Giarre (CT): al via la stagione teatrale della Compagnia Teatrale Jonica con “U sapiti com’è”. IL VIDEO - Tempo Stretto

Giarre (CT): al via la stagione teatrale della Compagnia Teatrale Jonica con “U sapiti com’è”. IL VIDEO

Dario Rondinella

Giarre (CT): al via la stagione teatrale della Compagnia Teatrale Jonica con “U sapiti com’è”. IL VIDEO

venerdì 18 Ottobre 2019 - 14:26
Giarre (CT): al via la stagione teatrale della Compagnia Teatrale  Jonica con “U sapiti com’è”. IL VIDEO

Con “U sapiti com’è”, domani sera inizia la stagione teatrale della Compagnia Teatrale Jonica al Cine-Teatro “Garibaldi” in Giarre (CT). La commedia in tre atti scritta da Francesca Sabàto Agnetta, su proposta del regista Bruno Torrisi vuol rappresentare un omaggio a Gilberto Idonea, attore siciliano scomparso un anno fa. Il tema affrontato è quello della “diversità” che si veicola, in maniera non sempre positiva, nella nostra società globale. Lo spettacolo coniuga comico e tragico in un perfetto equilibrio che mai travalica nel patetico. ‘U sapiti com’è rimane, ancora oggi, concezione di una teatro inteso non solo come divertimento puro, ma come prezioso luogo e momento per affrontare problematiche sociali. Cola è un ritardato mentale, con animo di fanciullo che è preso in giro per via del suo handicap. Cola però è l’espressione dei buoni sentimenti quelli veri ed eterni, di spontaneità, di semplicità quale sinonimo di verità, di amore, di sofferenza: il suo amore ha valore universale perché è quello per la madre o per la dolce Sisidda, che è l’unica a capirlo e a non dileggiarlo, o per il fratello che, senza volerlo, lo uccide. Le caratteristiche del personaggio sono – come abbiamo visto – un connubio fra comico e tragico perché ogni azione umana ha sfaccettature tragiche ma dai risvolti comici che costituiscono la tristezza che sta nel fondo della risata dello spettatore. Perché la bonarietà del personaggio è la bonarietà di una comicità che s’innesta su un fondo amaro, dolente, tragico fino alla morte del protagonista che avviene col sorriso bonario di un uomo che nella visionarietà dell’affetto per la madre e di una metafisica che gli rende possibile non solo il dialogo con Dio ma anche il paradiso come posto della serenità dove si compongono i conflitti di una concezione così completa che solo può essere appannaggio di un “povero di spirito” ma che ha l’animo puro ed innocente.

Dario Rondinella

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