La sua vita era già, costellata fin dalla nascita di miracoli e legami con il soprannaturale. Ed ebbe ancora una volta fede.
CATONA – Le onde si muovono lente, raggiungono la riva e tornano indietro, Francesco le osserva rapito mentre il vociare dei pescatori riempie l’aria fresca del mattino. Lui e i due fratelli che lo accompagnano guardano la sponda opposta, lì appare luminosa la città di Messina che pensano di raggiungere grazie alle tante barche di legno che ogni giorno partono dal piccolo porto di Catona. Chiedono ad un pescatore, ma l’uomo si rifiuta senza compenso e allora Francesco, nato a Paola l’1 maggio 1416 e fondatore dell’ordine dei Minimi, decide di non arrendersi di fronte alla lingua di mare che lo separa dalla Sicilia e chiede aiuto al divino. La sua vita era già, costellata fin dalla nascita, in qualche modo di miracoli e legami con il soprannaturale. Ed ebbe ancora una volta fede.
Il prodigio
Francesco stende il mantello sulle onde e sale sopra determinato tenendo stretto un lembo alla estremità superiore del bastone che appare subito, agli occhi di tutti, come una vela. Procede rapido e sicuro, insieme ai due confratelli, verso le costa messinese. E tutto intorno gioia e urla di miracolo. Il prodigio è raccontato dalla tradizione, ma anche attestato da deposizioni giurate nei processi.
Cenni storici
San Francesco nacque a Paola (Cosenza) nel 1416 da anziani genitori devoti di san Francesco d’Assise, di qui il nome e la decisione di indirizzarlo alla vita religiosa nell’ordine francescano. Dopo un anno di prova il santo scelse la vita eremitica e si ritirò a Paola. Qui si dedicò alla contemplazione e alle mortificazioni corporali. Ben presto iniziarono ad affluire al suo eremo molte persone che lo sceglievano come guida spirituale. Il consenso venne agevolato dalla grande fama di taumaturgo; proclamato santo da papa Leone X il 1° maggio 1519. Il miracolo fu raccontato da molti artisti, famosi i dipinti di Mattia Preti.
