Esulta il segretario provinciale del Pd per il risultato del referendum costituzionale. E con lui pure la candidata sindaca Antonella Russo
“C’è un primo dato da rivendicare con forza: l’affluenza. Messina è tra le due province siciliane con la partecipazione più alta. È il segnale di una comunità che ha scelto di partecipare, di non restare ai margini, esercitando pienamente il proprio diritto. C’è poi il dato politico del risultato. L’affermazione del no è una scelta chiara a difesa dell’equilibrio costituzionale, della qualità della giustizia e dello Stato di diritto”. Così Armando Hyerace, segretario provinciale del Partito democratico di Messina in seguito alle proiezioni elettorali che delineano un risultato netto in favore per il no a proposito del Referendum sulla giustizia.
“Una risposta alla politica del centrodestra”
Aggiunge Geraci: “Una risposta netta a una proposta che avrebbe inciso profondamente sull’assetto democratico del Paese. L’alta affluenza, a livello nazionale e locale, dice poi una cosa semplice: i cittadini vogliono tornare a contare. È una risposta alla politica del centrodestra, sempre più piegata da chi governa, a Roma come a Palermo, dentro un’idea della democrazia vista come strumento e non come valore. A Messina, purtroppo, abbiamo conosciuto negli anni molte pratiche che vanno in questa direzione. Per il Partito democratico è una giornata da rivendicare con forza. Ma è, prima di tutto, una giornata che rafforza la democrazia e lo Stato di diritto. Un ringraziamento sincero va ai comitati per il no e ai circoli del Partito democratico che, anche in tutta la provincia, hanno promosso momenti di confronto veri, partecipati e necessari. È anche grazie a questo lavoro diffuso se oggi registriamo un dato così significativo”.
“L’ambiguità di Sud chiama Nord”
Insiste il segretario dem: “Questo voto ha anche il merito della chiarezza. Chi ha scelto di prendere posizione lo ha fatto senza ambiguità, rendendo evidente quale idea di giustizia e di democrazia appartenga a ciascuno. La distanza tra centrodestra e centrosinistra oggi è netta, visibile, misurabile.
E poi c’è chi ha scelto di non scegliere. Un atteggiamento pilatesco, che evita il merito su una questione decisiva. Sud Chiama Nord si è sottratta al confronto, confermando un approccio ondivago e fumoso che caratterizza da tempo Cateno De Luca. Una linea politica che non è casuale, ma funzionale: serve a consentirgli di posizionarsi – o riposizionarsi – di volta in volta, dove ritiene gli convenga di più. È un modo evidente di svuotare la democrazia del suo significato più profondo: rappresentare una comunità è cosa ben diversa dall’utilizzarla a proprio vantaggio”.
Antonella Russo esalta il risultato a Messina
«Una vittoria schiacciante per proporzioni e che, anche a Messina, manda un segnale politico chiaro per la difesa della Costituzione e per chi pensa di poter imporre le proprie idee senza ascoltare gli italiani: noi gli unici a portare pubblicamente il no apertamente». Lo dichiara Antonella Russo, candidata sindaca di Messina per il centrosinistra.
«La destra perde in maniera netta, ma non è l’unico argomento dal quale la presidente Meloni dovrebbe imparare: bisogna sempre ascoltare la voce dei cittadini e non calare sulle loro teste decisioni politiche. Anche perché gli italiani e i messinesi non sono stupidi», ha aggiunto la candidata sindaca di Messina, Antonella Russo.
“Sul referendum gli altr i candidati a sindaco non hanno preso posizione”
La percentuale di italiani che ha votato è elevatissima e il dato sul Referendum non può che essere anche un dato politico. «Inviterei in tal senso Meloni a ripensare alla questione ponte sullo Stretto, che distruggerebbe le coste di Messina e Villa San Giovanni».
Anche in ottica locale, «il risultato di oggi racconta che il centrosinistra è compatto e che insieme è in grado di vincere. Sempre. C’è per questo bisogno di stare tutti uniti. Perché anche il risultato fin qui evidenziato su Messina – aggiunge Russo – racconta di una città che mantiene intatto il proprio senso democratico e ripudia gli ideali della destra. Le politiche di centrodestra raccontano di una visione di città
sorda al richiamo dei cittadini».
E poi la chiosa finale: «Abbiamo detto no al Referendum. No alle guerre e no al Ponte sullo Stretto. Oggi possiamo dire ancora che avevamo e abbiamo avuto ragione. Spiace notare che su un passaggio fondamentale come la riforma costituzionale non ci sia stata una presa di posizione ufficiale degli altri candidati a sindaco. Questo rende difficile inquadrare con precisione la loro visione politica e
capacità di prendere posizioni chiare e trasparenti».
