Il dramma della vertenza dei tirocinanti calabresi: Come mai tanto odio e rancore verso madri e padri di famiglia?

Il dramma della vertenza dei tirocinanti calabresi: Come mai tanto odio e rancore verso madri e padri di famiglia?

Dario Rondinella

Il dramma della vertenza dei tirocinanti calabresi: Come mai tanto odio e rancore verso madri e padri di famiglia?

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sabato 12 Settembre 2020 - 09:23

L'assessore al lavoro regionale Orsomarso afferma di non avere preso nessun impegno politico verso la drammatica vertenza

Riceviamo e Pubblichiamo

Com’è noto in data 07/09/2020 a Germaneto (CZ) le tre sigle sindacali (Cisl,Cgl e Uil) hanno preso parte all’invito dell’assessore al lavoro calabrese Fausto Orsomarso per affrontare tra le varie tematiche la drammatica vertenza dei tirocinanti calabresi (circa 7.000) persone.

Al termine dell’incontro nessuno dei rappresentanti delle principali sigle sindacali (Cisl,Cgl e Uil) non hanno avuto lacrime e parole per i disperati tirocinanti calabresi molti dei quali si affidano ancora alla loro rappresentanza per il semplice motivo che i tirocinanti calabresi hanno la forza di credere nel lavoro che si trovano a svolgere quotidianamente presso Enti e Ministeri (Giustizia,Miur,Mibact) nonostante il loro status indefinito (ricordiamo che a dicembre 2019 si parlava di storicizzazione dei tirocinanti calabresi) nella centrifuga del lavoro nero legalizzato (senza alcun diritto contributivo e previdenziale e se non raggiungono il 70% delle presenze mensili non hanno diritto alle 500 € che si percepiscono).

L’incontro del 07/09/2020 si è concluso con l’intenzione di portare la vertenza dei tirocinanti calabresi al cospetto del Ministero del Lavoro (in che data avverrà ciò?) e sarà discrezione dei rispettivi ministeri il da farsi. L’assessore al lavoro regionale Fausto Orsomarso afferma di non avere preso nessun impegno politico verso la drammatica vertenza dei 7.000 tirocinanti calabresi (anche se quanto era all’opposizione nella precedente giunta regionale sembrerebbe il contrario) e continua ad affermare che se fosse dipeso dalla sua persona, avrebbe preferito percorsi nel mondo privato (ricordiamo che la maggioranza dei tirocinanti calabresi provengono già dal settore privato calabrese).

Per i circa 7.000 tirocinanti calabresi in questi anni sono stati spesi 100 milioni di euro con fondi della Regione Calabria affinché venissero formati nelle aree in cui operano cioè Enti e Ministeri (Giustizia,Miur,Mibact) è il loro intervento d’azione è indispensabile tenuto conto che riescono a colmare al meglio la cronica carenza di personale offrendo servizi che altrimenti verrebbero limitati notevolmente appunto presso Enti e Ministeri (Giustizia,Miur,Mibact).

C’è necessità di prendere realmente a cuore la vertenza dei tirocinanti calabresi e di portare a conclusione il discorso concettualizzazione una volta per tutte per i tirocinanti stanchi di essere sballottati da una parte all’altra pur di portare un pezzo di pane a casa che dovrebbe essere un sacrosanto diritto visto che si parla di Repubblica fondata sul lavoro.

Non ha senso dare colpe a destra e a manca pur di distogliere l’attenzione su quanto sia importante assicurare “il sacrosanto diritto del lavoro” ai circa 7.000 tirocinanti calabresi che hanno scelto nonostante tutto e con coraggio di restare in questa terra.  Seguiranno aggiornamenti.

I Tirocinanti calabresi

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