La proposta degli ingegneri Crapanzano e Saccà in commissione. E la risposta (negativa) dei colleghi della Stretto di Messina spa
MESSINA – Dal tracciato ferroviario attualmente previsto nel progetto del Ponte sullo Stretto alla proposta alternativa redatta dagli ingegneri Salvatore Crapanzano e Giovanni Saccà. La commissione Ponte presieduta da Pippo Trischitta (coadiuvato per gli aspetti tecnici dal vicepresidente Giuseppe Schepis), si è riunita per affrontare nuovamente il tema del “Salva Contesse“. Il tema è stato proprio la proposta alternativa, che prevede non più lo sbocco a Contesse con i relativi espropri (e demolizioni), ma un percorso che taglierebbe sotto il centro storico di Messina, con due nuove stazioni, “Centro” e “Ponte”, a sostituire quella denominata “Europa”.
Rinaldo: “Il Salva Contesse non è contro il Ponte”
Andando con ordine, oltre ai due ingegneri, hanno partecipato anche Giorgio Micolitti, responsabile ingegneria collegamenti ferroviari, ed Eugenio Fedeli, responsabile alta sorveglianza progettazione ferroviaria. In collegamento, invece, l’ingegnere Giovanni Caminiti, in qualità di ex dirigente dell’unità di progetto sul Ponte sullo Stretto di Messina. Ma il primo a parlare è stato il consigliere Raffaele Rinaldo, che è uno dei promotori del “Salva Contesse”. In apertura ha più volte sottolineato che il comitato, lui stesso e gli abitanti del villaggio non sono “contro al Ponte” e che il progetto del tracciato ferroviario alternativo andrebbe a garantire la salvezza del paese e migliorare il progetto stesso. Dopo il suo intervento il presidente Trischitta ha specificato che l’attuale progetto “non è vero che sventra Contesse” perché l’area interessata è quella “in basso, vicino alla ferrovia”.
I dettagli del percorso alternativo ferroviario che “salva Contesse”
L’ingegnere Crapanzano, in videocollegamento, ha poi illustrato la variante sottolineando alcune “caratteristiche” principali. Ha spiegato che “questa proposta può evitare tutti gli espropri e i lavori a Contesse. Può migliorare il funzionamento di tutta la rete ferroviaria a Messina. E anche di recuperare gran parte del progetto definitivo ferroviario già approvato”.
La soluzione alternativa ripercorrerebbe il progetto attuale per gran parte del tracciato, ma invece di continuare sotto terra verso la stazione Europa e poi allo snodo di Contesse, la “curva” ferroviaria sarebbe meno ampia e porterebbe alla creazione di una nuova stazione, denominata “Messina Ponte”. Qui passerebbero tutti i treni in arrivo dalla penisola. La “Messina Ponte” si troverebbe nella stessa posizione di quella prevista nel progetto del 2005 (e non distante dalla Messina Centrale), ma quella era seminterrata mentre questa sarebbe completamente sotterranea.

Dopo la “Messina Ponte”, andando verso sud, ci sarebbe uno snodo: da una parte si andrebbe dritti verso Catania, dall’altro, attraverso la galleria dei Peloritani, si girerebbe verso Palermo. Gli interventi per realizzare le nuove linee ferroviarie “non utilizzano spazi nuovi ma è tutto in area FS”, ha proseguito l’ingegnere. E resterebbero i binari già esistenti. Dall’altra parte, invece, “Messina Ponte” si collegherebbe anche alla zona della stazione Centrale e del porto. Per l’ingegnere è “il collegamento più semplice, il meno impegnativo”.
Niente “interventi a Contesse”
L’ingegnere ricapitolando ha sottolineato ancora una volta come “tutti i nuovi interventi sarebbero o sotterranei o in terreni di Ferrovie dello Stato. Rispetto al progetto attuale non si realizzerebbero tutti gli interventi di Contesse”. E il vantaggio sarebbe avere anche una stazione “Messina Centro” facilmente raggiungibile a piedi, tra le stazioni Annunziata e “Ponte”, che si troverebbe sotto al tratto di via Tommaso Cannizzaro tra l’Università e piazza Cairoli.
Il “no” di Fedeli e Micolitti
L’ingegnere Fedeli della Stretto di Messina spa, con un lungo passato di Rfi, ha però contestato il progetto: “Perché non hanno pensato i progettisti a questa soluzione? Perché realizzare a quelle profondità un’opera, in un suolo come quello di Messina, non è possibile. Messina ha una superficie alluvionale, fatta di sabbia e ghiaia. Il sottosuolo non consente di sotto attraversare sia per il problema del suolo sia per quello idraulico. Abbiamo torrenti e fiumare, dove passano? Questa è una proposta affascinante, ma ci sono elementi da considerare. E oltre a sotto attraversare Messina si andrebbe a realizzare una linea ferroviaria sotto costa, a ridosso del mare. Sono tutti temi estremamente critici che non possono essere sottovalutati. Tracciare con una matita su una cartina di Messina è bello, ma anche noi e i progettisti l’avremmo fatto se fosse stato possibili. Si passa a monte per restare sotto i Peloritani, sotto le pendici, dove ci sono terreni di scavo più confacenti per questi lavori”.
E anche l’ingegnere Micolitti, che si occupa proprio di gallerie, ha parlato della sua preoccupazione “riguardo al problema idraulico. La difficoltà di realizzare una stazione in terreni di questo tipo non può non essere considerata. Ci sono ripercussioni per la superficie. A Catania è stato fatto perché il terreno è basaltico, è uno scavo tranquillo. A Messina servirebbero paratie accanto casa, abbassare le falde con il conseguente rischio di cedimento del terreno. L’attenzione sarebbe totale. A Contesse si fa perché l’attacco è più vicino ai Peloritani, ho molti meno fabbricati. In pieno centro ci sarebbero molti effetti anche su edifici storici, in un’area vincolata”.
La risposta di Saccà: “Le soluzioni esistono”
Saccà ha replicato spiegando che da tempo si parla di interrare la ferrovia da Tremestieri alla Stazione Centrale: “Sono partito da un progetto di Italferr, non da un’idea mia, del 2004. A tutt’oggi continuano a esserci riunioni per l’interramento con Rfi per l’attuale ferrovia. Le soluzioni tecniche esistono. Si tratta di capire se si vogliono usare o no”. E poco dopo ha anche aggiunto che la fermata Europa “ha marciapiedi di 400 metri e oltrepassa una fiumara. Non è che se uno propone una stazione diversa ci sono problemi diversi. Se si è risolto lì si può risolvere anche altrove”.
Dopo un lungo dibattito, il presidente Trischitta ha deciso di riaggiornare i lavori per ampliare ulteriormente il confronto. La proposta degli ingegneri Crapanzano e Saccà, quindi, sarà nuovamente analizzata in aula ma stavolta, su proposta del capogruppo del Pd Felice Calabrò appoggiata anche dallo stesso Rinaldo, tra gli ospiti potrebbero essere invitati anche rappresentanti dell’amministrazione comunale.

Un “salva Annunziata” o un “salva Ganzirri ” no? Poi dicono che sono quelli che abitano a nord che non calcolano gli altri.
L’ unica utilità di questa commissione è quella di garantire un introito extra ai suoi partecipanti. È bellissimo vedere confrontarsi con degli ingegneri specializzati in costruzioni di gallerie, un pumperi e un amm. di condominio.
Non avete capito che alla Stretto di Messina a Salvini Germanà,Siracusano e compagni e di conseguenza alla Meloni, non interessano la devastazione di Messina e di conseguenza dei Messinesi….
Ma gli espropriandi che guidati da Rinaldi ripetono che non sono contro alla costruzione del ponte, si rendono conto che stanno per essere buttati fuori dopo anni di sacrifici alle spalle? Io mi sarei incatenato. Nessuno dovrebbe permettersi di cacciarmi fuori di casa per una costruzione non sense. Vorrei vedere Trischitta e Rinaldi al posto degli espropriandi
Non si fa niente rassegnatevi..non c’è na lira
Che fenomeni questi pontisti…..giocano con le costruzioni Lego ed il conto lo paga la città. E’ soltanto l’inizio.