Il 7 maggio sciopero e manifestazione in piazza Unione Europea
In occasione dello sciopero, la Flc-Cgil e la Rete degli studenti medi di Messina terranno un sit-in in Piazza Unione Europea alle ore 9.30.
Le ragioni della protesta e i tagli previsti
La Flc-Cgil esprime forte preoccupazione per la riforma degli istituti tecnici predisposta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. La Flc evidenzia come il provvedimento comporti: un taglio complessivo di ben 576 ore nel quinquennio, una riduzione significativa delle discipline di base, un aumento della frammentazione dei percorsi.
“La riforma – osserva la segretaria generale della Flc di Messina, Patrizia Donato – nasce con l’obiettivo dichiarato di “avvicinare la scuola al mondo produttivo”, ma lo fa sacrificando la qualità dell’istruzione, la solidità culturale dei curricoli e la tenuta degli organici. L’eliminazione del biennio unitario, caratteristica unica negli istituti tecnici, l’eccesso di flessibilità affidato alle scuole e la spinta verso modelli formativi costruiti sulle esigenze delle imprese rischiano di produrre percorsi disomogenei, privi di una reale coerenza nazionale”.
Ricadute occupazionali e criticità nei curricoli
Per la Flc, preoccupa inoltre l’assenza di un quadro chiaro sulle classi di concorso e sulle ricadute occupazionali: senza un decreto attuativo completo, le scuole non possono programmare e i docenti non possono conoscere il proprio futuro professionale. Vengono sottratte materie come geografia e seconda lingua comunitaria, eppure la riforma dichiara l’intento di rafforzare il turismo. Si fa un gran parlare di discipline STEM, ma le ore dell’ambito scientifico sono dimezzate e l’ambito matematico viene falcidiato. Sia il settore economico che quello tecnologico vedono ridursi drasticamente materie di indirizzo fondamentali come diritto ed economia.
“Facilmente si comprende – evidenzia Donato – che vengono sacrificati posti di lavoro ma, soprattutto, si mortifica il diritto alla formazione di studenti e studentesse. La Flc-Cgil lotta da tre anni contro questo disastro annunciato, con una azione di contrasto lunga e pervicace, fatta di documenti, audizioni al Senato, audizioni al Ministero, convocazioni congiunte del comparto scuola e dirigenziale, fino a giungere alla denuncia del pasticcio emerso nella fase di definizione degli organici per il prossimo anno scolastico”.
