I giovani Rimonda e Nguyen entusiasmano il pubblico del Palacultura

I giovani Rimonda e Nguyen entusiasmano il pubblico del Palacultura

Giovanni Francio

I giovani Rimonda e Nguyen entusiasmano il pubblico del Palacultura

domenica 19 Aprile 2026 - 12:06

Una violinista e un pianista di notevole talento per la stagione musicale dell’associazione "Bellini" a Messina

MESSINA – Sabato scorso al Palacultura, per la stagione musicale dell’Associazione V. Bellini, si sono esibiti due giovani artisti di notevole talento, la violinista Giulia Rimonda e il pianista Lorenzo Nguyen, che hanno presentato un programma di straordinario interesse.

Il pianista avevamo già avuto modo di apprezzarlo in occasione del concerto inaugurale di quest’anno della Filarmonica Laudamo, ove si è esibito con il “Trio Concept”, il 12 Ottobre 2025.

Il duo ha iniziato il concerto con l’esecuzione della Romanza in la maggiore per violino e pianoforte di Amy Beach. La Beach, compositrice e pianista americana vissuta a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento, dedicò il brano alla celebre violinista Maud Powell. Proprio insieme alla Powel Amy Beach eseguì la composizione in occasione dell’esposizione Mondiale di Chicago nel 1893. Si tratta di un “Andante espressivo” molto gradevole, dal carattere lirico e appassionato, sviluppato in tre sezioni, la seconda delle quali più animata, un pezzo di notevole appeal, stranamente poco eseguito nelle sale da concerto.

La prima parte della serata si è conclusa con l’esecuzione della celebre Sonata in fa maggiore op. 24 (la n. 5) detta Primavera (ma a tutt’oggi si ignora l’autore di tale epiteto, certo non Beethoven). La Sonata dimostra con ogni evidenza il tributo che Beethoven deve a Mozart. Infatti potremmo definirla una sonata “Mozartiana”, tanto è intrisa di quella inarrivabile tenerezza ed amabilità propria delle sonate del grande compositore austriaco; in particolare ascoltando la sonata K 378 di Mozart ci si rende perfettamente conto di quanto Beethoven si sia ispirato ad essa nel comporre la Sonata Primavera, senza peraltro raggiungere il perfetto equilibrio della sonata mozartiana. Tuttavia la sonata op. 24 presenta degli aspetti molto interessanti e di novità: innanzitutto è la prima sonata articolata in quattro movimenti (mentre ancora con Mozart le sonate per violini e piano constavano di tre o di due movimenti); il secondo movimento, adagio molto espressivo, raggiunge nell’episodio centrale momenti di elevata profondità; il breve Scherzo Allegro molto, anticipa chiaramente Schumann; ma soprattutto si evidenzia il tema cantabile con cui inizia il primo movimento, un incipit di indicibile dolcezza, che ha reso la Sonata così famosa ed al quale probabilmente si deve il soprannome “Primavera”.

La seconda parte del concerto è iniziata con l’esecuzione della Sonata in la maggiore per violino e pianoforte di Cesar Franck. Questo brano celeberrimo si può considerare senz’altro il capolavoro di Franck nell’ambito della musica da camera, ove il musicista belga realizza in maniera compiuta la sua concezione musicale della forma ciclica, con il primo tema che ricompare più volte nel corso dell’opera. L’unitarietà della concezione che ne deriva è magistrale, e il carattere appassionato del brano si mantiene sempre nei limiti di un perfetto equilibrio formale. In quattro movimenti: Allegretto ben moderato; Allegro – Quasi lento – Tempo I; Recitativo/fantasia; “Allegretto poco mosso”, tutti di elevato spessore artistico, ci piace porre l’accento in particolare sull’ultimo, splendido, con un tema che da grazioso e tenero nella sua esposizione diventa appassionato nello sviluppo, fino all’indimenticabile finale.

Il concerto è terminato con un altro brano assai popolare, “Tzigane” per violino e pianoforte, di Maurice Ravel, pezzo molto eseguito nelle sale da concerto, popolare per via del carattere rapsodico di tipo ungherese, con un inizio lento ed una seconda parte molto veloce e ricca di brio, perfetta per sfoggiare i virtuosismi tecnici da parte del violinista, mentre il pianoforte assume la funzione più di accompagnamento. Il brano inizia infatti con un lungo assolo del violino, protagonista assoluto di questo brano, anche se pure al pianoforte sono riservati passaggi di estrema difficoltà tecnica.

Originariamente composto per violino e cimbalom – uno strumento applicato al pianoforte per conseguire effetti sonori cembalistici, simili al cimbalom ungherese – Ravel ne realizzò anche una splendida versione per violino e orchestra, ma probabilmente l’esecuzione più ricorrente è proprio quella per violino e pianoforte.

Davvero ottima la prova dei due giovani musicisti, che hanno esibito una sensibilità musicale fuori dal comune, considerata anche la giovane età, oltre una invidiabile tecnica e padronanza assoluta degli strumenti.

Molto applauditi, Rimonda e Nguyen hanno eseguito un breve ma incantevole bis: “Apres un revie” (dopo un sogno) di Gabriel Faurè, una dolce melodia cantata dal violino, sugli accordi di accompagnamento del pianoforte.

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