Gianfranco, il simbolo della rinascita post alluvione: “L'attività è ripartita, ma sono stremato”. VIDEO - Tempo Stretto

Gianfranco, il simbolo della rinascita post alluvione: “L’attività è ripartita, ma sono stremato”. VIDEO

Carmelo Caspanello

Gianfranco, il simbolo della rinascita post alluvione: “L’attività è ripartita, ma sono stremato”. VIDEO

martedì 01 Ottobre 2019 - 07:00
Gianfranco, il simbolo della rinascita post alluvione: “L’attività è ripartita, ma sono stremato”. VIDEO

LA STORIA “Scaletta non è più lo stesso paese, si sta svuotando lentamente. Per tenere in piedi il supermercato devo fare sacrifici enormi. Ecco come è cambiata la mia vita in 10 anni”

SCALETTA – Il 25 ottobre del 2017 un fiume di fango invase via Roma, la strada principale di Scaletta. Case e negozi subirono danni ingenti. Gianfranco Fasciana, allora 37 enne, ripristinò il supermercato in una quarantina di giorni. Fortunatamente non si registrarono vittime. Ma quello fu il preludio di una immane tragedia che due anni più tardi, l’1 ottobre del 2009, avrebbe seminato distruzione e morte. Ed è costata la vita a 37 persone tra Giampilieri e Scaletta Zanclea. Il supermercato di Gianfranco, al secondo round, andò Ko. A dieci anni di distanza quel locale porta ancora dietro i segni del disastro. Nel 2013 Gianfranco ha riaperto in piazza Ingemi, linea di confine tra Scaletta e Itala, divenendo il simbolo della rinascita.

“L’ho fatto per me e per portare avanti la famiglia – spiega – ma devo dire che è cambiato tutto, la mia vita dopo l’alluvione del 2009 non è più la stessa. I negozi chiudono, la gente va via dal paese. Le attività commerciali – sottolinea – sono in grande sofferenza. Lavoro 18 ore al giorno e quando il supermercato la domenica è chiuso controllo la contabilità e penso al da farsi la settimana successiva. Penso a come fare per invogliare i clienti a venire nel mio supermercato. Ma ora sono davvero stremato – prosegue Gianfranco – ho quasi 50 anni ed ho perso 8 chili nei mesi estivi per portare avanti l’attività. Adesso sarò costretto a chiudere il pomeriggio perché non riesco a pagare il personale. E chi lavora va pagato. La voglia di andare avanti, purtroppo, spesso cozza con lo scoramento”.

Carmelo Caspanello

(Ha collaborato il videomaker Matteo Arrigo)

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