Il tram, l'ammanco, i parcheggi e gli abbonamenti: il punto di Atm in commissione

Il tram, l’ammanco, i parcheggi e gli abbonamenti: il punto di Atm in commissione

Giuseppe Fontana

Il tram, l’ammanco, i parcheggi e gli abbonamenti: il punto di Atm in commissione

mercoledì 19 Febbraio 2025 - 17:00

Lunga seduta di commissione con protagonisti i vertici dell'azienda. Il tram sarà sospeso già nelle prossime settimane

MESSINA – Atm, con in testa la presidente Carla Grillo, il direttore Armando Bressan, l’ingegnere Antonino Torre e i membri del cda Cannavò e Carbone, è tornata a parlare in prima commissione viabilità, eccezionalmente di mercoledì su convocazione del presidente Salvatore Papa proprio per andare incontro alle esigenze dell’azienda. La seduta dei lavori è durata oltre 2 ore, con tanti interventi e tanti temi affrontati. Su tutti il caso dell’ammanco da 13 mila euro e la sospensione della linea tranviaria.

L’ammanco da 13mila euro

La seduta è partita dalla domanda del capogruppo del Pd Felice Calabrò, che ha subito chiesto spiegazioni relativamente alle indagini interne in corso sull’ammanco di cassa da 13mila euro “scoperto” tra fine gennaio e inizio febbraio. Carla Grillo ha risposto con le stesse parole già espresse una settimana fa, parlando anche della querelle su chi abbia “scoperto quest’ammanco”. La presidente ha spiegato: “Non è un trofeo da esibire. La scoperta è nata da un’indagine di routine dei nostri uffici che hanno verificato questo ammanco. Ma prima vi spiego cosa sono queste emettitrici che c’erano sui tram. Queste emettitrici sono quelle rosse che emettevano i biglietti, mettendo la moneta e acquistando il biglietto: sono le uniche che generano movimento di contanti, tutte le altre utilizzano moneta elettronica. Per aprire e scaricare i soldi da queste emettitrici meccaniche occorre una card magnetica che in azienda possiedono soltanto tre dipendenti, a cui è stata consegnata con tutte le formalità di rito, e una chiave fisica. Occorre, per aprirle, la presenza fisica di due soggetti distinti. Quando viene aperta emetto uno scontrino con un numero progressivo immodificabile in cui c’è anche indicato l’importo presente in cassa. L’operatore abilitato ripone l’incasso e lo scontrino in una busta che viene sigillata e posta all’interno della cassaforte nella sala operativa della nostra azienda”.

La presidente ha poi ripercorso quanto già raccontato in conferenza stampa: lo scambio di mail, i colloqui con il dipendente e la verifica interna, fino alla richiesta alla banca delle ricevute di pagamento fino al gennaio 2023. La risposta dell’istituto bancario è arrivata il 7 gennaio e le ricevute “materialmente in mano ci sono state consegnate il 23 o il 25 gennaio”. Intanto l’attività di verifica nei confronti del dipendente è stata avviata e sono stati chiesti chiarimenti al lavoratore, che il 20 dicembre “ci ha comunicati per iscritto di essersi occupato lui di tutto l’iter di presa in carico, ritiro e tutto. Di essere rammaricato di quanto accaduto e di essere disponibile alla restituzione dell’ammanco, allora pari a 3mila e 99,60 euro”. Poi la sospensione di dieci giorni per il lavoratore stesso, ma anche la decisione di “ampliare i confini di questa verifica interna perché in questa prima fase l’ammanco si riferiva a un periodo tra luglio 2024 e settembre 2024, solo su alcune emettitrici. Ma alla luce di quanto accaduto abbiamo deciso di ampliare il raggio di indagine e ci siamo resi conto che ci sarebbe un ulteriore ammanco di circa 10mila euro. Questo è tuttora oggetto di verifica perché aspettiamo le ricevute della banca”.

Grillo ha anche sottolineato che “Atm non è un tribunale. Ci siamo confrontati coi nostri avvocati e abbiamo conferito mandato a un penalista, l’avvocato Alessandro Billè, che ha esaminato tutta la documentazione con molta attenzione e abbiamo sporto querela alla Procura della Repubblica. Qui mi fermo. La vicenda verrà sviscerata nelle opportune sedi giudiziarie. Abbiamo denunciato l’accaduto, ma non mi sembra corretto interloquire del contenuto della denuncia visto che ci sono in corso indagini ed è giusto che vengano fatte senza che si entri in altri dettagli”.

La linea tranviaria sospesa e gli abbonamenti MoveMe

Ma si è parlato anche della chiusura della linea tranviaria, che dovrebbe partire da fine marzo o inizio aprile e che durerà un anno e mezzo. Argomento su cui ha puntato l’indice invece il consigliere comunale di FdI Dario Carbone, che ha chiesto modalità dei lavori e cosa si farà. Mentre il capogruppo di Fratelli d’Italia Libero Gioveni ha posto l’accento sugli abbonamenti a 100 euro per i parcheggi d’interscambio e sui tanti utenti che hanno storto il naso per la proroga della gratuità in molte aree di sosta. Argomenti su cui successivamente si è focalizzato anche il consigliere Giuseppe Schepis, che ha chiesto anche spiegazioni su alcuni aspetti dei lavori lungo il viale San Martino e sulla parte di fronte gli imbarcaderi della rada San Francesco, che spesso si allagano. Cosimo Oteri della Lega, invece, ha chiesto di rispondere sulla gestione dei parcheggi, anche in centro, raccontando di fenomeni legati a sedie e tavolo a occupare gli stalli o gli alberi di ForestaMe all’interno degli stessi spazi delimitati con le strisce blu.

Grillo sull’abbonamento MoveMe ha ribadito: “Conoscete il contenuto del regolamento che è stato accettato da chi si è abbonato. I parcheggi Cavallotti, Villa Dante, sono sempre stati a pagamento. Forse solo Villa Dante è stato reso gratuito per un breve lasso di tempo. Per quanto attiene tutti gli altri parcheggi di interscambio sono sempre stati gratuito. Non c’è stato nocumento nella sostanza. Un parcheggio in struttura viene venduto a mille euro l’anno, sia a Cavallotti sia a Villa Dante. Quest’aspetto era stato chiarito proprio nell’ambito del regolamento”. Sul tram, invece, la presidente ha spiegato: “Sulla riqualificazione della linea tranviaria è meglio che parli l’ingegnere Antonino Torre, direttore della tranvia e il Rup di questi lavori. Come sapete e come abbiamo comunicato abbiamo dato il via alla fase 1 della riqualificazione della linea nel novembre 2024 con la sottoscrizione dell’atto con la Colombrita costruzioni srl per consegnare i lavori del primo stralcio funzionale, relativo alla sostituzione delle sottostazioni elettrica. Stiamo reperendo i 50 chilometri di cavi da sostituire, già dal 15 marzo se il cronoprogramma sarà confermato si partirà dallo sfilare i cavi esistenti. Poi inizierà il vero e proprio progetto di restyling che prevede una serie di lavori come la riqualificazione idraulica, impiantistica, architettonica e urbanistica anche sui capolinea nord, alle fermate e al viale San Martino, che sarà il primo cantiere che apriremo. Sospenderemo la linea per iniziare lì, dove sarà cambiata la pavimentazione”.

I lavori sulla linea dureranno 24 mesi

L’ingegnere Torre ha specificato: “Nel contratto d’appalto già stipulato nel febbraio 2024 l’articolazione dei lavori parla di 24 mesi di lavori su tutto il tessuto cittadino. Sono abbastanza e sono anche abbastanza impattanti, inutile negarlo. Abbiamo deciso di scindere i lavori in più fasi per non bloccare la città. I lavori partono dalle sottostazioni elettriche che alimentano la linea tranviaria ed è un’attività già avviata. Parliamo di 50 chilometri di terna di media tensione da sostituire da ogni cabina per tutto il percorso. A fine mese arriverà questa fornitura di cavi e funzionerà così: si procederà a sfilare tutti i cavi, 17 chilometri circa per tre. Per farlo dobbiamo sospendere necessariamente la linea. Poi si farà la pulizia di cavidotti e pozzetti e poi si arriverà alle sottostazioni elettriche. In seguito, visto che sull’area i-Hub si dovrà demolire tutto il fabbricato ancora esistente, bisognerà spostare la cabina stazione e bisognerà realizzarne una nuova tra via Alessio Valore e via Savoca”. E ancora la riqualificazione dell’intero tragitto e lavori relativi anche caditoie e sistemi per non fare stagnare l’acqua. Ciò che è certo è che tra poche settimane i messinesi dovranno dire arrivederci al tram per diversi mesi.

Torre ha concluso: “Partiremo dal viale San Martino e sapete che non è semplice. L’amministrazione sta valutando anche di innestare su questi interventi anche l’arredo urbano, che non rientrava su questo progetto. Si proveranno ad avviare questi lavori insieme ad Amam che dovrà curare il verde e Messina Servizi per l’arredo urbano. Panchine, piantumazioni, fioriere, saranno su tutto il viale San Martino. Parliamo di 16 aree, 8 da un lato e 8 dall’altro, che saranno installate successivamente ai nostri interventi. Saranno 60mq l’una. L’intervento sarà da Cairoli al Viale Europa, l’aspetto sarà identico per tutto il tratto. Il cronoprogramma? Dipende da come articoleremo i lavori. Credo non si darà tutto il cantiere in blocco, ma si procederà a lotti. Ci vorrebbero 8-9 mesi nel caso di un cantiere in blocco, mentre i tempi si dilateranno un po’ frazionando. La prima parate durerà 12 mesi. Le navette? Sì, stiamo valutando come fare. Scoperta resterebbe l’area di Provinciale, ci stiamo lavorando ma i percorsi sostitutivi non sono stati ancora tracciati. Poi ci sarà anche un intervento dal Viale Giostra all’Annunziata in cui i binari andranno integralmente smontati e cambiati”. E anche di fronte la Fiera “sarà risagomata la strada, per sistemare le pendenze e altri aspetti”. Così come piazza della Repubblica: “La parte della stazione dovrà cambiare completamente”. In chiusura a intervenire sono stati anche i consiglieri Margherita Milazzo e Raffaele Rinaldo.

2 commenti

  1. Personalmente posso testimoniare che a parte gli episodici acquazzoni che allagano i binari della cortina del porto, si è creato un muro che non consente all’acqua di defluire a mare, come avveniva in passato. Ciò determina gravi infiltrazioni di umidità in molte botteghe lato mare, già penalizzate dalla chiusura frontale dei binari, (forse sarebbe meglio spostarli lato porto??). In ogni caso va ripristinato un corretto deflusso delle acque.

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  2. Perchè in questi due anni di fermo del tram ,non si inseriscono i lavori per eliminare i due ponti di ferro siti in via la farina ed in via catania? La linea ferroviaria è dismessa da anni, tolti binari e tutto l’armamentario ed essendo i terrapieni in via di trasferimento al Comune si potrebbero dismettere ed eliminarli del tutto, ridisegnando un altro angolo della città. Visto anche che le baracche di via Bonsignore sono in via di demolizione.

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