Il procuratore Cavallo: "È grave che siano coinvolti tanti minorenni" - Tempostretto

Il procuratore Cavallo: “È grave che siano coinvolti tanti minorenni”

Marco Ipsale

Il procuratore Cavallo: “È grave che siano coinvolti tanti minorenni”

giovedì 11 Luglio 2019 - 13:04
Il procuratore Cavallo: “È grave che siano coinvolti tanti minorenni”

Alcuni hanno anche meno di 14 anni. La droga nascosta nei panini, il linguaggio in codice e le minacce

MESSINA – “Ciò che trovo più grave è che siano coinvolti molti minorenni, alcuni anche minori di 14 anni, sia tra gli assuntori sia tra gli spacciatori di droghe pesanti”. E’ amaro il commento del procuratore di Patti, Angelo Cavallo, sull’operazione che ha portato all’arresto di undici persone, protagonisti di una rete di spaccio a Falcone e nel circondario.

“La macelleria Giunta – spiega il procuratore – era già stata visitata due volte dai Nas, che avevano accertato che la carne non era buona. Ma la droga, invece, era di ottima qualità. A volte era nascosta dentro i panini, altre volte nei sacchetti della carne. E il linguaggio in codice usato non era sempre dei migliori. Si parlava di totani o pomodori, difficile che si possano vendere in macelleria. Più in generale le costolette di maiale o coniglio, carni bianche, identificavano la cocaina, mentre si parlava di tartaruga per l’hashish e la marijuana”.

Isgrò è la mente ma la sua convivente, Angela Scarpaci, ha un ruolo attivo. “In alcuni casi lo rimprovera per mancanza di prudenza, perché la cocaina veniva tagliata in macelleria o consumata davanti ai bambini”.

Tra i fornitori, invece, “Salvatore Pantè era uno dei più frequenti nell’area di Barcellona, Antonino e Giovanni Cutè a Messina, nella zona di Mangialupi. Filippo La Macchia, detto ‘u cinisi’, era invece dedito al furto di preziosi e orologi, che consegnava in macelleria come acconto per future partite di droga. E questi monili erano poi venduti al titolare di una gioielleria di Barcellona, che andava in macelleria col bilancino e gli acidi per verificarne la qualità, per poi acquistare e rivendere. Le intercettazioni video sono chiare”.

L’organizzazione si avvale, poi, delle minacce, tanto che le vittime non denunciano per paura. “In un altro caso, La Macchia ha rubato un paio di occhiali in un negozio, quando i titolari se ne sono accorti li ha minacciati e il furto è andato a buon fine. Poi Gitto e Cuttone minacciano un giovane per chiedergli 700 euro. Il padre del ragazzo telefona a Gitto e dice che pagherà lui purché finiscano le minacce”.

Ed anche per questo è crucciato il procuratore Cavallo. “Manca la collaborazione, sarebbe bastata una denuncia per evitare tanti casi simili. Le forze dell’ordine sono rapide a intervenire ma deve cambiare la mentalità”.

La prima segnalazione, infatti, racconta la sostituta procuratrice Giorgia Orlando, “è arrivata da cittadini che vedevano che lo spaccio avveniva in macelleria alla luce del sole e davanti ai minorenni. E dal 2016, quando sono iniziate le indagini, ad oggi, non è cambiato niente. Nonostante sapesse di essere controllato, nonostante siano state sequestrate partite di droga, Isgrò si avvale di altri criminali di fama, tra cui Marco Schepis, attualmente in carcere, per danneggiare la videosorveglianza, procurarsi sistemi di distrazione delle onde e delle intercettazioni, e proseguire così l’attività”.

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