Frana Niscemi, tutti i nomi degli indagati. C'è anche il messinese Croce

Frana Niscemi, tutti i nomi degli indagati. C’è anche il messinese Croce

Alessandra Serio

Frana Niscemi, tutti i nomi degli indagati. C’è anche il messinese Croce

mercoledì 15 Aprile 2026 - 18:11

Chi sono i 13 avvisati, qual è il lavoro al centro dell'inchiesta che coinvolge anche il messinese Maurizio Croce

Ci sono i lavori al torrente Benefizio, finanziati e forse mai effettuati o mai a dovere, al centro dell’inchiesta sulla frana di Niscemi entrata nel vivo con i 13 avvisi di garanzia spiccati dalla Procura di Gela. Proprio il torrente, e i mancati interventi sarebbero, secondo la prima conclusione degli accertamenti, tra le principali cause del nuovo crollo che ha devastato la cittadina, a fine gennaio scorso.

Tutti gli indagati

Oltre agli ultimi quattro presidenti regionali, dall’attuale Renato Schifani passando per Rosario Crocetta, Raffaele Lombardo e Nello Musumeci, oggi a capo della Protezione civile e principale coordinatore degli attuali interventi d’urgenza, si sono altri 9 indagati. Iscritti nel registro i vertici della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026 Pietro Lo Monaco, Calogero Foti e l’attuale Salvatore Cocina; poi i direttori generali della Regione, capi dipartimento del dissesto idrogeologico, ovvero Vincenzo Falgares, Salvo Lizio, Sergio Tuminello e Giacomo Gargano. Tra loro anche il messinese Maurizio Croce. Avviso di garanzia anche per Sebastiana Coniglio, legale rappresentante dell’Associazione temporanea di imprese incaricata degli interventi al Benefizio.

Frana e lavori, com’è andata

Dopo la grande frana del 12 ottobre 1997 arriva il progetto di sistemazione idraulica, nel 1999 viene sottoscritto il contratto d’appalto e nel 2006 viene affidato all’Ati guidata da Coniglio. 12 milioni di euro l’importo inizialmente stimato per il progetto complessivo. Il contratto viene risolto nel 2010 per “gravi ritardi” nell’esecuzione degli interventi. Il contenzioso che ne nasce si chiude solo nel 2016. E l’opra resta al palo.

Indagine su tre aspetti

Lo stesso procuratore di Gela Salvatore Vella conferma che l’inchiesta si concentra in particolare su tre aspetti, uno dei quali è relativo proprio ai mancati lavori di mitigazione degli effetti della frana del 1997. Su questo tema saranno ascoltati i 13 indagati.

Altri indagati in vista?

Ma la Procura di Gela vuole approfondire anche i capitoli relativi ai mancati interventi sulla raccolta e la regimentazione delle acque bianche e nere che fin da subito sono state individuate come causa dell’innesco del fronte di frana e. Fari accesi anche sulla gestione della zona rossa scattata nel ’97, sia quella prossima alla frana che quella delle zone limitrofe. Appare probabile quindi che, col prosieguo degli accertamenti, gli inquirenti spicchino ulteriori avvisi di garanzia per poter interrogare, con le garanzie di legge, i protagonisti di tutti questi interventi ora sotto i riflettori.

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