Fischietti e maschera bianca: la protesta pacifica delle famiglie di "Catarratti" e "Foscolo" - Tempo Stretto

Fischietti e maschera bianca: la protesta pacifica delle famiglie di “Catarratti” e “Foscolo”

Danila La Torre

Fischietti e maschera bianca: la protesta pacifica delle famiglie di “Catarratti” e “Foscolo”

giovedì 17 Ottobre 2019 - 16:07
Fischietti e maschera bianca: la protesta pacifica delle famiglie di “Catarratti” e “Foscolo”

Il loro obiettivo era far sentire al sindaco Cateno De Luca tutta la loro rabbia e la loro indignazione per la mancanza di riposte concrete

MESSINA – Fischietto in bocca e sul volto una maschera bianca a voler simboleggiare i fantasmi. Perché è così che si sentono, invisibili come fantasmi, le famiglie indigenti provvisoriamente alloggiate presso le scuole comunali “Foscolo” e Catarratti” che questa mattina hanno invaso pacificamente il Comune di Messina.

Rabbia e indignazione

Il loro obiettivo era far sentire  al sindaco Cateno De Luca tutta la loro rabbia e la loro indignazione per la mancanza di riposte concrete al  loro disagio, che non è solo abitativo ma soprattutto umano. Si tratta infatti di nuclei  familiari, con numerosi bambini a carico,  costretti  a  vivere in plessi scolastici  che non garantiscono  né condizioni di sicurezza né condizioni igienico-sanitarie, neppure minime. Sopra la loro testa ci sono pannelli che ad ogni pioggia rischiano di crollargli addosso e i loro più fedeli compagni sono i topi, che  circolano indisturbati all’interno dei locali scolastici adibiti a stanze. Stanno lì in virtù di un comodato d’uso concesso dall’ex giunta Accorinti e perché non possono permettersi di pagare l’affitto di una casa normale. Da mesi chiedono all’amministrazione comunale di avere un appartamento vero in cui far crescere i loro figli.

Irruzione in Aula consiliare

In attesa di incontrare il sindaco, che al momento del loro ingresso al Comune si trovava fuori dal palazzo, le donne e gli uomini che vivono nelle scuole Foscolo e Catarratti , accompagnati dai loro figli, hanno fatto irruzione in Aula consiliare , dove in quel momento si stava svolgendo la seduta della commissione servizi sociali. Al loro fianco c’erano i rappresentanti di Unione Inquilini , a cui il consigliere comunale Salvatore Sorbello, che al momento stava presiedendo la commissione, ha dato la parola per spiegare i motivi della protesta.

«Non siamo qui per contestare il Consiglio comunale ma per coinvolgervi sulle tematiche del disagio abitativo», ha esordito Gianmarco Sposito, segretario provinciale di Unione Inquilini. Sposito ha inoltre sottolineato che «Messina vive una carenza abitativa strutturale, perché negli anni sono mancate politiche adeguate», e ha invitato i consiglieri comunali a presentare delle proposte per risolvere un problema che interessa centinaia di famiglie: «Serve una pianificazione seria finalizzata a potenziare gli alloggi sociali in città».

Il confronto con il sindaco De Luca

In tarda mattinata, le famiglie ed i rappresentanti di Unione Inquilini sono riusciti a parlare anche con il sindaco De Luca, che li ha ricevuti nel Salone delle Bandiere. E’ stato solo un primo approccio, un vero e proprio incontro è stato fissato per l’8 novembre. Il primo cittadino si è impegnato a tirare fuori dalle scuole “Foscolo” e “Catarratti” queste famiglie, chiarendo che
per affrontare questa emergenza il Comune di Messina affitterà le case necessarie usufruendo di circa 9 milioni di euro di un bando. De Luca ha aggiornato l’appuntamento con i rappresentanti di Unione Inquilini al’inizio novembre per fornire loro maggiori dettagli. Nel frattempo, le famiglie sono tornate nelle loro case “arrangiate”, sperando di poter presto avere un tetto sicuro sotto cui ripararsi.

DLT

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