Il candidato del centrodestra replica all'auspicio dell'editore di Tempostretto su Messina e il bisogno di "un confronto elettorale all’altezza del futuro che merita"
MESSINA – Dal candidato sindaco del centrodestra Marcello Scurria riceviamo e pubblichiamo una risposta al commento dell’editore di Tempostretto Pippo Trimarchi (“Messina ha bisogno di un confronto elettorale all’altezza del futuro che merita”).
Scrive l’avvocato Scurria: “Nel dibattito politico la critica non è un difetto: è una necessità. Serve a evidenziare ciò che non funziona e a costruire alternative credibili. Le proposte arriveranno, e saranno presentate al momento opportuno. Ma soprattutto nasceranno dal confronto vero con i cittadini, con le associazioni, con chi ogni giorno vive e lavora a Messina. Perché un programma serio non si improvvisa in uno slogan: si costruisce ascoltando la città”.
Continua il candidato del centrodestra: “Vale anche la pena ricordare che chi ha amministrato negli ultimi otto anni e ha vinto le elezioni con promesse spesso stravaganti – dal famoso “tram volante” ad altre idee rimaste sulla carta. Molte di quelle promesse non sono mai state realizzate, e in alcuni casi si è persino fatto il contrario di quanto annunciato. Per questo oggi ritengo che la priorità sia dire con chiarezza cosa non ha funzionato e aprire un confronto serio sul futuro della città. Le proposte arriveranno, ma saranno il frutto di un lavoro condiviso e concreto, non di trovate elettorali”.
“Post scriptum: all’editorialista editore di Tempostretto vorrei ricordare che la campagna elettorale si svolge tra candidati. Non c’è un candidato e poi altri candidati alternativi. Non c’è qualcuno anti qualcuno. Ci sono solo candidati”, conclude Scurria.
Nelle foto Pippo Trimarchi e Marcello Scurria.

No avvocato Scurria.
La radice comunicativa di questa destra si basa solo ed esclusivamente sulla denigrazione dell’avversario, perché la necessità è quella di arringare la folla e spostare l’attenzione dalle proprie mancanze a quelle degli altri.
Esempio ne è il Presidente del Consiglio capace di parlare di Ferragni, Pucci del manifesto di Ventotene e della famiglia nel bosco, in questo ultimo caso imbastendo persino improbabili accostamenti con il voto referendario ed associando tutto alla sinistra.
Il tutto senza rendere conto per nulla di quanto sta avvenendo in medio oriente in parlamento.
Sembra un parallelismo ardito quello tra le amministrative e l’attuale indirizzo politico del governo, ma non è così.
Questa destra comunica così perché diversamente non avrebbe nulla da dire e lei ha cominciato malissimo.
“Le proposte arriveranno”!!!
Ma da dove vengono? Dallo spazio? Sono extraterrestri che non conoscono la città!
Dove vivono? Su Marte?
Ma come si fa a rilasciare certe dichiarazioni?!
Ci si candida perché si hanno idee e progetti alternativi, altrimenti è solo contrapposizione di principio (io sono meglio di te). Ma cosa e chi devi ascoltare in meno di tre mesi?
Viviamo in una realtà capovolta.
Un’altra idea stravagante era il casinò al posto del comune.
Ma facciamoci una risata.