Per il termovalorizzatore regionale, è stata individuata l’offerta del gruppo guidato dal colosso energetico Iren Ambiente Spa
La Regione Calabria compie un passo decisivo verso la rifunzionalizzazione dell’unico termovalorizzatore regionale, di Gioia Tauro. Il Dipartimento Ambiente ha infatti individuato come migliore, tra le due proposte in campo, l’offerta di project financing presentata dal gruppo guidato dal colosso energetico Iren Ambiente Spa. Il provvedimento, arrivato alla fine del 2025, segna un punto di svolta in una vicenda lunga e complessa, segnata da ritardi, contenziosi e rilievi della Corte dei Conti.
L’operazione riguarda un appalto dal valore superiore ai 100 milioni di euro e affonda le sue radici nel 2022, quando la Regione decise di sbloccare una partita strategica per il sistema dei rifiuti calabrese. L’impianto, entrato in funzione nei primi anni Duemila, è rimasto incompleto e le due linee attualmente operative sono ormai prossime alla fine del loro ciclo di vita.
La procedura di finanza di progetto, basata su un partenariato pubblico-privato, si è però rivelata fin da subito estremamente complessa. Dopo la presentazione delle due offerte, per oltre un anno non si sono registrati sviluppi significativi. Nel frattempo, i grandi gruppi energetici coinvolti hanno avviato una serie di diffide e ricorsi, alcuni dei quali risultano tuttora pendenti davanti ai tribunali.
Nel luglio 2024 la Regione ha deciso di riaprire il confronto concorrenziale, chiedendo ai proponenti di adeguare le offerte al nuovo Codice dei contratti pubblici e alle indicazioni di un collegio di esperti. Le proposte aggiornate sono state valutate a settembre 2025, ma per arrivare alla scelta finale è stato necessario anche il via libera del gruppo di supporto tecnico nominato dall’amministrazione regionale.
Nonostante la decisione, l’iter non è ancora concluso. Il decreto regionale chiarisce che sarà necessario avviare un’interlocuzione con il soggetto selezionato per apportare ulteriori aggiustamenti al progetto. Solo dopo il recepimento delle osservazioni emerse in fase istruttoria potrà essere formalmente dichiarato l’interesse pubblico dell’operazione. A questo si aggiungono i tempi tecnici legati alla possibile presentazione di nuovi ricorsi.
I lavori, dunque, non partiranno a breve. Tuttavia, lo sblocco della fase amministrativa rappresenta un passaggio cruciale per una Regione che continua a mostrare forti criticità nella gestione dei rifiuti. La Calabria è ancora costretta a ricorrere allo smaltimento internazionale, anche a causa di una raccolta differenziata insufficiente, restando indietro rispetto ad altre aree del Paese. Solo attraverso nuovi impianti e un rafforzamento dell’intero sistema sarà possibile, in prospettiva, raggiungere l’autosufficienza.
