Inizia in appello il processo Mowing e l'audizione di Iannello viene esclusa. Il maxi blitz anti droga nel 2024
MESSINA – Prende il via in Corte d’appello a Messina il processo di secondo grado per l’operazione Mowing, con alla sbarra organizzatori e gente vicina al clan barcellonese degli Iannello. Il processo entrerà nel vivo a metà novembre. Intanto, durante la lunga udienza di ieri davanti alla I sezione penale (presidente Mangano), c’è stato il tempo per incardinare il processo, a cominciare dalle tante questioni preliminari, risolte dai giudici con un’articolata ordinanza.
Ecco perché il pentito non sarà ascoltato
Il primo dato riguarda il protagonista principale delle vicende trattate, ovvero Salvatore Iannello. Da principale referente del traffico di droga tra Italia e Spagna, Iannello è passato alla collaborazione con la giustizia dopo l’arresto, confermando le accuse ipotizzate dalla Dda di Messina e svelando molti altri retroscena. La Corte però ha deciso di non riaprire il dibattimento per ascoltarlo, Iannello non deporrà in aula. Il pentito ha chiesto di accedere al concordato della pena, col parere favorevole dell’Accusa. Per lui i giudici decideranno alla fine del processo. I racconti di Iannello, le sue accuse verso la rete di complicità dei vari affari e i rapporti con i vertici del clan di Barcellona, cristallizzati nei verbali, sono già agli atti del processo, ed hanno costituito uno dei principali assetti dell’impianto d’accusa che ha portato alla sentenza di primo grado. Proprio quel verdetto è ora al vaglio dei giudici di II grado. Si torna in aula il prossimo 16 novembre, quindi, per ascoltare il Procuratore Generale che regge l’Accusa.
Tutti i nomi
Ecco la sentenza di primo grado emessa a novembre 2025 dalla giudice Monia De Francesco, che aveva deciso condanne per tutti. Ecco il verdetto: 20 anni per Maurizio Iannello, 10 anni e 8 mesi a Filippo Benenati, 14 anni Felice Castellano, 10 anni e 8 mesi a Salvatore Parasole, 11 anni e 8 mesi a Carmine Di Natale, 10 anni e 8 mesi a Filippo Iannello e Daniele Marguccio, 9 anni e mezzo a Giuseppe Iannello, 9 anni e 4 mesi a Giuseppe Di Natale, 8 anni Gabriele Cacace, 8 anni e 2 mesi a Concetta Imbesi, 8 anni e 4 mesi a Provvidenza Chillemi, 4 anni e 10 mesi a Nancy Di Salvo, 8 anni e 8 mesi ad Enrico Paratore, 8 anni Nando Russo e Sebastiano Russo, 2 anni Rosy Maiorana, 14 anni e 10 mesi a Salvatore Iannello.
Le nuove rotte della droga tra Sicilia, Calabria, Marocco e Spagna
Il processo nasce da una costola della maxi indagine che nel 2024 sfociò in 112 arresti dei Carabinieri. A confermare i sospetti dei militari arrivarono le rivelazioni di un altro collaboratore di giustizia, il messinese Settimo Corritore, referente dello spaccio di droga a Giostra. Poi si pentì lo stesso Iannello, confessando di aver organizzato gli incontri con gli esponenti delle ‘ndrine calabresi e di aver trafficato grosse quantità di droga, anche cocaina, tra Marocco e Spagna. dalla Spagna di grosse quantità di droga, anche di cocaina.
“Voglio salvare mio figlio dal destino criminale”
Iannello, dopo aver spiegato di aver scelto il pentimento per sottrarre suo figlio al suo stesso destino di criminale (Il pentito racconta: “Mio figlio mi emula sui social“), ha fatto ai pm Marco Accolla e Francesco Massara anche i nomi di tutta la rete di complici nel traffico di droga. Gli avvocati Antonio Spiccia, Salvatore Silvestro, Pinuccio Calabrò, Antonino Aloisio, Santi Certo, Fabio Catania, Gaetano Pino, Francesco Euticchio, Antonio Pirri, Diego Lanza, Tino Celi e Vincenzo Iofridda difendono gli imputati e parleranno nelle prossime udienze.

