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Arresti all’Anfe, Germanà e Picciolo: “Tutele per gli operatori e pubblicazione dell’Avviso 8”

Rosaria Brancato

Arresti all’Anfe, Germanà e Picciolo: “Tutele per gli operatori e pubblicazione dell’Avviso 8”

sabato 14 Gennaio 2017 - 23:23
Arresti all’Anfe, Germanà e Picciolo: “Tutele per gli operatori e pubblicazione dell’Avviso 8”

Un piano di salvaguardia per gli operatori dell'Anfe, la pubblicazione dell'Avviso 8, la tutela dei lavoratori iscritti all'Albo e degli ex sportellisti. Dopo l'ennesima bufera sulla formazione si registrano le reazioni di Germanà e Picciolo. Ma nuovi risvolti potrebbero emergere dall'indagine

Dopo l’arresto di un “big” della Formazione, Paolo Genco, alla guida di uno dei colossi del settore, l’Anfe, si registrano le reazioni ma anche le preoccupazioni.

Da un lato ci sono le riflessioni sul nuovo pentolone scoperchiato dall’indagine, dall’altro il rischio che a pagare siano, come avvenuto per Corsi d’oro, i lavoratori e gli iscritti ai corsi. In ultimo è da ricordare che non è stata ancora pubblicata la graduatoria definitiva dell’Avviso 8, la recente “creatura” della Formazione che distribuirà più di 120 milioni di euro provenienti dall’Unione Europea in Sicilia.

“Rivolgo ancora un volta un invito al Governo per predisporre immediatamente adeguate misure di salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori dell’Anfe (circa 700), che vivono oggi più che mai, momenti di assoluta incertezza e di profonda difficoltà economica e sociale- scrive in una nota Nino Germanà, Ncd- L’Assessore Marziano si adoperi immediatamente per predisporre un piano di salvaguardia di questi lavoratori. Che non si verifichi, così come successo nel passato, che le vicende giudiziarie, che coinvolgono, i Presidenti degli enti, si possano ripercuotere, sulle sorti lavorative dei dipendenti. L’Anfe, è un ente che risulta comunque aggiudicatario di commesse, tra queste l’Oif, l’attività deve dunque andare avanti”.

Germanà chiede inoltre che l’assessorato convochi un tavolo tecnico per attivare le procedure di mobilità, con trasferimento di ore e risorse umane ad altre strutture regolarmente accreditate o per valutare la possibilità di commissariare l’Ente.

In casa Pd è Pino Apprendi a evidenziare come il recente arresto sia la conferma che “Il sistema non è cambiato. C'è chi ha speculato in maniera cinica, sulla pelle dei lavoratori ed ha continuato a farlo al di là dei proclami di trasparenza.
Dovrà emergere con chiarezza la rete di complicità politica e della burocrazia che ha permesso che tutto ciò avvenisse. Non è possibile che un "imprenditore" da solo potesse consumare una truffa di queste dimensioni.

Ed è proprio questo il tema centrale dal quale potrebbero scaturire futuri risvolti anche giudiziari. Stando all’accusa nei confronti di Genco in gioco ci sarebbero 53 milioni di euro, soldi sottratti alla formazione, ma che non possono volatilizzarsi senza che nessuno se ne accorga. Chi controllava? La Regione e l’Ispettorato del lavoro hanno svolto fino in fondo e come prevede la normativa in materia di accreditamento, ispezioni e controlli?

E’ proprio quello che si stanno chiedendo gli inquirenti.

Chi invece ricorda che ci sono ancora centinaia di persone che attendono la pubblicazione della graduatoria dell’Avviso 8 è l’integruppo Ars Sicilia Futura Psi: “ Urge l’immediata pubblicazione della graduatoria dei progetti afferenti l’avviso 8/2016, per garantire il diritto allo studio, negato ai cittadini siciliani ormai da oltre un anno, e per ricollocare in servizio gli operatori del settore che non godono più di alcun ammortizzatore sociale o sostegno al reddito. Chiediamo di integrare con 51 milioni di euro l’originario finanziamento del suddetto avviso, così come approvato nell’esercizio provvisorio del 28 dicembre scorso, affinché si permetta a tutti gli enti, che hanno opposto il ricorso e che risultano ammissibili, di potere ottenere la commessa e offrire i corsi formativi ai cittadini”.

Sicilia Futura nel ricordare a Marziano che l’Avviso 8 è una procedura concorsuale e che pertanto si prevede una graduatoria con scorrimento delle risorse, sottolineano come i 51 milioni aggiuntivi potrebbero consentire la piena ripresa dei corsi. Il movimento politica ribadisce l’importanza di attingere agli operatori iscritti all’Albo regionale: “Chiediamo inoltre all’assessore Marziano che cauteli tutti i lavoratori iscritti all’Albo L.r. 24/76 attraverso delle procedure di reclutamento del personale che gli enti vincitori dovranno attuare in modo unitario, trasparente e legittimo,
onde evitare che ogni ente pubblichi il proprio bando difformemente dagli altri e con punteggi di valutazione attribuiti in fase di selezione diversi per le medesime voci. Il criterio delle selezioni del personale deve essere uguale per tutti gli enti.

Sugli ex-Sportelli Multifunzionali abbiamo rasentato il ridicolo. Dopo avere promulgato in parlamento ben due leggi, che prevedono la messa in servizio degli
operatori presso i Centri per l’Impiego, siamo ancora fermi al palo nonostante il presidente Crocetta abbia riferito più volte in sede parlamentare dell’esistenza di 35 milioni di euro utilizzabili nell’immediato per il potenziamento dei CPI. Chiediamo al presidente della regione e all’assessore Miccichè di porre in essere tutti gli atti necessari per far ripartire le Politiche attive del lavoro utilizzando l’ elenco unico ad esaurimento pubblicato in data 10 gennaio 2017. Fondamentale è stato l’apporto del presidente della Commissione Formazione e lavoro Marcello Greco ed i nostri
gruppi parlamentari non vogliono più addossarsi la responsabilità di fallimenti in cui il governo potrebbe condurci”.

Rosaria Brancato

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