Scontro sull’«effettiva partecipazione» alle Commissioni di Palazzo Zanca

Scontro sull’«effettiva partecipazione» alle Commissioni di Palazzo Zanca

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Scontro sull’«effettiva partecipazione» alle Commissioni di Palazzo Zanca

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lunedì 10 Dicembre 2012 - 18:32

Saglimbeni contesta a Melazzo di interpretare in maniera eccessivamente restrittiva il regolamento del Consiglio comunale. Intanto, la Commissione consiliare Servizi sociali ha un nuovo presidente

Il consigliere del partito democratico Elio Sauta “colleziona” buone notizie. Dopo l’assoluzione dei giorni scorsi dall’accusa di peculato, per fatti relativi al periodo in cui era presidente dell’Istituzione dei servizi sociali, l’esponente del Pd è stato eletto presidente della commissione consiliare che si occuperà proprio di servizi sociali. Su dieci votanti, Sauta ha ottenuto otto preferenze, due le schede bianche. Il consigliere del centro-sinistra prende il posto di Marcello Greco, che dopo l’elezione all’Ars si è dimesso da consigliere comunale per traslocare a Palermo.

A Sauta toccherà un compito non semplice visto il momento complicato che si ritrova a vivere l’intero settore dei servizi sociali, a causa dei tagli già operati e quelli annunciati dal commissario straordinario del Comune, Luigi Croce. «Sono una persona moderata e spero di poter svolgere al meglio questo ruolo che mi è stato affidato», è stato il suo commento a caldo. L’altro candidato alla poltrona di presidente della X commissione consiliare era il consigliere del Pid, Tanino Caliò, che già presiede quella dedicata allo Sport, Turismo e Cultura. Per lui nessuna preferenza.

E, intanto, sulla reale partecipazione dei consiglieri comunali alle commissioni di cui sono componenti, scontro di vedute tra Paolo Saglimbeni e Giuseppe Melazzo. Il primo contesta al secondo di interpretare in maniera eccessivamente restrittiva il regolamento del Consiglio comunale, che all’art.47 stabilisce l’erogazione del gettone di presenza per i consiglieri in virtù dell’ «effettiva partecipazione» ad ogni adunanza del Consiglio comunale ed alle sedute delle Commissioni consiliari permanenti. Effettiva partecipazione che, in molti casi, nella realtà di Palazzo Zanca, si traduce nel timbrare il tesserino, nel caso delle sedute del Civico Consesso, o nell’apporre una firma, nel caso delle commissioni. Anche quando la presenza fisica in Aula non supera i 5 minuti di tempo.

Nelle settimane scorse, il dirigente agli Affari di Giunta e di Consiglio, Giuseppe Mauro, ha richiamato tutti all’ordine, invitando Presidente e consiglieri comunali a modificare il Regolamento ed esplicitare in maniera chiara ed inequivocabile cosa si intende per effettiva partecipazione, per non lasciare dubbi interpretativi ed allo stesso tempo interrompere abitudini scorrette, inopportune e probabilmente illegittime, diventate normalità per i consiglieri comunali. Sia per quelli che le praticano sia quelli che chiudono gli occhi e fanno finta di non vedere. (Danila La Torre)

5 commenti

  1. ART.21 COSTITUZIONE. Signor dirigente Giuseppe MAURO, voglio aiutarla a comprendere la SEMANTICA, cioè quella parte della linguistica, che studia il significato dele parole. EFFETTIVO è un aggettivo, deriva dal latino effectivus, derivato da effectus, cioè effetto. Il significato dell’aggettivo è EVIDENTE e VALUTABILE, cioè un EFFETTO, che implica un’applicazione assidua e continuativa, e anche per il tempo effettivamente prestato. Signor dirigente Giuseppe MAURO, lei ha una laurea in Giurisprudenza, non ha bisogno di invocare una modifica al Regolamento, faccia tesoro dei suoi studi e della conoscenza del latino, troverà così il coraggio per i suoi provvedimenti.

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  2. Firma e via!
    Timbra e via!
    Da assimilare ai dipendenti che timbrano il cartellino e poi escono a farsi i fatti loro (IACP, …)
    Rubano in tutti e due i casi, con l’aggravante che chi gestisce la cosa pubblica dovrebbe essere più integerrimo degli altri.

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  3. Alberto Vermiglio 11 Dicembre 2012 09:00

    Trovo sconcertante che un rappresentante delle istituzioni si permetta di chiedere un’interpretazione “meno restrittiva” di un regolamento creato per il corretto funzionamento delle commissioni e per soddisfare il generale principio della “buona e corretta amministrazione della cosa pubblica”.
    Il senso etico nelle istituzioni si sta perdendo, o forse è già tramontato, ma questo non può giustificare un simile atteggiamento in un momento così difficile per la nostra città.
    Al contrario, che qualcuno chieda un pò di rigore, anche solo per dare il buon esempio, mi sembra almeno un piccolo passo in avanti, ma ciò che trovo ancor più deprecabile è il silenzio delle varie correnti politiche (tutte)che sull’argomento evitano di proferire qualsiasi commento, per non sbilanciarsi e per mantenere labili equilibri che cambiano può velocemente delle stagioni.
    Ahinoi se è ancora questa la politica a Messina…
    Alberto Vermiglio

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  4. ART.21 COSTITUZIONE. Chi governa in Italia e a Messina in particolare, la POLITICA O la BUROCRAZIA? La nostra è una Repubblica DEMOCRATICA o BUROCRATICA? Il nostro Municipio è DEMOCRATICO o BUROCRATICO? Sarà il problema dei problemi per il Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale, eletti dal ” POPOLO SOVRANO “. Viviamo in un contesto di POLITICA debole, sotto l’aspetto della rappresentanza e della competenza, la BUROCRAZIA, che dovrebbe essere TERZA, rispetto ai cittadini e politica, è invece l’interlocutore principale di una ristretta minoranza di messinesi, quella che si cristallizza intorno alla SPESA del Comune e ai PROCEDIMENTI di sua competenza, praticamente tutti. Se i programmi elettorali non sciolgono questo nodo, a mio avviso non sono più sufficienti dettagliate linee programmatiche, la domanda di chi governa a Messina, ce la rifaremo.

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  5. la tecnica è semplice: presenza a turno, arriva uno, va via un altro, il gettone però non è a tempo ma a seduta.

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