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La sfida della Città Metropolitana al centro di due incontri nei Palazzi della politica

Rosaria Brancato

La sfida della Città Metropolitana al centro di due incontri nei Palazzi della politica

venerdì 27 Giugno 2014 - 17:04
La sfida della Città Metropolitana al centro di due incontri nei Palazzi della politica

Due incontri, nello stesso giorno e nello orario nei due palazzi dirimpettai, Palzzo Zanca e Palazzo dei Leoni su Città Metropolitana e Liberi Consorzi. Entrambi molto partecipati e interessanti hanno esaminato le diverse sfaccettature di una sfida che Messina rischia di perdere, divisa tra spinte secessioniste e timori di isolamento.

E’stato davvero un peccato che due interessanti appuntamenti come quelli di stamane a Palazzo dei Leoni, sui Liberi Consorzi, ed a Palazzo Zanca, sulla Città Metropolitana, si siano tenuti allo stesso orario e lo stesso giorno. Le due tematiche, oltre a far parte della stessa regionale, camminano sullo stesso binario che è quello del futuro del nostro territorio. I relatori ed i protagonisti dei due incontri sono gli stessi e l’auspicio è che in futuro si possa organizzare un incontro che affronta in modo unitario le stesse tematiche. Fortemente voluto dal parlamentare Enzo Garofalo, Ncd, componente della commissione nazionale trasporti, l’incontro che si è tenuto alla Provincia, alla presenza dei sindaci del territorio provinciale, puntava a sottolineare l’importanza del sistema mobilità e trasporti sia nel caso dei Liberi Consorzi che della Città Metropolitana.

“Se in corpo umano le vene non trasportano sangue la morte sarà inevitabile” ha sintetizzato in un modo chiarissimo Garofalo a Palazzo dei Leoni con riferimento al fatto che se il sistema dei trasporti e delle infrastrutture non funziona siamo destinati al fallimento. Pochi minuti dopo, a Palazzo Zanca, il presidente del consiglio comunale di Scaletta Zanclea, Francesco Grungo, così come altri colleghi, lamentavano la realtà di territori provinciali che già adesso vivono quotidianamente i problemi di collegamenti inesistenti non con New York, ma persino con il Comune più vicino. A San Pier Niceto, 40 famiglie a causa di un incrocio tra ordinanze, hanno due sole vie d’accesso, una strada ed un torrente, in entrambi i casi con divieto d’accesso. Ecco perché quindi le due riunioni avrebbero potuto tenersi contestualmente, perché i cambiamenti in itinere devono essere affrontati sotto tutti i punti di vista e quello dei trasporti, ad esempio, è vitale in una realtà come la nostra dove mentre si discuteva di Città Metropolitana, UsticaLines annunciava lo stop alle corse con Reggio Calabria.

“Senza un sistema di trasporti efficiente rischiamo di avere una bellissima isola e basta, poco produttiva- ha detto Garofalo- Il sistema dei trasporti deve essere interno ed esterno. In quest’ottica è fondamentale l’apporto dell’Università e delle sue competenze. Ai sindaci e a maggior ragione al Comune di Messina ricordo che non devono esserci individualismi e che nessuno deve essere inglobato. Nella zona jonica e nella zona tirrenica ci sono tante specificità che potrebbe portare, rispettando le singole realtà, ad un unicum in tutta Italia”.

E’ toccato al professor Michele Limosani (al quale si deve l’emendamento che ha salvato le Città Metropolitane all’Ars) far la spola tra i due Palazzi per spiegare i mille sì dell’adesione alla Città Metropolitana, oggi più che mai, domani più che mai, prima che sia troppo tardi. “L’Europa è nata da un’intuizione- ha detto a Palazzo dei Leoni- che ha unito più Paesi in nome del mercato del carbone e dell’acciaio. E’ l’intuizione che dobbiamo comprendere e far crescere. Lo status di Città Metropolitana accresce la nostra capacità di accedere direttamente ai fondi europei e rende il territorio più attrattivo”. Il pro rettore si è soffermato sulla realtà universitaria tra le due sponde. L’Ateneo di Messina fa registrare 80 mila spostamenti quotidiani tra Messina, la provincia e Reggio. Il 50% degli studenti viene dalla provincia o da Reggio. “La federazione tra i due atenei porterà alla Sapienza del Sud”. Spostandosi al Comune Limosani ha poi illustrato ai presidenti dei consigli comunali le opportunità che deriveranno dall’adesione alla Città Metropolitana. “In Italia sono solo 10 per legge, e le città fanno a gara per poter ottenere lo status e per contestare alla Sicilia il “privilegio” di istituirne altre tre e noi qui discutiamo perché ci sono ancora Comuni che vogliono uscire fuori dalla Città Metropolitana?”

Il commissario della Provincia Filippo Romano ha approfondito gli aspetti tecnici della normativa ed ha dato piena disponibilità per ogni tipo di supporto, mentre il vicesindaco Signorino ha ribadito che il Comune di Messina “non ha alcuna logica di prevaricazione nei confronti degli altri Comuni”, perché ogni realtà ha una ricchezza diversa che sarà valorizzata in un’ottica di sistema. Per fare un esempio la zona tirrenica, con Milazzo e Barcellona sarà di tipo industriale, mentre quella jonica turistica. Signorino ha poi ricordato che è fondamentale riuscire a mantenere l’Autorità portuale in questa visione d’insieme.

Più o meno contestualmente un analogo dibattito, interessante allo stesso modo, si stava svolgendo a Palazzo Zanca, dove la presidente del consiglio comunale Emilia Barrile ha accolto i colleghi presidenti dei consigli comunali con le note dell’Inno di Mameli simbolo di un’unità che è l’unica arma per poter andare avanti e vincere la sfida dello sviluppo. “Siamo particolarmente orgogliosi di offrire una sintesi degli avvenimenti che, dal dicembre dello scorso anno ad oggi, ci consentono di testimoniare l’impegno scientifico da un lato, espresso dall’Università e politico-istituzionale dall’altro con questo Consiglio comunale che è stato supportato anche dai pareri positivi delle componenti sociali, sindacati ed ordini professionali, che hanno condiviso con noi le tesi elaborate dai professori Josè Gambino e Michele Limosani” ha spiegato la Barrile tracciando una sintesi del lavoro svolto in questi mesi dal consiglio attraverso diverse sedute aperte dedicate all’argomento.

“La Città Metropolitana entra, così, senza enti intermedi, nel necessario processo di integrazione europea. L’ampliamento del territorio con il coinvolgimento e l’adesione dei 51 Comuni del medesimo ambito territoriale, geografico e politico, la previsione di strumenti atti a favorire la più larga partecipazione popolare, la pianificazione di una progettazione condivisa nel rispetto delle vocazioni territoriali, sono tutti irrinunciabili traguardi. Con lo stesso spirito che ha visto nascere qui, 60 anni fa, La Comunità Economica Europea voluta da Gaetano Martio facciamo in maniera che giunga da questo consesso a tutta l’Europa la prova tangibile che quando le idee camminano sulle gambe degli uomini di buona volontà, ogni traguardo è possibile”.

Ai presidenti dei consigli comunali (i cui interventi pubblicheremo nei prossimi giorni) il professor Limosani ha spiegato sia le ragioni dello stare insieme che gli svantaggi del girarsi dall’altra parte, prevenendo obiezioni e perplessità ma anche cercando di accendere quella “luce” che finora non ha ancora portato alcun calore nei consigli dei 51 Comuni. Attentissimi, messaggeri informati della volontà di intere comunità di non essere emarginate, i presidenti, hanno poi espresso dubbi, certezze, dipingendo una drammatica realtà provinciale che viene fuori da decenni di una politica volta ad ignorare le istanze di chi è più lontano. A loro il sindaco Accorinti ha lanciato un brevissimo messaggio di unità, ricordando che “nessuno sarà capofila, saremo tutti insieme perché solo insieme si vince”.

Rosaria Brancato

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6 commenti

  1. intanto non siete capaci di mantenere un collegamento per reggio, nemmeno in burundi

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  2. intanto non siete capaci di mantenere un collegamento per reggio, nemmeno in burundi

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  3. E questo dimostra che proprio non sanno lavorare. Come si possono organizzare due incontri/confronti allo stesso tema nello stesso orario della stessa giornata? Al popolo la scelta del più interesante?
    Ma poi ancora di parla di Messina città metropolitana? Quale Messina, quello che non riesce a tenere pulite le proprie strade, quella che non riesce ad avere cura del proprio verde, quella che non sa regolamente il trafico tir o quella che non riesce a tenere dei collegamenti moderni, utili e veloci con l’altra parte dello Stretto?
    Tornare con i piedi a terra e fare il tutto in modo più serio.

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  4. E questo dimostra che proprio non sanno lavorare. Come si possono organizzare due incontri/confronti allo stesso tema nello stesso orario della stessa giornata? Al popolo la scelta del più interesante?
    Ma poi ancora di parla di Messina città metropolitana? Quale Messina, quello che non riesce a tenere pulite le proprie strade, quella che non riesce ad avere cura del proprio verde, quella che non sa regolamente il trafico tir o quella che non riesce a tenere dei collegamenti moderni, utili e veloci con l’altra parte dello Stretto?
    Tornare con i piedi a terra e fare il tutto in modo più serio.

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  5. Mantenere dei servizi efficienti, non dipende da Messina ma dalla regione…..il Comune di Messina e’ intervenuto sul collegamento con Reggio…..può’ solo chiedere ……ma non ha alcuna competenza, nessuna voce in capitolo. Con l’istituzione della città’ metropolitana Messina ed i comuni metropolitani
    Potranno chiedere in autonomia, in base alle esigenze……avranno finalmente la competenza di decidere, e chiedere quello che serve…..direttamente..senza Taglioni…..distruttivi…….la realtà’ odierna e che sono altri a decidere per Messina e provincia.
    Domanda: Dei 51 comuni quanti sono rappresentati in regione?…..In realtà’ Messina e provincia sino la Cenerentila regionale, bersaglio continuo di tagli, su tagli……invece…..tutti i comuni saranno rappresentati nella città’ metropolitana…..bella differenza, grande differenza….specie se si instaura un rapporto di collaborazione tra i comuni metropolitani, considerando le enormi potenzialità’ di un’area che nonostante tutte le restrizioni subite resta comunque l’unico, vero polo turistico della Sicilia, con enormi prospettive di crescita. Non si possono avere dubbi sull’essere grandi, rapprentatare ed essere rappresentati….o continuare ad essere nessuno….importante e’ progettare la crescita del proprio comune metropolitano, sapere cosa serve e cosa chiedere……direttamente in consiglio metropolitano….di cui ogni comune e’ una parte…..

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  6. Mantenere dei servizi efficienti, non dipende da Messina ma dalla regione…..il Comune di Messina e’ intervenuto sul collegamento con Reggio…..può’ solo chiedere ……ma non ha alcuna competenza, nessuna voce in capitolo. Con l’istituzione della città’ metropolitana Messina ed i comuni metropolitani
    Potranno chiedere in autonomia, in base alle esigenze……avranno finalmente la competenza di decidere, e chiedere quello che serve…..direttamente..senza Taglioni…..distruttivi…….la realtà’ odierna e che sono altri a decidere per Messina e provincia.
    Domanda: Dei 51 comuni quanti sono rappresentati in regione?…..In realtà’ Messina e provincia sino la Cenerentila regionale, bersaglio continuo di tagli, su tagli……invece…..tutti i comuni saranno rappresentati nella città’ metropolitana…..bella differenza, grande differenza….specie se si instaura un rapporto di collaborazione tra i comuni metropolitani, considerando le enormi potenzialità’ di un’area che nonostante tutte le restrizioni subite resta comunque l’unico, vero polo turistico della Sicilia, con enormi prospettive di crescita. Non si possono avere dubbi sull’essere grandi, rapprentatare ed essere rappresentati….o continuare ad essere nessuno….importante e’ progettare la crescita del proprio comune metropolitano, sapere cosa serve e cosa chiedere……direttamente in consiglio metropolitano….di cui ogni comune e’ una parte…..

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