I summit della droga a Giostra, la sentenza dell'operazione Penelope

I summit della droga a Giostra, la sentenza dell’operazione Penelope

Alessandra Serio

I summit della droga a Giostra, la sentenza dell’operazione Penelope

martedì 20 Maggio 2025 - 16:48

13 condanne a Messina dopo la retata dei Carabinieri: agli atti anche il traffico con la Calabria e le donne al vertice operativo

Messina – E’ arrivata nel pomeriggio di oggi la sentenza per i 13 imputati dell‘operazione Penelope, l’inchiesta sul traffico di droga tra Messina e Calabria gestita dai fratelli Aricò che poi tiravano le fila dello spaccio dal quartiere Giostra. E sono condanne per tutti quelle decise dal Giudice Eugenio Fiorentino alla fine del processo in abbreviato.

Nomi e condanne

14 anni e 8 mesi per Domenico Arigò, 11 anni e mezzo per Davide Luca Papa, 4 anni e 4 mesi per per Sabrina Sciuto, 6 anni e 10 mesi per Michele Saja, 14 anni e 6 mesi per Fabio Fobert, 5 anni e 2 mesi per Antonina De Marco, 5 anni per Maria Militello, 2 anni e mezzo per Lavinia Cananzi, un anno per Francesca Arena (pena sospesa), 2 anni a Lorenzo Micalizzi, 2 anni per Jonathan Sergi, 6 anni e mezzo per Filippo Bonanno, 6 anni e 10 mesi a Benedetto Mesiti. L’Accusa aveva chiesto per tutti condanne lievemente più severe, il Giudice ha deciso il verdetto dopo aver ascoltato anche i difensori, gli avvocati Salvatore e Gianmarco Silvestro, Giuseppe Irrera, Alessandro Trovato, Giuseppe Donato e Jacopo Branciforte. Per tutti la pena è in continuazione con le precedenti condanne.

L’operazione dei Carabinieri

La retata dei Carabinieri, scattata a luglio del 2024, ha coinvolto nove persone accusate a vario titolo di associazione ai fini di spaccio di droga, proveniente soprattutto dalla Calabria. L’indagine della Compagnia Messina Centro, coordinata dalla sostituta procuratrice Antonella Fradà (in foto), era partita dopo l’arresto, nel 2020, di Sabrina Sciuto, fermata allo sbarco dei traghetti provenienti dalla Calabria con 2 kg di marijuana in auto, nascosta in una cassetta di limoni e melograni.

l ruolo delle donne

Secondo la ricostruzione della Procura la donna, insieme ad altre compagne degli arrestati a loro volta coinvolte nella retata, abbia ricoperto ruoli operativi anche di spessore nei rifornimenti di stupefacenti in Calabria e la successiva vendita in città. Da qui il nome dell’operazione.

I summit della droga a Ritiro

La base dell’organizzazione era, stabilisce l’inchiesta, l’abitazione di Nico Arigò a Ritiro, dove avvenivano anche veri e propri summit organizzativi Marijuana, hashish ma soprattutto cocaina le sostanze smerciate dal gruppo e lavorate da uno straniero battezzato “Pomodoro”.

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