

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  6. Secondo L’ Amata il tratto tra Thalatta- Annunziata è di competenza della Regione Siciliana e quindi non spetta a Mega neanche non concedere anche a L’Ancora, Marina di Nettuno, Il Circolo del Tennis e della Vela la proroga fino al 2033? Peccato che il Tar giorni fa ha sentenziato tutto il contrario, applicando una legge nazionale. A Palermo siete a conoscenza anche di questo ? A Palermo quando deciderete di applicare lo Statuto Speciale e riappropriarci di questo territorio che è solo nostro? Lui sicuramente non è Messinese e nemmeno Siciliano e non conosce la storia , peccato che voi l’avete dimenticata .

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  7. Quindi non perdete tempo prima che questi signorotti arroganti facciano altro danno più di quanto ne ha già fatto la linea tramviaria. Messina e il suo mare è dei suoi cittadini, restituite il paesaggio dello stretto alla città.

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  8. Francesco Cappello 7 Marzo 2021 15:29

    Ruggero II, Montorsoli, Ferramolino da Bergamo, la famiglia Sanderson e innumerevoli personaggi non erano siciliani. Genovese, Barrile e innumerevoli altri personaggi sono messinesi.
    L’autorità portuale, istituzione italiana, con bilancio in attivo, è presieduta al momento dall’Ing. Mega, il quale deve far rispettare gli accordi vari, tra i quali c’è la costruzione del teatro.
    L’intervento della onorevole Amata, conferma, l’inadeguatezza e l’inettitudine di gran parte della società siciliana e messinese a autogovernarsi.

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  9. Alessandro Causo 7 Marzo 2021 16:07

    Esatto ! mi sembra corretto che stabiliscano i Messinesi cosa fare del loro territorio e del loro futuro.

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  10. Adesso si cerca pure di bloccare i lavori dell’Autorità Portuale che finora ha dimostrato di portare finalmente avanti lavori che erano oggetto soltanto di parole e solo parole per decenni. Io sono un ultrasettantenne e so benissimo cosa rappresentava Irrera a mare molti decenni fa, so pure cosa rappresentava l’Irrera a piazza Cairoli, e cosa rapprentava la rosticceria Nunnari ed i suoi famosi arancini e via di seguito, ma non ha senso mantenere un edificio o altre cose che per le nuove generazioni non significano nulla, a discapito di idee innovative o che comunque possono apportare dei vantaggi per la cittadinanza.

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  11. Francesco Cappello 8 Marzo 2021 09:07

    L’autorità portuale, istituzione nazionale Italiana, presieduta prima dall’Ing. De Simone e adesso dall’Ing. Mega (entrambi non messinesi), ha un bilancio in attivo, e grazie alla sinergia con altre istituzioni locali ha evitato che venisse accorpata all’autorità portuale di Gioia Tauro, nell’interesse di Messina.
    Negli ultimi anni, anche grazie allo straordinario lavoro dell’Ing. Di Sarcina, stimato e rispettato professionista messinese, ha programmato, finanziato e realizzato opere mai viste negli ultimi 50 anni.
    Nella recente storia messinese, a proposito del porto di Messina, spiccano tra l’altro le seguenti “meravigliose opere” da parte dei politici messinesi:
    – Inceneritore a Maregrosso
    – Impianto di degassifica, fallito dopo pochi anni
    – Depositi di combustibili, accanto la lanterna del Montorsoli
    – Abbandono di rifiuti velenosi, in modo sistematicamente criminale, nelle suddette aree
    – Aggiungo, come ciliegina, il disastro finanziario trentennale del Comune………….
    L’intervento della onorevole Amata, la quale critica una delle poche istituzioni gestita in modo non “tribale” e degna di rispetto e riconoscimento, suggella la conclamata incapacità della società messinese, salvo eccezioni, ad autogovernarsi, e rafforza la necessità di esprimere fiducia, rispetto e riconoscimento all’Autorità portuale.

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  12. Rimango senza parole nel sentire certi interventi… non entro nel merito se è meglio così ma il nuovo edificio è previsto dal piano regolatore portuale, elaborato quando era presidente l’ing. Garofalo, allora collega di partito dell’on. Amata, e approvato da tutte le amministrazioni e gli enti locali interessati. Il piano è stato sottoposto a procedura di valutazione ambientale strategiaca e tutti, associazioni ambientali, cittadini, ecc. hanno avuto la possibilità di fare osservazioni.
    é stato fatto un progetto, bandita una gara… svegliarsi adesso e prendersela con l’ing. Mega che di tutto ciò non ha deciso proprio nulla mi sembra ridicolo.

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