Il ripristino del sistema dunale: l'unica barriera naturale per proteggere le coste

Il ripristino del sistema dunale: l’unica barriera naturale per proteggere le coste

Daniele Ingemi

Il ripristino del sistema dunale: l’unica barriera naturale per proteggere le coste

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sabato 07 Febbraio 2026 - 07:30

Dopo il ciclone Harry una riflessione su come proteggersi dalle grandi mareggiate. Tra ripascimento e rinaturalizzazione

Il passaggio del ciclone Harry, fra il 19 e il 21 gennaio 2026, ha lasciato un segno indelebile sulle coste italiane, in particolare in Sicilia, Sardegna e Calabria, dove le mareggiate violente hanno causato danni stimati in oltre 2 miliardi di euro.

Strade costiere sventrate, porti e moli devastati, spiagge erose fino a 10 metri in alcuni tratti, e intere strutture turistiche e residenziali travolte dal mare. In Sicilia il mare ha inghiottito spiagge, case e infrastrutture, compromettendo l’economia locale legata al turismo e alla pesca.

Queste immagini di distruzione non sono solo un monito sui cambiamenti climatici, che tendono oggi ad amplificare determinati fenomeni, ma evidenziano l’urgenza di ripensare le strategie di difesa costiera, abbandonando soluzioni artificiali rigide in favore di un approccio naturale e sostenibile: il ripristino del sistema dunale.

L’unica barriera naturale alle tempeste

Il sistema dunale rappresenta una barriera naturale insostituibile contro le mareggiate e l’erosione costiera. Composto da accumuli di sabbia modellati dal vento e stabilizzati da una vegetazione specifica, come graminacee, arbusti e piante pionere quali l’ammophila o il tamarisco, le dune fungono da ammortizzatore dinamico.

Le vecchie dune presenti sulla spiaggia di Sant’Alessio a cavallo fra anni 50′ e 60′.

Durante eventi estremi come quelli generati dal ciclone Harry, assorbono l’energia delle onde, riducendo l’impatto sull’entroterra e prevenendo inondazioni e perdite di suolo. In Italia, dove circa il 18% delle coste è protetto da opere artificiali che spesso si rivelano inefficaci o controproducenti, le dune storicamente hanno svolto questo ruolo, ma decenni di urbanizzazione, turismo intensivo e interventi antropici le hanno degradate, lasciando le coste vulnerabili.

Quali interventi adottare per il ripristino dei sistemi dunali?

Per contrastare fenomeni come le mareggiate del ciclone Harry, l’unica via efficace e duratura è il ripristino delle dune attraverso metodi integrati di ripascimento e rinaturalizzazione. Il ripascimento consiste nell’aggiungere sabbia compatibile alle spiagge erose, creando la base per la formazione di nuove dune.

Questo intervento, ampiamente utilizzato in progetti europei come Life Redune nel litorale veneto, deve essere accompagnato dalla piantumazione di specie vegetali autoctone per stabilizzare il terreno e favorire la biodiversità. Ma per un ripascimento naturale e sostenibile, è essenziale la rinaturalizzazione dei torrenti e dei fiumi che sfociano in mare.

In passato, questi corsi d’acqua trasportavano sedimenti ghiaiosi e sabbiosi alle coste, alimentando naturalmente le spiagge. Oggi, briglie, canalizzazioni e urbanizzazione, hanno interrotto questo flusso, accelerando l’erosione. Rinaturalizzare i torrenti significa rimuovere ostacoli artificiali, ripristinare alvei sinuosi e zone umide, permettendo ai sedimenti di raggiungere il litorale e ricostituire le dune come avveniva un tempo.

Esempi virtuosi, come il progetto di Rimini con bacini di contenimento e ricostruzione dunale, dimostrano che questi approcci non solo proteggono dalle mareggiate, ma migliorano la resilienza ecologica e supportano il turismo sostenibile.

Oggi, con il progressivo e inesorabile innalzamento del livello del mare, investire nel sistema dunale non è un’opzione, ma una necessità. Le lezioni dal ciclone Harry impongono un cambio di paradigma: dalle difese rigide, costose e spesso fallimentari dopo pochi anni senza la dovuta e costosa manutenzione, a soluzioni basate sulla natura che ripristinano l’equilibrio perduto. Solo così potremo salvaguardare le nostre coste, preservando un patrimonio ambientale ed economico per le generazioni future.

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4 commenti

  1. Sono stati appena spesi a mille chilometri di distanza dalla favoletta del ponte, 3,5 miliardi per le infrastrutture di Milano Cortina.
    Buona notte popolo

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  2. Madre Natura ha il suo equilibrio. L’essere umano con la sua prepotente ignoranza ,ritenendosi superiore ad essa, ha rotto e rompe sempre questo equilibrio a discapito della Natura stessa, ma anche, inesorabilmente, dell’uomo. Purtroppo quest’ultimo non lo ha ancora capito! E, dove purtroppo, circolano soldi e favoritismi vari, nulla importa , nemmeno le vite che si distruggono per essi!

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  3. gentilissimo Ingemi, dopo aver letto con attenzione il suo articolo di assoluta sostanza e corposità, devo dare seguito ad una constatazione di carattere pragmatico e poco teorico e avveneristico.
    Ahimè Herry, come sappiamo tutti almeno quelli che vivono e lavorano nel territorio da decenni, ha lasciato una scia indelebile lungo tutto la costa e non solo. Herry non è altro che il preludio ad ulteriori eventi catastrofali di natura eccezionale , e non parlo di pioggiarelle o sciroccate di piccola o media entità…… ma sarà un susseguirsi di eventi che indeboliranno ulteriormente oltre che le coste , le nostre tasche.
    sarebbe bello aspettare decenni affinchè si possano creare le dune e le piantine che crescono per tenere salda la sabbia…… come sarebbe bello vedere anche l’asino che vola ……..
    BISOGNA DARE SEGUITO A OPERE URGENTI, perche il prossimo uragano, sperando che non arrivi mai più, POTREBBE FORMARSI ANCHE FRA UN MESE ….
    i progetti di rimini riccione, follonica , veneto e tanto altro , saranno anche ottimi , ma sono contestualizzati in un territorio totalmente diverso dal nostro , in cui le stesse abitazioni che sono state costruite 100 anni fa , davanti avevano 100 metri di spiaggia , che a causa di opere troppo invasive hanno stravolto totalmente i ripascimenti e i moti sabbiosi sottomarini ……

    QUINDI NON FACCIAMO DEMAGOGIA MA SERVONO SOLDI , TANTI SOLDI, E PROGETTI VALIDI

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  4. Francesco Cappello 7 Febbraio 2026 11:18

    👏👏👏

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