Finte innamorate rumene truffavano vecchietti: 16 arresti tra Locride, Milazzo, Germania e Olanda - Tempostretto

Finte innamorate rumene truffavano vecchietti: 16 arresti tra Locride, Milazzo, Germania e Olanda

mario meliado

Finte innamorate rumene truffavano vecchietti: 16 arresti tra Locride, Milazzo, Germania e Olanda

venerdì 20 Maggio 2022 - 17:38

REGGIO CALABRIA – Sedici mandati di cattura – 13 mandati d’arresto europeo e tre ordinanze di custodia cautelare –, tre dei quali ancora da eseguire nei confronti d’irreperibili; 59 indagati complessivamente, tutti rumeni tranne due italiani, un’84enne di Grotteria e un 40enne di Bova Marina (quest’ultimo, tra gli arrestati).

Un momento della conferenza stampa odierna

Questo il bilancio dell’operazione transnazionale Transilvania, che ha stroncato una gang di persone squallidamente dedita alla sistematica circonvenzione d’incapaci.

Anziani dai 70 fino anche ai 90 anni venivano “presi di mira” e poi raggirati da procaci ragazze. Le giovani simulavano trasporto e sentimento verso la vittima di turno, che però nella realtà aveva un ruolo completamente diverso: quella del “pollo” da spennare.
A volte, in modo davvero crudele.

Perché Transilvania

Il nome dell’operazione di polizia posta in essere dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria insieme alle forze di polizia di Romania e Germania con la supervisione di Europol, coordinata dalla Procura della Repubblica di Locri, peraltro è dovuto alla regione nordoccidentale della Romania – la Transilvania, da noi famosa soprattutto perché vi avrebbe avuto i natali Dracula, il feroce conte Vlad – in cui si concentrava il “doppio cervello” della complessa organizzazione: una coppia di coniugi appunto del distretto transilvano di Bistriţa-Năsăud.

In conferenza stampa il responsabile Efecc dell’Europol

Pedro Felicio, responsabile Efecc dell’Europol

Oggi, i dettagli delle operazioni sono stati esposti in una conferenza stampa al Comando provinciale dell’Arma alla quale, insieme al comandante provinciale reggino, colonnello Marco Guerrini, hanno preso parte il comandante del Reparto operativo colonnello Massimiliano Galasso, il comandante del Gruppo Locri colonnello Massimo Pesa e, per l’Europol, il responsabile Efecc (Operazioni contro i crimini economico-finanziari) Pedro Felicio.

Della partita pure il comandante della Compagnia di Bianco, capitano Pietro Scabardi, e il comandante della stazione di San Luca, maresciallo Michele Fiorentino e colleghi delle forze di polizia tedesca e rumena coinvolte nelle complesse indagini, messe a segno – appunto – in Romania, Germania e Olanda e, nel nostro Paese, a Bianco, Melito Porto Salvo, Siderno, Bovalino, Reggio città e nella tirrenica Rosarno; ma pure a Milazzo, quanto al versante peloritano.

Uno degli anziani circuìti ha rischiato di morire

La gang spenna-vecchietti era insomma molto articolata. E anche determinata: sono emersi pure episodi molto gravi, nel corso dell’inchiesta, durata cinque anni.
A un anziano di Grotteria è stato anche rubato il portafoglio. A un 70enne già circuìto, pur di svaligiargli casa senza intoppi, è stato dato tanto Valium che il malcapitato, nei giorni immediatamente successivi, a causa dell’ingente quantitativo di tranquillanti ingerito ha subìto due infarti di fila.

Il profilo del bovese e della grotterese

Giornalisti al lavoro durante la conferenza stampa

Il 40enne bovese Domenico Modaffari, arrestato a Milano dopo specifico pedinamento, sarebbe stato il “basista” nel Reggino. Insieme ad altri indagati, si sarebbe occupato «di riciclare e ricettare i proventi delle attività di circonvenzione finalizzate dagli altri sodali, trasferendo il denaro in Romania attraverso servizi di money transfer, oppure sostituendolo mediante la riscossione di analoghe movimentazioni monetarie, ad essi direttamente indirizzate dalle vittime – ma, di fatto, elargite in favore delle adulatrici – o alternativamente inoltrategli dagli associati, dopo che gli stessi – o altri ancora di essi – si erano preliminarmente occupati di riscuotere il denaro in contanti dai malcapitati, per conto delle stesse adescatrici».

Alla grotterese Celeste Commisso – fra i poco più di 200 residenti nella frazione di Grotteria Mare – viene invece contestato d’aver prestato un proprio immobile per farvi prostituire la 44enne rumena Maria Lacatus, «pretendendo un aumento del canone di locazione per ogni accesso dei clienti».

Il “ramo” di Milazzo

da sx: tenente colonnello Massimo Pesa, colonnello Marco Guerrini,
Pedro Felicio (Europol), tenente colonnello Massimiliano Galasso

A Milazzo, è stata arrestata e posta agli arresti domiciliari la 30enne Crucita Georgeta Ciurar, rumena residente a Sassari – in Sardegna – e arrivata da poco nella cittadina del Messinese, dove aveva casa in via Mazzini.

Appunto a Milazzo in piazza Mazzini era invece residente la 46enne Daniela Simona Ciurar (ora Doda, di cognome), rumena di Gherla, nei pressi di Cluj, domiciliata in via Tukory insieme alla 28enne conterranea (di Dej) Lavinia Anamaria Doroczi – compagna del 29enne ungherese Mihai Ciurar – e al 30enne connazionale Sabin Samuel Lacatus, anche lui residente a Sassari.
Residente nella milazzese piazza Mazzini pure il 50enne Mihai Ciurar (ora Iuga, di cognome), rumeno di Petru Rareş, piccolo centro del Bistriţa-Năsăud, padre del già citato “altro” Mihai Ciurar e marito della Doda.

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