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Il procuratore di Patti torna a tuonare: “depuratori inadeguati”.

Alessandra Serio

Il procuratore di Patti torna a tuonare: “depuratori inadeguati”.

lunedì 07 Giugno 2021 - 17:30

Il procuratore capo di Patti denuncia alla Commissione parlamentare sui rifiuti lo stato dei depuratori del comprensorio nebroideo: inadeguati e sottodimensionati

Non è la prima volta che il procuratore capo di Patti Angelo Cavallo denuncia il pessimo stato dei depuratori della costa a cavallo tra la costa sarecena e l’area costiera nebroidea. Anzi, è stata propria una delle prime uscite pubbliche, dopo il suo insediamento. La situazione però non sembra migliorata, visto che anche alla vigilia d’estate del 2021 a Cavallo tocca tornare sull’argomento.

Lo ha fatto stamane sentito in video conferenza dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.

“C’è un forte sottodimensionamento progettuale dei depuratori dei più importanti comuni del circondario. Si tratta di depuratori realizzati negli anni ’80-’90, progettati per una popolazione molto inferiore rispetto a quella alla attuale che nel periodo estivo arriva a quintuplicarsi. Ci troviamo di fronte a depuratori comunali che non riescono a svolgere il loro compito, impianti con tecnologia superata proprio perché realizzati da anni e con fasi depurative che non sempre sono risultate complete prive della disinfezione del refluo”.

Tra il 2013 e il 2015, grazie a una sentenza della Corte di giustizia europea del 2012, la Procura ha sequestrato sei impianti della zona, successivamente tre sono stati dissequestrati – dopo “sentenza da parte dei tribunale di Patti, in primo grado, molte volte per intervenuta prescrizione”.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: splendide coste a corredo di comuni che puntano molto sul turismo, penalizzati da acque sporche e da un rischio inquinamento elevatissimo. Un mare azzurro che richiama migliaia di presenze in estate, alle prese con

Cavallo ascrive alcuni dei problemi iniziali al fatto che in passato venivano nominati custodi gli stessi tecnici degli uffici comunali, che hanno dimostrato “una certa inerzia”, mentre con la sostituzione con tecnici indicati dalla Regione “si è avuta più fortuna”.

Il procuratore capo di Patti ha concluso l’audizione con un ultimo affondo che però è anche un auspicio: “Leggiamo sempre di lavori per nuovi depuratori in fase di avvio, ma a Patti, così come credo nel resto della Sicilia, non abbiamo ancora visto nulla. Da tempo esiste un commissario straordinario a Palermo per poter gestire questi depuratori in Sicilia oggetto di contestazione da parte della corte di giustizia mi auguro che si possano realizzare nuovi depuratori”.

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Un commento

  1. Salvatore Giambò 11 Giugno 2021 18:51

    Ma se del lavoro del Commissario “non si è visto nulla”, allora come mai non i effettuano indagini sui ritardi imputabili al commissario della Regione? Giusto per curiosità…

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