Gli 8 deputati siciliani in Europa, 2 seggi a Forza Italia e FdI

Gli 8 deputati siciliani in Europa, 2 seggi a Forza Italia e FdI

Redazione

Gli 8 deputati siciliani in Europa, 2 seggi a Forza Italia e FdI

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lunedì 10 Giugno 2024 - 19:15

I voti ai partiti, i vincitori e glli sconfitti alle europee

Europee 2024. Ormai è ufficiale da ore: Forza Italia è il primo partito in Sicilia. Forte anche dell’appoggio di Cuffaro e Lombardo, il partito guidato dal vicepresidente del Consiglio e ministro Tajani è al 23,73. Tra gli otto parlamentari siciliani a Strasburgo, spiccano come numero di voti i due assessori regionali Edy Tamajo (nella foto in basso, dalla sua pagina Fb), con oltre 121mila preferenze, e Marco Falcone, quota 97mila (nella foto in evidenza). Fuori dai giochi l’uscente Caterina Chinnici, Massimo Dell’Utri e la messinese Bernardette Grasso (con 47.500).

Edy Tamajo, dalla sua pagina Fb

Il secondo partito è Fratelli d’Italia con 20,19, con Giorgia Meloni che ottiene un plebiscito: più di 180mila preferenze che non si traducono ovviamente in un seggio. Così arrivano in Europa Giuseppe Milazzo con circa 64mila voti e, grazie alla rinuncia della presidente del Consiglio, l’ex assessore regionale Ruggero Razza, con più di 61mila. La messinese Elvira Amata, assessora regionale, ottiene 24.303 preferenze.

Per il Movimento Cinquestelle, che prevale nel centrosinistra con il 16,05, arriva in Parlamento europeo il messinese Giuseppe Antoci, con più di 61mila preferenze. Sempre nel centrosinistra, Elly Schlein prende quasi 64mila voti. La rinuncia della segretaria lascia spazio all’ex deputato regionale Giuseppe Lupo, con più di 46mila voti. Niente da fare per il senatore Antonio Nicita, per Lidia TiIotta e per l’uscente Pietro Bartolo, tutti tra 36 e 37mila voti. La messinese Maria Flavia Timbro prende più di undicimila voti.

La Libertà di Cateno De Luca è al 7,67 ma raggiunge solo l’1,22 a livello nazionale, quindi niente parlamentari. Il leader ottiene 69.478, Laura Castelli circa trentamila, il deputato regionale Ismaele La Vardera circa ventimila voti.

La Lega Salvini premier ha il 7,47 e sale Raffaelle Stancanelli, con più di 44mila voti. Nelle Isole, il generale Vannacci ottiene più 20mila voti. Ma per lui i voti, nel complesso, sono 530mila in tutte le circoscrizioni. Il senatore messinese Nino Germanà si ferma a 13.946.

Alleanza Verdi e Sinistra ha il 4,80: Ilaria Salis ottiene 26.215 preferenze e, in generale, più di 176mila preferenze. Mimmo Lucano prende 17.586 voti ma è eletto in Calabria. Di conseguenza, il seggio andrà, dopo le due rinunce, all’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando con 16.930 preferenze.

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2 commenti

  1. Sono davvero felice che la Chinnici non sia stata eletta,

    Figlia di Rocco Chinnici, giudice strenuo nemico della mafia e ideatore del pool antimafia, ucciso per questo in un attentato mafioso,
    la dottoressa Chinnici candidata capolista dal PD alle Europee del 2014 e del 2019 ed eletta in entrambi i casi, quindi nel 2022 viene candidata alla Presidenza della Regione Sicilia sempre per il PD, nel 2023 annuncia il suo passaggio a Forza Italia, il partito di Silvio Berlusconi, quello che teneva in casa il boss Mangano. Il partito dei siciliani Dell’Utri e D’Alì entrambi ex senatori, D’Alì persino sottosegretario agli Interni, entrambi condannati in via definitiva per concorso esterno ad associazione mafiosa. Va anche ricordato che il simpatico Salvatore Cuffaro, in arte Totò VasaVasa, a queste europee ha appoggiato Forza Italia.

    Libera la dottoressa Chinnici di aderire a qualsiasi formazione politica, siamo ancora in democrazia, certo fa specie sapere che la figlia della Medaglia d’Oro al Valore Civile Rocco Chinnici aderisca proprio a Forza Italia.

    Democraticamente sono felice quindi che non sia stata eletta.

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    1. Marco Olivieri 10 Giugno 2024 21:51

      Buonasera, nel caso di Cuffaro questa è la situazione: condannato in via definitiva per favoreggiamento aggravato dall’agevolazione di Cosa nostra (“ma dalla sentenza non sono mai stato ritenuto colluso con la mafia”, tiene a precisare, fonte Ansa) e per rivelazione di segreto istruttorio, nel 2023 ha ottenuto la riabilitazione dal Tribunale di sorveglianza di Palermo. Così si è estinta la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e si può candidare, anche se sussiste una sfera dell’opportunità politica. Cordiali saluri

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