La ferita nei territori provocata dalle violente mareggiate rimane nell'ombra in molti tg e testate. Come se non fosse un disastro per tutta l'Italia
“Caro Tempostretto, in merito all‘evento catastrofico nella nostra regione, mi sono permesso di segnalare alle testate nazionali la scandalosissima assenza di adeguata copertura nazionale sia da parte dei media che della politica. Sarebbe bello, da lettore, vedere sottolineato questo aspetto (scarsa copertura mediatica nazionale) anche dalle maggiori testate giornalistiche come la vostra”. Così ci scrive un cittadino, Giuseppe Giacobbe, che ringraziamo.
E ancora: “Da siciliano e da lettore del vostro giornale sono fortemente amareggiato per la copertura mediatica data alla pesantissima mareggiata che si è abbattuta da Messina a Portopalo. Per l’ultima alluvione in Romagna sono state dedicate (giustamente), ore e ore di collegamenti da tutti i tg. Per i disastri che hanno colpito tutta la fascia costiera siciliana appena 2 minuti dal Tg2 e appena 3 minuti dal Tg5, che non ha neanche fatto un collegamento in diretta dai luoghi. Abbiamo evacuati, case distrutte, ferrovia interrotta, attività devastate, ponti e porti gravemente danneggiati. E tutto tace. Per non parlare del silenzio imbarazzante da parte dei politici nazionali. Non potete ricordavi di noi soltanto per i servizi pro/contro ponte!”.
Lo spunto è prezioso. La scarsa attenzione dei media nazionali nei confronti degli effetti degli effetti del ciclone Harry nel Messinese ha anche spinto a scrivere così, sul Secolo d’Italia, il giornalista di destra ed ex parlamentare Carmelo Briguglio, di Furci Siculo: “Per fortuna che ci sono i telegiornali e i servizi meteo televisivi. E i media – dai regionali ai piccoli piccoli – che stanno dando il meglio di sé, come sempre sanno fare in circostanze drammatiche come questa e più gravi di questa. Fosse per gran parte dell’informazione nazionale, il disastro delle mareggiate in Sicilia, Calabria e Sardegna, sarebbe caduto nel buio e nel freddo mediatico. Non c’è una prima pagina delle grandi testate indipendenti che si occupi del trauma al patrimonio pubblico e privato delle comunità meridionali che hanno subito colpi durissimi dal “ciclone Harry”. Non ci sono vittime e questo non è poco. Strutture e servizi dovranno rinascere, belli e utili come prima; più di prima. Bellezza e solidarietà sono beni indistruttibili; ma hanno bisogno di luce addosso e tanto impegno di umano calore. Anche l’informazione faccia la sua parte. A cominciare da noi. Eccoci”.
“L’assenza d’attenzione nei confronti di zone martoriate dalla furia dei venti e del mare”
Si tratta di due interventi condivisibili che pongono in modo lucido, e senza indugi al meridionalismo vittimista, il tema dell’assenza d’attenzione nei confronti di zone martoriate dalla furia dei venti e del mare. La poca visibilità di una ferita così profonda nel tessuto di questi fragili territori deve far riflettere. E accendere i riflettori, quelli che sono mancati in questi giorni nello scenario italiano, sulla necessità di un racconto dell’Italia più omogeneo. Più equilibrato e più attento a ciò che accade, senza attendere il tema che monopolizza. Sia la mafia o sia il ponte sullo Stretto.
La sepolta questione meridionale e il sud dimenticato
Insomma, i danni ingenti, almeno mezzo miliardo di euro, e il trauma per i residenti di diverse zone della Sicilia rimangono nell’ombra. Quasi “scomparsi” in molti tg e testate fuori Sicilia. Come se non fosse un disastro per tutta l’Italia.
Pure nel caso della tragedia di Giampilieri e Scaletta, con 37 morti, si parlò di un’insufficiente considerazione della stampa non isolana. Anche questo argomento, in relazione al diritto all’informazione, investe la qualità della nostra democrazia. Fragile al pari di un Meridione che fatica a entrare nel cono di luce dei temi nazionali. Dalla sepolta questione meridionale alle debolezze e le potenzialità di un sud spesso relegato agli stereotipi. E non è giusto.

Accadde lo stesso per gli incendi che nel 2017 devastarono il messaggio messinese.
In quei stessi mesi i tg nazionali trasmisero una infinità di servizi sugli incendi che devastarono l’Australia.
Di Messina nulla, sino all’appello di Fiorello.
Però a mia memoria non ricordo neppure interrogazioni parlamentari.
Oggi i rappresentanti politici di questo territorio si limiteranno a soli interventi sul web?
Speriamo di no.
Non mi meraviglio. Ricordate Giampilieri? Messina è solo “ponte”.
Tutto parte dalla credibilità che una regione ha a livello nazionale.
Votiamo sempre gli stessi politici e il giorno dopo ci indignamo per il loro operato.
Nei giorni scorsi, il deputato regionale La Verdera è riuscito (era una provocazione) a far approvare un emendamento che concede 1 milione di euro ad enti inesistenti.
Lo stesso deputato, in una trasmissione radiofonica, ha denunciato che sono stati finanziati 700 mila euro per una sagra del carciofo…sempre in Sicilia.
Se i nostri parlamentari gestiscono così i NOSTRI SOLDI, perchè meravigliarci se le strade crollano e manca la manutenzione ordinaria e straordinaria?
Si ,ma a parole non si fa niente, bisogna che qualcuno (politico) faccia smuovere la popolazione, con cortei e dimostrazioni. Ci vuole una manifestazione un po fuori dal normale.
Non solo i media nazionali anche il Tg 3 Sicilia. Hanno appena accennato ai danni della zon jonica del messinese, e ci sono state anche dirette della provincia di Catania e Siracusa, nessuna dalla provincia di Messina!
La tratta ferroviaria tra Messina e Siracusa è interrotta a tempo indeterminato … solo per questo necessiterebbe tenere alta l’attenzione … anche solo per ricordare al (pseudo) ministro dei trasporti che, contrariamente a come voleva far credere, i No Ponte non si sono affatto opposti alla realizzazione del doppio binario tra Messina e Catania, visto che li aveva paragonati a chi si era opposto allora all’alta velocità in Italia … forse perché invece SONO A FAVORE DI OPERE INDISPENSABILI E ancor più FATTIBILI?
Che dire…
Ma se i giornali e le tv si occupano principalmente di quello che fanno Fedez e la Ferragni, e altri inutili personaggi, forse la colpa è anche degli utenti, che se non colpiti in prima persona sono più interessati a loro che ai veri problemi che di volta in volta si presentano…
Stessa situazione in Calabria, devastata la zona jonica e ignorati da tutti, ma quando si parla di ndrangheta arrivano i titoloni. Solidarietà ai siciliani, insieme ci rialzeremo.
Questo e’ l’interesse per la Sicilia da parte dei politici nazionali. Prendiamo esempio da Salvini che fa salti mortali per migliorare il commercio e la vita in Sicilia con il ponte. Ancora i poveri illusi ci credono e non accettano la realtà che quello che fanno
è tutto per il proprio interesse.
vi ricordo sempre chi ci ha amministrato negli ultimi anni …. lo stesso che suonava la zampogna in diretta e che si è fatto beccare da un onda anomala durante l’uragano mentre intimava gli altri a non avvicinarsi al mare ……. tutto specchietto e mai nulla di concreto…… e Basile si è trovata la strada spianata per proseguire il suo mandato.
specchietto come le piste ciclabili, come i concertoni a messina e tanto altro …. e intanto Messina e tutta la provincia si sgretola dietro dirette instagram e facebook .
NON CI SONO PIU I POLITICI DI UNA VOLTA ,
Ci trattano per quello che siamo………..e per l’immagine che diamo… Vedi ad es. quei due sindaci travolti da un’onda anomala a S. Teresa….
Il tg Sicilia non è una novita che faccia servizi giornalistici di qualsiasi genere solo ed esclusivamente riguardanti Palermo e Catania e province. Anche i giornalisti nostrani si riferiscono spesso ai tronchi autostradali e ferroviari menzionando prima Palermo e Catania e poi Messina capo tronco per tutte le direzioni verso le altre località dell’isola e quindi Messina-Catania A18, Messina Palermo A20, lo stesso per le tratte ferroviarie. Se poero per esempio queste stupidaggini figuriamoci tutto il resto. Nella cronaca di questi giornipare che i danni importanti li abbia subiti Taormina e non tutta la costa jonica messinese. In ultimo, avrei invitato Salvini e tutti i messinesi, nonchè i siciliani pro ponte a fare un semplice attraversamento dello Stretto in questi giorni per far capire loro cosa significa una struttura del genere oscillante. Bisogna anche dire che le condizioni meteo marine dello Stretto erano neanche delle peggiori! Ho visto di peggio. Cmq i politici li mandiamo noi in quei posti a non perorare le esigenze e le problematiche del nostro territorio. Dovremmo ricordarcene al momento giusto per mandarli a casa e farli andare a lavorare e guadagnarsi la pagnotta quotidiana. Non ci posso credere anche se lo vedessi con i miei occhi. Non in Italia. Saluti
Tutta la tv melonia ha dormito, a loro interessano i voti che arraffano e il ponte, poi nulla.
Ai politici interessa Il pazzo al momento e non c’è bisogno di specificare il nome, ci stiamo preoccupando della Groenlandia dell’Ucraina e del resto del mondo e chi se ne f… del sud Italia devastato, Questi sono i momenti in cui voterei per separarci come isola indipendente.
Beh non è novità che ormai a livello di politica nazionale i politici messinesi non contino nulla. Ancor meno a livello regionale. Se si permette alla lega di avere politici quaggiù o di appoggiare candidati a sindaci. Pensiamoci 2 volte quando andiamo a votare. A partire dalle elezioni comunali