Giallo di Montagnareale, in una webcam la possibile verità

Giallo di Montagnareale, in una webcam la possibile verità

Marco Olivieri

Giallo di Montagnareale, in una webcam la possibile verità

martedì 17 Febbraio 2026 - 17:52

Una piccola videocamera digitale, montata sui uno dei fucili, potrebbe aiutare la ricostruzione sulla morte dei tre cacciatori

PATTI – Una caccia al cinghiale diventata tragedia nel Messinese con i tre cacciatori uccisi nel giallo di Montereale. Potrebbe esserci un altro particolare decisivo per ricostruire la verità sulla morte dei fratelli Davis Giuseppe Pino e del pensionato Antonio Gatani. Ovvero la webcam montata sul fucile di Davis Pino (fonte Corriere della Sera, al momento non ci sono smentite in relazione a questo dettaglio). In quelle riprese potrebbe esserci la chiave per completare tutti i tasselli. Tutto questo rientra nelle indagini in corso, con l’ipotesi di un incidente iniziale e una reazione a catena.

Ma la chiave di svolta dell’indagine è tutta nelle mani dell’indagato. Come riportato da alcune testate nei giorni scorsi, il bracciante agricolo 52enne, ascoltato lo stesso giorno del ritrovamento dei corpi come persona informata sui fatti, avrebbe fatto delle ammissioni sulla sua presenza sul posto, al momento della sparatoria, per poi chiudersi nel silenzio. Presunte ammissioni, quelle rese a “sommarie informazioni testimoniali”, sui quali i suoi difensori hanno preannunciato denunce per “inaccettabili fughe di notizie”. Gli avvocati Tommaso Calderone e Filippo Barbera avevano chiesto l’incidente probatorio, per intervenire con le garanzie di legge nelle analisi delle prove scientifiche. Hanno però recentemente rinunciato alla richiesta. È il segnale che forse si è a una svolta con la volontà dell’indagato di collaborare? 

Interrogativi a parte, le indagini condotte dal procuratore capo Angelo Cavallo e dalla sostituta Roberta Ampolo continuano. Oltre all’autopsia, che ha rivelato come e con cosa sono state colpite le tre vittime (almeno quattro i colpi che hanno raggiunto i tre, tutti colpiti frontalmente), i consulenti della Procura hanno effettuato una perizia dattiloscopica. Una perizia per capire se i segni lasciati sui fucili trovati appartengono soltanto ai cacciatori. E stanno incrociando i dati offerti dalla tracciatura telefonica per capire se è possibile ricostruire i movimenti delle tre vittime e individuare la presenza di altri soggetti.

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