Cos'è successo quando gli arrestati della polizia sono stati interrogati
Messina – E’ un muro di silenzio quello che si è trovato davanti la giudice per le indagini preliminari Marialuisa Gullino, in carcere per gli interrogatori di garanzia di Giovanni Tavilla, Salvatore Villari, Giovanni Bertuccelli e Ivan Puleo. Gli arrestati dalla Polizia il 17 aprile hanno infatti scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Scena muta anche da parte di Emanuele Maffei e Manuel Maffei, ai quali la giudice ha concesso i domiciliari. Gli avvocati Salvatore Silvestro e Giuseppe Bonavita valuteranno ora se ricorrere al Tribunale della Libertà per chiedere la revoca del provvedimento d’arresto che li accusa di aver messo a ferro e fuoco i quartieri Giostra e Camaro, tra dicembre 2024 e aprile 2025, con una serie di raid armati incrociati.
Raid armati tra Camaro e Giostra
Il blitz della Squadra Mobile è scattato dopo le indagini che hanno rivelato i retroscena delle sparatorie incrociate avvenute tra Camaro e Giostra. Raid punitivi armati alla cui base c’erano contrasti tra due “bande” di nuove leve, alcuni con la fedina penale già macchiata, in particolare tra il gruppo dei Bertuccelli e quella di Salvatore Villari. La “Santa Barbara” è cominciata con una prima spedizione punitiva, di Giovanni Bertuccelli e Manuel Maffei contro Salvatore Villari. I due hanno sparato contro il portone di casa sbagliando però il bersaglio.
Guerriglia urbana: com’è cominciata, le intercettazioni
La denuncia del padrone del portone danneggiato per errore ha dato il via agli accertamenti degli agenti. Sono state le intercettazioni telefoniche in particolare a spiegare tutti i dettagli di quel che stava accadendo. Come quella tra Salvatore Villari e la madre. “Ho fatto un macello, gli ho sparato 50 mila colpi”, dice lui.
