Furto al Museo di Messina. Schifani: "Allarme non collegato alla Polizia, scelta grave"

Furto al Museo di Messina. Schifani: “Allarme non collegato alla Polizia, scelta grave”

Redazione

Furto al Museo di Messina. Schifani: “Allarme non collegato alla Polizia, scelta grave”

martedì 18 Agosto 2026 - 11:30

Il presidente della Regione commenta la falla nel sistema di vigilanza del sito culturale e annuncia una verifica straordinaria nei principali parchi e musei dell'Isola

SICILIA – Dopo il colpo messo a segno al Museo regionale di Messina, la Regione siciliana preannuncia un giro di vite sulla gestione della vigilanza e sui protocolli di sicurezza nei siti culturali dell’Isola. Le ricostruzioni e i primi accertamenti effettuati dopo l’episodio hanno evidenziato criticità legate ai collegamenti operativi e alla gestione dei segnali d’allarme, spingendo il governo regionale a pianificare un intervento strutturale.

I punti critici e le verifiche in corso

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il presidente della Regione, Renato Schifani, ha affrontato direttamente il tema delle falle emerse nella struttura messinese. Dai primi riscontri è emerso come, fin dall’inaugurazione del nuovo plesso museale avvenuta tra il 2016 e il 2017, non sia mai stato predisposto un canale di collegamento diretto tra i sistemi anti-intrusione del museo e le centrali delle forze dell’ordine. Sebbene i dispositivi tecnologici e le telecamere abbiano regolarmente registrato l’intrusione facendo scattare il segnale, l’anello debole è apparso legato al presidio umano e alla reattività della sala di controllo.

Sull’eventuale assenza del personale di turno preposto al monitoraggio, la presidenza della Regione ha assicurato verifiche rigorose per individuare le singole responsabilità, escludendo scaricabarile amministrativi. La linea tracciata mira a ridefinire le mansioni di custodia, trasformandole in una sorveglianza attiva e pronta a intervenire in caso di emergenza.

Piano di controlli e investimenti nei beni culturali

La vicenda di Messina si trasforma così nel punto di partenza per una revisione globale della sicurezza nei beni culturali siciliani. È stata infatti annunciata un’ispezione straordinaria nei principali complessi museali e parchi archeologici della regione, con l’obiettivo di potenziare la tecnologia, estendere i collegamenti con le forze dell’ordine e rafforzare la formazione del personale addetto.

L’operazione di ammodernamento si inserisce in un quadro di investimenti già avviati sul patrimonio culturale, che vede oltre 182 milioni di euro destinati a 57 interventi su tutto il territorio. L’intenzione del governo regionale resta quella di mantenere garantita la fruibilità e le aperture dei siti anche durante i giorni festivi, abbinando la tutela del patrimonio artistico alla valorizzazione turistica e difendendo le prerogative dell’autonomia regionale attraverso una gestione più rigida dei controlli e del personale.

Articoli correlati

7 commenti

  1. Veramente anche noi rimaniamo sbigottiti… Ma ci vogliono raccontare le barzellette.. e se non il Presidente con il suo staff chi dovrebbe controllare l’efficienza dei servizi d’allarme…

    8
    7
  2. Se il governo regionale ha il potere di effettuare il giro di vite di cui all’articolo, allora è direttamente responsabile di non averlo fatto prima o di non avere effettuato le verifiche necessarie.
    Hanno perfettamente ragione nel chiedere le dimissioni di tutta la catena di responsabili partendo dal presidente Schifani, passando per il suo l’assessore regionale sino a finire alla direttrice.
    Gli eventuali complici interni ne risponderanno in sede penale.
    Quanti danni ha fatto FI e quanti gli permetterete ancora di farne?
    Comunque il silenzio di De Luca su questa faccenda mi fa pensare.

    8
    8
  3. Diogene Laerzio (di oggi) 18 Agosto 2026 15:26

    “Dai primi riscontri è emerso come, fin dall’inaugurazione del nuovo plesso museale avvenuta tra il 2016 e il 2017, non sia mai stato predisposto un canale di collegamento diretto tra i sistemi anti-intrusione del museo e le centrali delle forze dell’ordine. Sebbene i dispositivi tecnologici e le telecamere abbiano regolarmente registrato l’intrusione facendo scattare il segnale, l’anello debole è apparso legato al presidio umano e alla reattività della sala di controllo”. DOMANDE : 1) A chi spettava richiedere per iscritto il collegamento tra la sala di controllo la Questura o Comando Provinciale dell’ Arma ? 2) Perchè non è stato fatto ?
    Pensiamoci bene : Questa è comunque un’ opportunità per fare meglio nel futuro. Come messinese, adoro, infatti, questa sede, e vorrei il meglio in fatto di afflusso di paganti e di sicurezza ( i dipendenti hanno pieno diritto di lavorare pienamente tutelati.) SBAGLIO ??????

    7
    0
  4. I dipendenti erano qualificati o fanno parte dell’ accozzaglia di assunzioni senza titolo fatte dalla vecchia e nuova amministrazione regionale? La domanda mi sorge spontanea visto che nessuno dei vertici alti parla del personale preposto alla custodia e vigilanza …..e’ evidente che non hanno svolto bene il proprio lavoro visto che hanno segato sbarre,scassinato entrata,asportato tele,di cui una im teca blindata e tutto in silenzio prima e dopo visto che neanche se ne sono accorti che mancavano tele ….addirittura avevano dichiarato 4 mentre cen’ erano due fuori recuperate grazie ad alcuni cittadini….cerchiamo di dire onestamente le gravi carenze che ci sono state da parte del personale che ci lavora oltre le carenze del sistema d’ allarme.

    3
    2
  5. Diverse persone dovrebbero essere mandate a casa, licenziate in tronco per giusta causa, ormai pure Ciccino il fruttivendolo e Peppino il salumiere hanno l’allarme collegato con la polizia, un museo non è accettabile che non abbia tale collegamento, e se a questo ci aggiungiamo la assoluta incompetenza dei guardiani questo è il risultato

    2
    1
  6. Ma quindi i ladri lo sapevano che il sistema non era collegato alla polizia?
    E chi gliel’ha detto?

    4
    0
  7. Il mio commento non era un’ illazione ma un pensiero basato su cio’ che emerso finora ….se io lavoro bene e’ sicuro che produco bene …..a Messina ci sono tanti posti occupati da gente senza qualifica che nom sanno la destra dalla sinistra e non e’ una discriminazione dirlo o pensarlo ma un dato di fatto….ad esempio la stampa ci informa che nella chiusura di quella struttura per persone fragili,c era personale senza qualifica…..con questo non e’ che voglio dire che chi non ha qualifica non debba lavorare( pure io non ho qualifiche,competenze ed ho solo la terza media) ma deve ricoprire ruoli che puo’ svolgere senza fare danni…..messina servizi e’ preposta alla raccolta dei rifiuti e che ci azzecca con la cura e manutenzione del verde???? Amam e’ per l’ efficientamento idrico e che c’ entrava di dare la manutenzione strade???? Messina social city e’ per dare assistenza e che c’ entra dargli organizzazione di eventi???? Ad ognuno il lavoro per le competenze che ha …..se c erano custodi( inizialmente ho commentato convinta che non ci fossero visto il furto)dove erano visto che hano agito indisturbati???? E non e’ “fare le pulci “ai custodi ma e’ fare legittime domande visto che sono pagati per fare quella mansione…..non oscuriamo l’ oggettivita’ del mio pensiero !!!!

    9
    8

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED