Beta2, i fratelli Lipari: dal business dei farmaci ai voti dei Romeo nel 2013 - Tempo Stretto

Beta2, i fratelli Lipari: dal business dei farmaci ai voti dei Romeo nel 2013

Alessandra Serio

Beta2, i fratelli Lipari: dal business dei farmaci ai voti dei Romeo nel 2013

martedì 30 Ottobre 2018 - 18:28
Beta2, i fratelli Lipari: dal business dei farmaci ai voti dei Romeo nel 2013

Per la magistratura messinese i fratelli Salvatore e Antonino Lipari, cugini dei Romeo, sono legati ai santapaoliani anche da rapporti di interessi, e nel settore c'erano i soldi dei catanesi. Che alle ammistrative di 5 anni fa portarono quasi 700 voti ai fratelli Lipari.

Anche i fratelli Antonino e Salvatore Lipari, difesi dagli avvocati Roberto Materia e Tancredi Tracló, non ha risposto alle domande del Gip Salvatore Mastroeni. Già coinvolti nell’operazione Beta1, erano stati scarcerati e poche settimane fa avevano definito in primo grado la loro posizione al processo in abbreviato con una condanna a poco più di anno. Adesso la nuova tegola giudiziaria, che li inchioda ancora di più alle responsabilità dei cugini Romeo, ed ai rapporti diretti con l’oggi pentito Biagio Grasso, del quale avevano assunto il fratello per poco meno di un anno.
A sentir loro, “pagano” la parentela con i cugini catanesi. Secondo la magistratura di Messina le cose stanno diversamente, e il business dei farmaci, come svelato dalle intercettazioni e confermato da Grasso, era cresciuto proprio grazie ai Romeo, che nel settore ci avevano investito.
Un legame di interessi, quindi, come dimostrerebbe il passaggio consumato durante le elezioni comunali del 2013, alle quali Salvatore Lipari, che lavora come esterno all’Asp, si presenta con i Democratici Riformisti, ottenendo 622 voti di preferenza. Non a caso si presenta sotto il nome “Lipari Salvatore detto Romeo”. che nel 2013 si candida alle elezioni comunali con i Democratici Riformisti per la Sicilia, “ottenendo ben 622 voti di preferenza”, scrive il giudice, che riporta una conversazione tra Francesco Romeo e il figlio Vincenzo, in auto. “Se non era per noi altri i voti dove li prendeva nella funcia… i casette tutti me li hanno dati i voti… ora deve sistemare a quel ragazzo…”, dice Francesco Romeo. “…Il figlio di Don Vincenzo il nipote di D’Arrigo… dove è, è a 20 euro al giorno lo levavo da entro… che fuma ha la depressione…dove cazzo lo possiamo mandare…?”, “…ha le scuole… non è che è bestia hai capito… che è ottuso non lo possiamo ficcare da qualche parte?”.
Biagio Grasso racconta invece di come funziona il settore farmaci e svela gli episodi che secondo i giudici chiariscono che è il potere intimidatorio dei Romeo a permettere loro di fare profitti: “Salvatore Lipari fa parte del gruppo e si occupa col fratello della distribuzione dei farmaci. Hanno una società che distribuisce farmaci per conto di una ditta di Napoli. Per un certo periodo anche mio fratello lavorò nella consegna dei farmaci”. I Lipari avevano un contratto con l'associazione Sofad, poi passarano ai contatti con la Farmiva, e anche in questo caso i Romeo ci misero del loro.
“Per quanto attiene l’imposizione della fornitura dei farmaci ricordo che il Vincenzo Romeo, in mia presenza ebbe una discussione accesa con il proprietario di una farmacia, sita nei pressi del complesso Messina 2. Ricordo inoltre che il farmacista secondo quanto riferitomi da Vincenzo Romeo, aveva problemi di tossicodipendenza. Ritornando all’episodio all’imposizione a fronte della resistenza del farmacista che rappresentava di essere legato ad altro fornitore, Vincenzo Romeo gli impose espressamente che avrebbe dovuto fornirsi dai Lipari perché quello era il loro territorio”.
“La società che aveva dato incarico ai predetti per la distribuzione di farmaci si chiama FARVIMA, con sede a Napoli e ha come direttore commerciale tale Giuseppe La Scala (nella foto tratta dal profilo personale di Facebook), che abita nel complesso IL MITO a Messina. La Scala ebbe un ruolo nel procurare a Lipari e a Romeo la concessione per la distribuzione dei farmaci in favore dell’impresa di costoro. Preciso che il figlio del titolare della FARVIMA, Mirko De Falco, si è recato presso i miei uffici accompagnato da Giuseppe La Scala, il quale mi presento come persona di riferimento per la creazione di un centro distribuzione dei farmaci forniti dalla FARVIMA unico per la Sicilia e parte della Calabria, provincia di Reggio Calabria. Avevo proposto a Mirko De Falco di realizzare questo centro di distribuzione nell’area industriale di Milazzo, comprensorio di Monforte Marina, dove ero proprietario di alcuni terreni attraverso la mia società B&P PARTECIPAZIONI Srl. I terreni poi andarono all’asta per problemi bancari”.
“L’incontro con De Falco avvenne nel 2014, cui fece seguito una cena nella trattoria Etnea nei pressi del Tribunale, alla e Salvatore Lipari. Romeo fu presentato a De Falco da La Scala come socio di riferimento del Lipari, con collegamenti importati su tutta la Sicilia, poco prima che ebbe inizio la cena, nella fase delle presentazioni La Scala disse a De Falco quale parteciparono oltre al De Falco e al La Scala, io, Vincenzo Romeo, Maurizio Romeo, Benedetto Romeo, Antonio Lipari introducendo Romeo, che costui era un imprenditore in vari settori e parente diretto di Nitto Santapaola, con interessi economici a Messina, Catania e in buona parte della Sicilia Orientale. La Scala in questo contesto presento’ il Romeo evidentemente volendo rappresentare che Romeo era un punto di riferimento per l’espansione della rete di distribuzione dei farmaci. Questi fatti avvennero nel 2014, forse fine 2013, inizio 2014”, spiega Romeo

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto.it - Quotidiano on line della Città Metropolitana di Messina

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Rosaria Brancato direttore responsabile-coordinatrice di redazione.

Danila La Torrevice coordinatrice di redazione.

info@tempostretto.it

Telefono 090.9018992

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007