Nuovo sbarco di migranti: sono quasi 400. La metà resterà in città, gli altri andranno a Mineo FOTO - Tempostretto

Nuovo sbarco di migranti: sono quasi 400. La metà resterà in città, gli altri andranno a Mineo FOTO

Eleonora Corace

Nuovo sbarco di migranti: sono quasi 400. La metà resterà in città, gli altri andranno a Mineo FOTO

lunedì 04 Maggio 2015 - 07:32

Sbarcati questa mattina 397 migranti sul molo Marconi. Metà di loro resterà alla tendopoli, gli altri trasferiti a Mineo. Presenti 15 minori, tutti accompagnati. Tante donne, di cui 9 incinta. LE FOTO DI SERENA CAPPARELLI

Bambini, donne, uomini. Di nuovo uno sbarco diretto sui moli di Messina. Altre centinaia di vite in fuga, piene di speranze, dolori e di racconti. Sono sbarcati in 397 questa mattina sul molo Marconi di Messina, dalla motovedetta della Guardia Costiera “Fiorillo”, reduci della traversata nel Canale di Sicilia e delle estenuanti operazioni di salvataggio che si sono svolte per due notti di seguito e che hanno portato al recupero nel tratto di mare tra la Libia e Lampedusa di oltre 2mila persone. Già ieri sera le prime 300 persone sono sbarcate a Lampedusa ed oggi, in concomitanza dello sbarco a Messina, altri porti sono stati interessati, compreso quello di Reggio Calabria. Queste quasi 400 persone giunte nello Stretto sono rifugiati provenienti dal Corno d’Africa, ossia Somali ed Eritrei. Nello specifico si tratta di 303 uomini, di cui 10 minori, 94 donne, di cui 5 minori e 9 in stato interessante. La Prefettura ha coordinato le attività di screening sanitario e di prima accoglienza assicurate dal personale sanitario (U.S.M.A.F, C.R.I, Asp Messina), dalle forze di polizia territoriale, nonché dal Comune di Messina e dalla Protezione Civile Regionale.

Quello di stamattina è il quarto sbarco che avviene nella nostra città dall’inizio del 2015, che si somma ai 17 del 2014 attraverso i quali transitarono a Messina 12mila persone, mentre i quattro sbarchi di quest’anno si attestano già ad oltre 2mila. Fin dai primi momenti delle operazioni di sbarco, era stata segnalata la presenza di minori, non soli, ma inseriti nei nuclei familiari.

Dopo lo sbarco i migranti sono stati trasferiti alla tendopoli del Palanebiolo, per rifocillarsi con cibo e bevande ed hanno avuto la possibilità di usufruire dei servizi del centro e di lavarsi. Non rimarranno, però, tutti a Messina. I centri messinesi, ossia Palanebiolo e ex Caserma Bisconte, sono pieni per il massimo della capienza dei posti, cioè 250 per la tendopoli e 200 per l’ex Caserma. Dunque, una metà dei nuovi sbarcati verrà sistemata alla tendopoli, e 200 dei vecchi occupanti della tendopoli saranno a loro volta trasferiti in Sardegna, in dei centri di nuova costituzione. A rimanere a Messina sono gli uomini adulti, essendo i centri messinesi orientati prevalentemente per questa tipologia di persone. È invece il Cara di Mineo la destinazione per i nuclei familiari, dal momento che al centro, dopo il super affollamento che ha visto stipate nelle villette oltre 5mila persone, pare siano attualmente disponibili mille posti.

Il sistema d’accoglienza regionale e nazionale dopo gli ultimi flussi migratori è nuovamente al collasso. Se le agenzie internazionali e le associazioni che da anni si occupano dei migranti e dei loro diritti hanno più volte chiesto un cambio di rotta nelle politiche migratorie e di accoglienza, il governo nazionale e l’Unione Europea continuano a marciare nel solco della politica dell’emergenza.

(Eleonora Corace)

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