"Il modello Messina di De Luca e Basile è esportabile alla Regione?"

“Il modello Messina di De Luca e Basile è esportabile alla Regione?”

Autore Esterno

“Il modello Messina di De Luca e Basile è esportabile alla Regione?”

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lunedì 01 Giugno 2026 - 09:30

"Ci si può concentrare solo sulla gestione amministrativa senza valori politici di riferimento?". L'analisi e gli interrogativi posti dal professore Bottaro

MESSINA – Una riflessione sulla situazione politica dopo gli esiti delle amministrative a Messina. Dal professore Giuseppe Bottaro, ordinario di Storia delle dottrine politiche dell’Università di Messina, riceviamo e pubblichiamo.

Giuseppe Bottaro
Giuseppe Bottaro

L’indiscutibile vittoria ottenuta nelle recenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio ha consentito a Cateno De Luca di riuscire ad attuare il suo piano strategico perseguito negli ultimi cinque anni con costanza e senza grandi opposizioni. Vale a dire provare a distruggere gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra a Messina, sferrando un colpo durissimo alla politica tradizionale.
D’altra parte, quello che si è verificato nell’ultimo lustro nella nostra città sembra essere tutto ciò che il sindaco di Taormina e i suoi seguaci sostengono da tempo: noi non siamo interessati a una collocazione politica e ideale nelle fondamentali categorie di destra, sinistra o centro, ma miriamo esclusivamente all’amministrazione delle città, come in futuro della Regione siciliana.

Una chiara repulsione rispetto alla volontà di fare scelte importanti per i cittadini e per la comunità attingendo e ispirandosi ad autentici valori e principi di riferimento.
L’esperimento deluchiano di mettere in crisi i tradizionali contenitori politici pare essere perfettamente riuscito non senza la complicità, comunque, della classe dirigente degli stessi partiti che sembra avercela messa tutta, con le azioni e con le incomprensibili prese di posizione, nello sforzo di riuscire ad assecondare i desiderata del leader di Sud chiama Nord.
Nel centrodestra è clamoroso, infatti, il risultato di un partito come Forza Italia che ha “raggiunto” il 3,5%, percentuale fino a qualche anno addietro semplicemente impensabile.

La disfatta degli schieramenti tradizionali a Messina: centrodestra e centrosinistra in tilt

Allo stesso modo, non possono di certo festeggiare sia la Lega, che è riuscita a superare per pochissimo la soglia del 5%, sia il più importante partito di governo (Fratelli d’Italia) guidato dalla presidente del Consiglio, che sta raggiungendo il record di longevità al potere e che ha “svettato” dall’alto del suo quasi 8%.
Trattare il versante del campo largo del centrosinistra potrebbe essere come sparare sulla Croce Rossa. Il Partito democratico è sembrato quasi accontentarsi di un misero 8% in considerazione del fatto che i 5 Stelle, non soli ma in compagnia, hanno a malapena raggiunto il 3% e gli altri partiti minori, da Avs a Italia Viva, non sono nemmeno pervenuti.

A un anno dalle elezioni nazionali e regionali la situazione degli attuali partiti di governo e di opposizione appare a Messina francamente desolante.
L’assunto fondamentale è, naturalmente, quello che in una sana democrazia i cittadini che si esprimono liberamente nelle competizioni elettorali hanno sempre ragione. Quel che resta da capire è se il rivendicato modello Messina, una gestione puramente amministrativa della cosa pubblica, che vuol fare a meno delle scelte politiche fondamentali, sia esportabile anche a livello regionale.

A quel punto ci ritroveremmo sia come messinesi sia come siciliani nella condizione di cittadini che potrebbero dover rinunciare a valori e principi sul modello di comunità da edificare e a scelte strategiche fondamentali sull’idea di sviluppo dell’isola. Ma
costretti a scegliere semplicemente un sistema di pura gestione dell’attualmente sconclusionata e farraginosa macchina amministrativa della Regione, sperando che questo diventi almeno il primo passo verso una quasi insperata modernizzazione.
Sembra ormai che i cittadini vogliano chiedere molto poco alla politica, ma si sa viviamo tempi difficili.

Giuseppe Bottaro

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3 commenti

  1. Giovanni Gugliandolo 1 Giugno 2026 09:55

    “Un sistema di pura gestione”? Vi manca la partita doppia. Che cos’è questo il seguito della narrazione?

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  2. Mala tempora currunt…..

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  3. Fuori da Messina, Cateno inesistente.

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