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Il disabile allontanato, la famiglia che ha denunciato: “il ragazzino non c’entra”

Alessandra Serio

Il disabile allontanato, la famiglia che ha denunciato: “il ragazzino non c’entra”

venerdì 06 Dicembre 2019 - 16:09
Il disabile allontanato, la famiglia che ha denunciato: “il ragazzino non c’entra”

La procura e la famiglia che ha denunciato smentiscono l'attrice sul disabile allontanato. I dettagli del provvedimento del giudice

Dopo la denuncia di Maria Grazia Cucinotta, arrivano due smentite alla versione raccontata dall’attrice sulla vicenda del ragazzino disabile di Messina costretto a traslocare perché “infastidiva” i vicini. Ed anche la lettura del provvedimento siglato dal giudice da conto di un quadro del tutto diverso.

“Siamo vittime di stalking da anni, siamo stati perseguitati, ma il ragazzino non c’entra nulla. Abbiamo fatto di tutto per riportare la situazione in una sfera di civiltà ma non ci siamo riusciti, siamo esasperati“, dicono i coniugi che hanno chiesto il provvedimento di allontanamento dei genitori del tredicenne disabile, che smentiscono qualunque collegamento proprio con la patologia del giovane. “Pretendiamo le scuse dell’attrice – dice la coppia – che ha strumentalizzato una vicenda per favorire una persona a lei vicina”.

Il provvedimento del Gip Maria Militello, che impone il divieto di avvicinamento alla casa della coppia che ha denunciato per i due genitori del ragazzino, andrà infatti al vaglio del Tribunale del Riesame lunedì prossimo.

“Si specifica che nessun provvedimento di allontanamento è stato disposto nei confronti di soggetti minori”, comunica in una nota la Procura di Messina, guidata dal procuratore capo Maurizio De Lucia. “Il giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza di divieto di avvicinamento a carico di una coppia messinese perché gravemente indiziata del reato di stalking – ricostruisce la procura – nei riguardi di alcuni vicini di casa. Nessun riferimento riguardava presunte disabilità di soggetti minori, figli della coppia di indagati. Le condotte persecutorie – consistite in insulti, lanci di oggetti, pedinamenti, frapposizione di ostacoli all’accesso dell’abitazione delle vittime – e imputate esclusivamente ai genitori sono state ritenute gravi anche perché ripetute nel tempo in modo ossessivo”.

E in effetti il provvedimento della magistratura racconta un’altra verità. A raccogliere la denuncia della coppia, residente nella zona nord cittadina, è stata la Squadra Mobile, che ha ricostruito una vicenda che va avanti da quasi cinque anni. Cinque anni di pedinamenti, insulti, continui lanci dal balcone perpetrati dalla coppia che abita al piano superiore al loro, a tutte le ore del giorno e della notte, tanto che alla fine è stato quasi impossibile per loro uscire di casa, per non rischiare di vedersi arrivare mobili addosso dal balcone del piano superiore.

A conferma del racconto, ci sono più di una testimonianza, da quella dei familiari delle presunte vittime a quella dell’amministratore del condominio.

Nel provvedimento si fa riferimento anche alla vivacità del tredicenne disabile, che però secondo i due denuncianti sarebbe stato “sobillato” dai genitori e da loro coinvolto nello stalking, quindi anche lui ritenuto una vittima. Secondo i due, infatti, più di una volta i genitori hanno spinto il figlio ragazzino a suonare continuamente al citofono.

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3 commenti

  1. Quando prendono parola persone che nulla sanno e fiatano solo per via della loro visibilità, creando danni su danni e ove già sono notevoli, ecco cosa accade… questo serva da esempio, su tutto…

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  2. Siracusano Salvatore m 8 Dicembre 2019 08:11

    Il SUCCESSO GLI HA DATO ALLA TESTA.

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  3. “Il successo LE ha dato alla testa.” Poiché il soggetto dè la frase è una donna il pronome che ne sostituisce il nome deve essere al femminile.; lo stesso vige al maschile.

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