Il "resto che vale" per il sogno della onlus "Vite Cambiate": una casa per bambini in difficoltà

Il “resto che vale” per il sogno della onlus “Vite Cambiate”: una casa per bambini in difficoltà

Giuseppe Fontana

Il “resto che vale” per il sogno della onlus “Vite Cambiate”: una casa per bambini in difficoltà

domenica 26 Aprile 2026 - 08:21

Due grossi gruppi imprenditoriali per un totale di circa 80 supermercati in Sicilia hanno appoggiato il progetto "Faith, Hope and Love": ecco cos'è e come si può aiutare.

MESSINA – Da mesi c’è una onlus messinese, “Vite Cambiate”, che sta portando avanti un’idea: costruire una casa per accogliere bambini e adolescenti con famiglie in difficoltà. Da questa idea è nato un progetto dal titolo “Faith, Hope and Love, una casa che genera futuro”, lanciato già nel 2025, con una raccolta fondi partita sul web e che ora, da inizio aprile, è diventata anche “fisica”.

L’iniziativa “Il resto che vale”: cos’è e come partecipare

Questo perché al fianco di “Vite Cambiate” sono scese in campo grosse realtà imprenditoriali, che credono nel progetto e vogliono far sì che questo sogno si realizzi. Si tratta del Gruppo Panarello, con i suoi punti vendita Famila e Max, e del Gruppo Romano, che ha messo a disposizione i suoi Famila, Max e Il Centesimo. In questi supermercati (12 a Messina legati al Panarello Group a cui se ne aggiunge uno a Reggio Calabria, e un totale di circa 80 in tutta la Sicilia) si potrà partecipare attivamente alla campagna. Ma come? Attraverso “Il resto che vale”. Il funzionamento è semplice perché si tratta di un’iniziativa di arrotondamento solidale. I clienti, al momento del pagamento con Pos, potranno arrotondare la spesa e donare la differenza a sostegno di “Faith, Hope and Love”.

Anche l’Aias al fianco di “Vite Cambiate”

Un gesto nobile, sia da parte delle aziende che si spendono attivamente a sostegno di questo progetto, sia da parte dei tanti clienti che hanno già partecipato. Sono stati raccolti già oltre 6mila euro con più di 23mila micro-donazioni (ma il contatore è in costante salita). L’obiettivo è quello di raggiungere la quota di 35mila euro e c’è tempo fino al 31 maggio prossimo. A partecipare è stata anche la sezione di Messina dell’AIAS, l’Associazione italiana assistenza spastici. Il Centro di riabilitazione “Francesco Fascia”, guidato dalla presidente Adele Fascia e dal vice Bruno Tedesco, ha donato 5mila euro alla causa.

La onlus è nata nel 2016

A raccontare com’è nato il progetto sono stati Pasquale Rela e Gabriella Costantino, non soltanto marito e moglie ma anche guide della comunità cristiana. “Vite cambiate” è stata fondata nel 2016 e oggi ha sede al n.2 di Salita Tre Monti. Sono stati loro a fondare la onlus. E sono loro il cuore del progetto, che è il loro sogno. Costantino ha raccontato: “Ogni supermercato sta contribuendo a fare questa raccolta per aiutarci a realizzare questo sogno che io e mio marito abbiamo da tanti anni. E cioè una casa-famiglia per questi bambini che vengono abbandonati o maltrattati e che rischiano di non avere un futuro. La onlus lavora sul territorio dal 2016. Aiutiamo il prossimo e sosteniamo diverse famiglie in difficoltà, sia con il banco alimentare sia con supporto psicologico”.

L’obiettivo della raccolta e l’attività attuale

Rela ha aggiunto: “Il terreno è già stato individuato e abbiamo fatto una proposta d’acquisto. Si trova a San Michele e stiamo aspettando risposta. In questa prima fase il nostro obiettivo è raggiungere i 35mila euro ma ci saranno anche campagne anche grazie al Gruppo Panarello, che ringraziamo per il supporto. Una parte della cifra totale già ce l’ha l’associazione. L’altra parte sarà trovata grazie a questa raccolta”. Il presidente e pastore della comunità cristiana ha parlato anche dell’attività attuale. Circa 30 le famiglie sostenute con il banco alimentare. Ma la onlus, che come hanno spiegato Rela e Costantino “promulga valori cristiani”, dà anche sostegno psicologico e supporto legale.

Il racconto di Rela e Costantino sull’affidamento

Nel raccontare la loro attività, infine, Pasquale Rela e Gabriella Costantino non hanno dubbi su quale sia stato il momento in cui, in questi dieci anni, hanno capito di essere sulla strada giusta per aiutare la comunità. Ed è stato “quando abbiamo preso il bambino in affidamento, due anni fa. È nato in noi questo desiderio, da un sentimento condiviso tra noi e con i nostri tre figli. C’abbiamo provato e ci siamo riusciti”. La campagna “Faith, Hope and Love”, hanno concluso, “vuole garantire a questi bambini in difficoltà non soltanto un rifugio fisico ma soprattutto un posto sicuro a livello psicologico. Proprio attraverso questa nostra esperienza abbiamo scoperto quanto possano pesare le carenze emotive causate da questi disagi familiari e spesso economici”. Non resta che donare, qualora si voglia appoggiare questo progetto, nei supermercati aderenti dei gruppi Panarello e Romano.

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