Oggi viene presentata un'indagine con al centro gli allievi della scuola secondaria di secondo grado nella Città metropolitana
MESSINA – Gli studenti e il gioco d’azzardo. Quasi sette studenti delle Superiori, su dieci, hanno giocato d’azzardo almeno una volta nella vita (68%). Tra gli studenti che hanno provato almeno una volta nella vita a giocare, tre su quattro (75%) hanno giocato anche negli ultimi dodici mesi. Quasi uno studente su dieci (nell’ultimo anno) ha giocato d’azzardo più di una volta durante la settimana (8,4%). Oggi viene presentata un’indagine sui “comportamenti di gioco d’azzardo tra gli studenti della scuola secondaria di secondo grado nella provincia di Messina”. Si tratta del progetto “Antenne, puntiamo contro l’azzardo”.
L’indagine è inserita nel più ampio quadro della linea “Prevenzione gioco d’azzardo”, promossa dall’Azienda sanitaria provinciale di Messina e per la quale è stato siglato un protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia (Ambito territoriale di Messina).
L’incontro di presentazione dei risultati si tiene stamattina, dalle 9.30, presso la sala multimediale dell’Istituto “Cristo Re” di Messina. Nella prima parte della mattinata è prevista la restituzione di quanto raccolto sia sul piano quantitativo (i dati collezionati) che sul piano qualitativo (le voci dei ragazzi). La seconda parte sarà invece dedicata al dibattito con i partecipanti, inclusi gli studenti invitati
all’incontro.
Questo dato sulla fascia giovanile rientra in un primato nel gioco d’azzardo, nel territorio metropolitano, più volte evidenziato. Come ha denunciato la Cgil nel 2023, “la provincia di Messina è prima nella classifica nazionale per “la raccolta pro capite online (età 18-74 anni), anno 2022, valori assoluti in euro 2.911,79”. Come città, Messina è quarta con 3.182,10 euro di spesa”.
Il questionario tra i giovanissimi sul gioco d’azzardo nel Messinese
Fanno sapere i responsabili del progetto: “Durante il trascorso anno scolastico sono stati raggiunti oltre 1700 studenti, afferenti a 13 differenti istituzioni scolastiche del territorio provinciale. Significativa è stata la scelta di dialogare con i giovani nelle singole classi e non in contesti troppo ampi, coinvolgendo preliminarmente i dirigenti scolastici e i docenti. Il rapporto tra giovani e gioco d’azzardo è avvertito dai più come problematico e pericoloso ma mancava una “fotografia” del fenomeno. Partendo da questa
constatazione, gli incontri all’interno delle classi sono stati costruiti come “ricerca-azione”, prevedendo la raccolta di dati attraverso un questionario ed il contestuale coinvolgimento degli studenti nel confrontarsi sulle loro abitudini di gioco e la loro rappresentazione dell’azzardo”.
Il questionario era anonimo e si tratta di un primo passo in un percorso triennale.
A curare le attività negli istituti scolastici sono stati gli operatori degli enti di terzo settore e le realtà territoriali ai quali il dipartimento di Salute mentale e il modulo dipartimentale Dipendenze patologiche dell’Azienda sanitaria hanno affidato parte delle attività della linea progettuale “Prevenzione gioco d’azzardo”: il Centro di solidarietà “Faro”, la cooperativa sociale “Santa Maria della Strada”, l’associazione “Le.Lat.”, l’Arcidiocesi, la Fondazione antiusura “Padre Pino Puglisi”, l’associazione “Centro studio Horus”.
Gli istituti
Hanno aderito all’indagine e alle attività di prevenzione questi istituti d’istruzione superiore: “Caminiti-Trimarchi” (incluse le sedi di Letojanni e Giardini Naxos) e “Santa Marta” (istituto paritario) di Santa Teresa di Riva; “Pugliatti” di Taormina (nella sede di Furci Siculo); “Ainis”, “Antonello”, “Duilio”, “Minutoli” (incluse le sedi “Quasimodo” e “Cuppari”), “Verona Trento” (inclusa la sede “Majorana”) di Messina; “Majorana” di Milazzo; “Fermi” di Barcellona Pozzo di Gotto; “Sciascia-Fermi” e “Torricelli-Tomasi di Lampedusa” di Sant’Agata di Militello.
