I no ponte e il corteo, Rifondazione comunista: "No alla repressione"

I no ponte e il corteo, Rifondazione comunista: “No alla repressione”

Redazione

I no ponte e il corteo, Rifondazione comunista: “No alla repressione”

mercoledì 05 Marzo 2025 - 15:06

Il partito interviene sul dibattito a Messina. Critica le divisioni nel movimento e insiste: "Ci opponiamo alla criminalizzazione del dissenso"

MESSINA – Sul tema del corteo no ponte di Carnevale continua il dibattito e interviene Rifondazione comunista. Ecco la nota firmata dal segretario Antonio Currò, da Tania Poguisch, del Comitato politico nazionale, e dal segretario regionale Nicola Candido: “Il primo marzo, a Messina, un corteo che era iniziato in modo colorato e gioioso si è trasformato in un momento di tensione e violenza ingiustificata. Coloro che erano presenti hanno potuto osservare l’uso eccessivo della forza da parte della polizia. Si tratta di metodi ampiamente collaudati durante i cortei e le manifestazioni dal G8 di Genova in poi. Nel pomeriggio di sabato, alcuni tratti dove sarebbe passato il corteo erano stati militarizzati, come se si auspicassero degli scontri da guerriglia urbana, creando disagio e paura a chiunque vi transitasse. Molte famiglie con bambini hanno abbandonato la manifestazione sentendosi letteralmente circondate dalle autoblindo della polizia. Chi si trovava in zone adiacenti non riusciva a comprendere cosa stesse accadendo realmente. La deviazione improvvisa del corteo, a 200 metri dal punto di arrivo, è stata la miccia di innesco delle schermaglie tra le forze dell’ordine e i manifestanti”.

Continua il partito della Rifondazione comunista – Sinistra europea: “Ci ha colpito però non solo la tempestività e il sincronismo con cui sono state diffuse note stampa indignate di soggetti interni al movimento Noponte, ma anche l’utilizzo intransigente dell’ideologia del decoro urbano e della decenza per stigmatizzare in queste ore gli autori delle scritte sui muri. Non ci convince il metodo comunicativo delle scritte con le bombolette spray, ma ci sembra assurdo ritenere alcuni spruzzi di vernice delle ferite insanabili inferte alla città. Al contrario a Messina sarà l’eventuale apertura dei cantieri a mettere a dura prova la vivibilità dei cittadini, sfregiando la città, in quel caso sì, irrimediabilmente; i plastici o i rendering esibiti dai “pontisti”, che ritraggano la grande opera attorniata da suggestivi prati verdi e alberi dalle curate chiome geometriche, sembrano più una presa in giro che una reale prospettiva. Crediamo fermamente che si debba agire con prudenza prima di emettere condanne morali con comunicati o post sui social allo scopo di etichettare manifestanti buoni e manifestanti cattivi”.

“Il ponte metterà in ginocchio Messina”

E ancora: “Non sarà facile per gli abitanti dello Stretto gestire nel futuro prossimo uno scossone che metterà in ginocchio un territorio già martoriato. Per questo crediamo che le diverse anime del movimento possano e debbano discutere e dibattere, anche con passione, sulle pratiche di lotta e sulla loro efficacia. Tali discussioni, tuttavia, devono avvenire all’interno del movimento e nei luoghi deputati. Questo rappresenta per noi un nodo politico ineludibile. Non possiamo cedere a narrazioni eterodirette o a interpretazioni semplicistiche degli eventi, né permettere che comunicati stampa criminalizzino una parte del movimento. Il Partito della Rifondazione comunista, dagli anni Novanta, ha cercato di costruire, attraverso convegni, seminari, confronti e cortei, una pratica di condivisione e di lotta dentro e per il Movimento no ponte, senza riserve”.

“La repressione non reprimerà la voglia di lottare”

Concludono i segretari Currò e Candido e la componente del Comitato politico nazionale Poguisch: “Inoltre, la nota stampa della Lega, che propone di vietare “sic et simpliciter” i cortei no ponte, è un segno di debolezza su un tema così sentito dai cittadini, ma anticipa il cosiddetto “ddl Sicurezza”, il quale, con una torsione autoritaria in stile fascista, potrebbe vietare manifestazioni di interesse strategico e nazionale. Per questi motivi, è fondamentale scendere in piazza oggi più che mai e interconnettere tutte le vertenze e le forme di resistenza presenti sul territorio per bloccare la costruzione del ponte. Ormai è chiaro: dall’esito di questo scontro tra due concetti diametralmente opposti di progresso, dipende la riscrittura geografica, economica e sociale di una città. Non sarà la repressione a minare la consapevolezza di migliaia di persone né a soffocarne la voglia di lottare per immaginare un altro territorio possibile”.

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7 commenti

  1. Lanfranchi Eugenio 5 Marzo 2025 15:47

    Rifondazione comunista sono morti viventi che ancora non capiscono che non è piu tempo del comunismo

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  2. Come può fare rifondazione comunista a difendere l’indifendibile, vandali e pure limitativo, visto che ‘sti signori sdrammatizzano perché non puliscono a loro spese ciò che i loro amici hanno imbrattato.

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  3. Bravi, bravi, giustificate i violenti anzi incitateli, così la prossima volta saranno centinaia e metteranno a ferro e fuoco tutta la città. Giusto manifestare ma in maniera composta, educata e rispettosa delle regole

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  4. È da osservare come tutti questi grandi politici e attivisti che stanno intervenendo in questi giorni a difesa dei manifestanti mascherati rappresentino elettoralmente sé stessi e poco più, numeri veramente irrisori. Allo stesso tempo, in contrasto alla loro scarsa capacità di rappresentanza, ci offrono comunicati come se si stessero rivolgendo alle grandi masse oppresse della terra, uomini donne e bambini. La lotta è contro un’idea sempre sbagliata di progresso, ma fanno finta di non vedere che da questa città ogni anno fuggono via migliaia di cittadini, giovani e meno giovani, per andare a stabilirsi in quei luoghi dove si fanno ponti, inceneritori, dove ci sono industrie, grattacieli, ovvero dove quell’idea di progresso che qui non deve arrivare riesce a garantire una vita dignitosa, stipendi non da fame e una certa stabilità. Probabilmente la grande pensata di questi genialoidi è di farci scappare tutti via da qui, per rimanere soli e raccontarsi le grandi storie del novecento, magari tutti assunti al comune, in qualche partecipata o qualsiasi altro ufficio pubblico.

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  5. Siete fuori dal tempo di 80 anni e visto e considerato che siete rimasti al secolo scorso, andatevene in Russia così vi sentirete liberi di manifestare come vi pare lontani dalle cariche della polizia che tanto non sopportate. Lì vi daranno tutti gli aiuti economici possibili per condurre una vita agiata e senza stress……Andate andate via da questa città di cui non meritate di far parte……

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  6. Comunisti, siete la rovina dell’Italia e del popolo. Il ponte si farà, eccome se si farà.

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  7. Rifondazione Comunista…….siete ridicoli.

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