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Il caso della Polizia Metropolitana: potenziata e dimezzata in base alla stessa norma…

Rosaria Brancato

Il caso della Polizia Metropolitana: potenziata e dimezzata in base alla stessa norma…

venerdì 22 Novembre 2019 - 07:42
Il caso della Polizia Metropolitana: potenziata e dimezzata in base alla stessa norma…

Dal 20 novembre in 40 sono stati rispediti nei vecchi uffici a causa di un paradosso che porterà una serie di contenziosi e disagi

In realtà il sindaco metropolitano, nel dimezzare il corpo di Polizia Metropolitana, “rimandando” indietro 40 agenti (di categoria B), applica la normativa e il contratto.

La beffa

La beffa è per i 40, che, paradossalmente sono stati assunti proprio in base a quella stessa norma nel 2016, su precise disposizioni dell’ex commissario Filippo Romano e su proposta del Comandante della Polizia Metropolitana Triolo.

La polizia metropolitana dimezzata

Dal 20 novembre di fatto la Polizia Metropolitana è stata smantellata e dagli oltre 70 agenti ne verranno a mancare 40, tutto personale di categoria B, selezionato nel 2016 in base al contratto nazionale di lavoro ed al regolamento dell’ex Provincia.

La “falla” del 2016

A protestare sono stati Csa e Cisal ma il vero problema è che le disposizioni del sindaco metropolitano sono in linea con la legge. La “falla” quindi è stata proprio l’interpretazione della norma nel 2016. Oggi De Luca prova ad arginare un rischio di contenziosi scaturiti proprio da quel provvedimento, ma che saranno inevitabili da parte dei lavoratori che si vedono demansionati e rispediti negli uffici nonostante i risultati registrati in 2 anni e mezzo.

I profili categoria B

Facciamo quindi un passo indietro. Nel maggio del 2016 l’allora commissario straordinario Filippo Romano delibera, su proposta del Comandante Triolo l’inserimento nella Polizia Metropolitana dei profili di collaboratore ed esecutore (categorie B3 e B1). Nella delibera si fa esplicito riferimento all’Allegato A del Contratto nazionale del ’99. In base a questo provvedimento vengono espletate per la copertura di 39 posti. Una riserva di posti andrà ad un gruppo di dipendenti risultati idonei come categoria C ad un precedente concorso della Polizia Metropolitana ma fino a quel momento “congelati” nella categoria inferiore, la B.

Selezionati 40 nuovi agenti

Dall’autunno del 2016 quindi il corpo di Polizia Municipale viene implementato da nuova linfa, che porta risultati sul territorio.

I risultati

Limitandoci solo agli incassi per le sanzioni nel 2018 si è passati dal precedente mezzo milione ad oltre un milione di euro. Per non parlare dei controlli in materia di violazione delle norme a tutela dell’ambiente e relative al conferimento dei rifiuti.

Utilizzo difforme del personale

La scorsa estate però De Luca ravvisa disfunzioni organizzative e fa riferimento ad una relazione del segretario generale sulla difforme utilizzazione del personale categoria B rispetto all’intento dell’amministrazione d’incrementare i servizi esterni e internalizzare il servizio faunistico e venatorio.

E il riferimento è proprio all’allegato A del contratto nazionale del ’99, lo stesso utilizzato proprio per la selezione interna dei 40 appena 2 anni e mezzo prima.

Il timore dei contenziosi

De Luca invita a una proposta di riorganizzazione del Corpo che tenga conto sia delle criticità che del rispetto dei livelli d’inquadramento per evitare “errata assegnazione di mansioni superiori con effetti negativi sull’Ente” (leggasi contenziosi).

Fuori le categorie B

Detto fatto ad ottobre il nuovo regolamento, su proposta del Comandante Triolo, prevede nella Polizia Metropolitana le sole categorie D e C (quindi superiori) in base, si legge, all’applicazione dell’allegato A del CNNL del 31 marzo 1999.Delle due l’una, qualcuno ha letto male il contratto o nel 2016 o nel 2019.

E i diritti acquisiti?

Con ogni probabilità la svista è del 2016, in base alla quale però sono state regolarmente selezionate 40 persone che per due anni e mezzo hanno lavorato con specifiche mansioni e acquisito dei diritti. Che adesso reclameranno.

Già perché dal 20 sono stati tutti rinviati alle precedenti mansioni e questo equivarrà ad almeno 40 nuovi contenziosi relativamente al passato.

L’intento di questa amministrazione- spiegava De Luca in estate- è quello di ricondurre l’attività della polizia metropolitana nelle sue funzioni preordinate dalla legge nel rispetto delle norme contrattuali di riferimento al fine di evitare l’insorgere di pretese e/o rivendicazioni in ordine ai livelli d’inquadramento e ad identità connesse alle funzioni di fatto assegnate”.

I disagi

Il provvedimento è quindi finalizzato a porre un argine a contenziosi che rischiavano di moltiplicarsi ma lo smantellamento della Polizia Metropolitana che di fatto dimezza il personale in appena 24 ore è un disagio ed un problema.

Di fatto ne azzera attività e funzioni – sostengono CSA E Cisal – e soprattutto elimina dall’organico ben 40 dipendenti e riduce la funzionalità dei pochi rimasti fino a mettere in discussione la reale utilità dello stesso servizio

Per non parlare di alcuni di loro che hanno subito una doppia beffa: idoneo come categoria C al primo concorso per la Polizia Metropolitana, nel 2016 viene inserito con profilo inferiore e adesso deve comunque tornare negli uffici alle precedenti mansioni….

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Un commento

  1. Diritti acquisiti, De Che? Sarebbe meglio parlare di Privilegi traballanti!!!!!!!

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