Il messinese dell'Agenzia per l'Italia digitale fa il punto e spiega: "In riva allo Stretto supporterebbe il turismo"
Messina – La rubrica che apre una finestra sull’intelligenza artificiale torna a dialogare con Giovanni Melardi, facendo un punto sullo stato dell’arte, a poco più di un anno dalla precedente intervista (leggi qui Il messinese Melardi, l’IA una svolta epocale).
Primi passi
Che cosa è cambiato rispetto ad un anno fa, chiediamo al messinese impegnato nello staff dell’Agenzia per l’Italia digitale (AgID), con funzioni di coordinamento. “Registriamo casi interessanti di applicazioni dell’IA nelle pubbliche amministrazioni, ci sono in corso vari progetti anche a livello regionale, promossi dal Dipartimento per la trasformazionedigitalee finanziati tramite il Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Uno di questi, ad esempio, riguarda il settore sanitario e l’utilizzo dell’IA per semplificare le liste d’attesa. A livello di amministrazioni locali sono in atto diverse sperimentazioni finalizzate al miglioramento dei processi organizzativi.”
Limiti e strumenti
Quali sono i limiti principali all’introduzione dei sistemi di IA nella pubblica amministrazione? “Sicuramente occorre investire in formazione per avere competenze adeguate a sostenere progetti complessi. Inoltre occorre aggiornare gli strumenti di procurement. In questa direzione l’AgID è però di supporto. Fino all’11 aprile sono in consultazione le Linee Guida per lo sviluppo di sistemi di Intelligenza Artificiale nella pubblica amministrazione e le Linee Guida per il procurement di IA nella Pubblica Amministrazione che delineano modelli integrati, dalla progettazione alla gara pubblica, fino alla gestione operativa dei sistemi. Un supporto fondamentale per le p.a., per valutare meglio i costi degli strumenti ed efficientare la loro gestione.
Meno diffidenza verso l’IA
Quali sono i passi avanti che avete notato, rispetto ad un anno e mezzo fa? “Con le due rilevazioni effettuate abbiamo notato che se prima si usavano maggiormente IA di tipo deterministico, oggi si usa anche l’IA generativa. Un anno e mezzo fa il campione era meno esteso, relativo soltanto ad un centinaio di amministrazioni centrali. Nella rilevazione effettuata alla fine dello scorso anno abbiamo coinvolto circa 300 amministrazioni, comprendendo anche quelle locali”
Valutazione di impatto possibile?
L’IA ha effettivamente aiutato le p.a. e, come ricaduta, ha migliorato i servizi ai cittadini? “Non è semplice effettuare una valutazione di impatto, bisogna anzitutto costruire degli indicatori affidabili, è un lavoro in corso. “Rispetto ad un anno e mezzo fa – prosegue Melardi – c’è soprattutto meno diffidenza e maggiore consapevolezza della reale portata della IA, anche nelle pubbliche amministrazioni ci sono meno timori che possa sostituire il lavoro umano, per esempio.
L’IA a Messina? Una svolta per il turismo
Qual è l’uso ottimale dell’IA per le amministrazioni pubbliche e cosa può rappresentare per le nostre realtà locali? “L’ideale, delineato anche nelle normative, sarebbe che venisse utilizzata per semplificare i processi amministrativi. A Messina, che ha un potenziale turistico enorme vista la sua posizione geografica, potrebbe essere utilizza per previsioni sui flussi e quindi diventare una risorsa importantissima e davvero di svolta per progettare servizi e offerta turistica”
