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I genitori di Beatrice: “Possiamo permetterci i costi delle cure, grazie a tutti”

Marco Ipsale

I genitori di Beatrice: “Possiamo permetterci i costi delle cure, grazie a tutti”

martedì 09 Giugno 2020 - 13:22

"E' giusto che i soldi vadano a chi ne ha bisogno"

E’ stata trasferita al Policlinico di Catania, dove ha ricevuto le terapie d’urgenza. “Ora per noi si è aperta una piccola speranza: potrebbe non trattarsi di un rarissimo tumore al mediastino ma di un linfoma, il che lascerebbe aperta la possibilità di cure e guarigione. Siamo ancora in attesa del risultato del prelievo del midollo e di ulteriori analisi necessarie all’accertamento della diagnosi”.

A parlare sono Mirko e Caterina Scarfo Pavone, i genitori di Beatrice, la piccola di 4 anni che all’improvviso respirava a fatica ed era stata portata d’urgenza in ospedale, dove le prime ipotesi facevano temere il peggio.

E’ in quel momento che la preside della scuola Tommaso Cannizzaro, quella frequentata da Beatrice, ha telefonato ai genitori dicendo che, insieme alle maestre e agli altri genitori, volevano aprire una raccolta fondi. “Ho detto che andava bene tutto – racconta il padre di Beatrice – perché mi avevano detto che mia figlia era in condizioni gravissime e non riuscivo a pensare a nulla”.

Poi la riflessione a mente fredda. “Vogliamo ringraziare tutti coloro i quali si sono prodigati e continuano a prodigarsi per Beatrice, in particolare lo staff del reparto di oncoematologia pediatrica del Policlinico di Catania che, con umana professionalità e lodevole dedizione alla missione che hanno scelto, stanno facendo di tutto per salvare nostra figlia e darle le migliori cure. Durante questa settimana, infatti, Bea è stata sottoposta alle prime terapie e mostra già segni di ripresa. Vogliamo ringraziare, inoltre, la buona volontà e l’affettuosa partecipazione della preside e tutti coloro i quali, sotto qualsiasi forma, ci stanno dimostrando la loro vicinanza e solidarietà. Solo oggi, che siamo più speranzosi, realizzo la incredibile e generosa partecipazione di tantissima gente e di questo vi saremo sempre grati. Ma non abbiatela a male se vi dico che non possiamo accettare tanta generosità. Alle cure di Beatrice penseremo noi familiari. E’ giusto che la vostra benefica offerta vada a chi non può affrontare tragedie umane senza il supporto della solidarietà. Spero non intravediate in questa mia rinuncia una forma di orgoglio o sprezzo del vostro meraviglioso gesto, perché la mia rinuncia è soltanto il desiderio di indirizzare al meglio il vostro
cuore”.

Non si tratta affatto di orgoglio o sprezzo ma anzi di un bel gesto, così come quelli di chi aveva offerto il proprio aiuto.

“Appena mi sarà possibile, mi informerò per sapere come rimborsare ad ogni singolo partecipante alla raccolta fondi l’importo versato. Nel caso in cui la restituzione non fosse possibile, provvederò a devolvere in beneficenza l’intera somma e, in tal caso, chiederò ospitalità alle testate giornalistiche perché mi consentano di fornire prova documentale dell’operazione benefica. Infine, mi auguro vogliate unire alle nostre le vostre preghiere e quelle dei vostri cari. Perché, a diagnosi completata, sapremo se Beatrice, pur dovendo affrontare un percorso di cure lungo e
difficile, potrà avere salva la vita”.

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2 commenti

  1. Se il denaro non dovesse tornare ai donatori, spero vivamente che il denaro ricevuto sia donato a bambini bisognosi di cure e non semplici bisognosi che sono in tanti.
    In bocca al lupo per tutto.
    Un donatore

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  2. Grazie per questo articolo. Ieri, quando mi sono vista riaccreditare la mia donazione, ho temuto il peggio, non ho avuto il coraggio di informarmi.
    Leggere la notizia, mi fa sperare. Auguro alla Piccola Bea ed alla sua Famiglia che possano ritrovare la gioia.

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