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Di Leo: «Abbiamo messo i contribuenti nelle condizioni di non pagare»

Danila La Torre

Di Leo: «Abbiamo messo i contribuenti nelle condizioni di non pagare»

giovedì 30 Marzo 2017 - 16:44
Di Leo: «Abbiamo messo i contribuenti nelle condizioni di non pagare»

Il dirigente comunale al patrimonio non usa mezzi termini e denuncia una inerzia che sta causando una perdita di risorse importanti per il Comune di Messina. Il Consiglio comunale avrebbe potuto rimediare approvando la delibera che modifica il regolamento Cosap ma…

Due ore di dibattito, dubbi, perplessità, domande specifiche ma al momento del voto è mancato il numero legale. Per ben due volte. Si è concluso con un nulla di fatto la seduta del Consiglio Comunale che avrebbe dovuto mettere un punto all’annosa e delicata vicenda relativa alla totale deregulation nel settore degli impianti pubblicitari, per i quali il Comune perde ogni anno ingenti risorse economiche, andando incontro ad un danno erariale milionario (vedi qui) .

I consiglieri avrebbero dovuto votare il provvedimento varato dalla giunta Accorinti che cassa l’articolo 4 comma 4 del Regolamento Cosap, giudicato illegittimo prima dal Tar e poi anche dal Cga: in virtù di quella disposizione, per calcolare il canone di occupazione suolo per gli impianti si tenevano in considerazione i metri lineari della proiezione a terra piuttosto che i metri quadrati che effettivamente quantificano l’area occupata; mentre con la modifica apportata dall’esecutivo si torna ai metri quadrati e si fissa a 1,4 il coefficiente previsto per calcolare le tariffe dell’impiantistica pubblicitaria. Al momento del voto però in Aula erano solo 18 consiglieri comunali sui 21 necessari, la seduta è stata quindi rinviata di un’ora. Sessanta minuti più tardi, all’inizio dei lavori, si sono presentati solo in 14.

Resta dunque aperto e senza lieto fine questo triste capitolo del Comune di Messina, che da ben cinque anni rinuncia consapevolmente a portare soldi in cassa per via di un vuoto regolamentare che non è riuscito a colmare in questo larghissimo lasso di tempo. Lo ha ammesso senza troppi giri di parole anche il dirigente comunale Giovanni Di Leo, da qualche mese a capo del Dipartimento Patrimonio di Palazzo Zanca.

«Dal 2012 abbiamo messo i contribuenti nelle condizioni di non pagare. Da quel momento non si incassa un euro», ha dichiarato Di Leo di fronte ad un Consiglio comunale dimezzato, ma non è una novità, ed in presenza del solo assessore Sergio De Cola, che ha la delega ai rapporti con il Consiglio Comunale e che ha subito precisato di non aver mai seguito la questione degli impianti.

Dagli scranni del Consiglio non sono mancate critiche per l’assenza dell’amministrazione comunale: dalla capogruppo di Ncd Daniela Faranda al consigliere di Siamo Messina Piero Adamo, dalla capogruppo del Pd Antonella Russo al consigliere del Gruppo Misto Daniele Zuccarello passando per il capogruppo di Felice per Messina Peppuccio Santalco , tutti hanno voluto rimarcare che né il segretario/direttore generale Antonio Le Donne né il sindaco Renato Accorinti, che ha al momento la delega al patrimonio, né l’assessore proponente , Sebastiano Pino, erano in Aula a difendere il provvedimento e a dare spiegazioni sul perché si sia arrivati a questa delibera con tanto ritardo.

«Stiamo trattando questa delibera come fosse un provvedimento di poca importanza, un semplice passaggio», ha detto con tono critico Zuccarello, facendo eco quanto già dichiarato dal collega Adamo: «Da tre anni come consiglieri discutiamo, approfondiamo questa materia. Nel 2015 abbiamo anche inviato una diffida alla quale il segretario Le Donne non ha mai riposto. Questa degli impianti pubblicitari è una vicenda gravissima dalla quale emergono inerzia, inefficienza, carenza politica ed amministrativa. Se fossimo in una città normale – ha continuato il consigliere di centro-destra – se ne sarebbe occupata la magistratura contabile e anche quella ordinaria, ma magari se ne stanno occupando e noi non lo sappiamo».

La consigliera Faranda ha quindi invitato il dirigente Di Leo – che tutti i consiglieri hanno voluto ringraziare per non essersi sottratto al confronto – a redigere una relazione sulle risorse che potrebbero essere incassate dal Comune e ha chiesto che la relazione venga controfirmata dall’assessore al bilancio Enzo Cuzzola. Il consigliere Santalcoprima di andare via per un impegno inderogabileha voluto ribadire che se ci sono responsabilità per i ritardi con cui si arriva a discutere di questa delibera, queste non possono essere imputate di certo al Consiglio comunale, che in questi anni ha cercato di imprimere un’accelerazione senza tuttavia ottenere risultati concreti.

Dopo questa seduta andata a vuoto, la delibera che modifica il regolamento Cosap resta in stand- by. Nel frattempo il Comune continuerà a perdere soldi. Ma probabilmente anche credibilità.

Danila La Torre

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8 commenti

  1. IH-870 I-ITGI 30 Marzo 2017 21:02

    A QUESTO PUNTO : sarebbe opportuno, da parte dell’opposizione, verificare, consultando persone esperte e qualificate, SE ED IN CHE MISURA, si puo’ parlare o meno di DANNO ERARIALE E CONDOTTA OMISSIVA, per poi procedere di conseguenza. Diciamo solo che a queste ed altre condotte … omissive (scuole, vialbilità, servizi, ETC, ETC, ) non ci siamo (ne mai lo saremo) MAI ABITUATI.

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  2. IH-870 I-ITGI 30 Marzo 2017 21:02

    A QUESTO PUNTO : sarebbe opportuno, da parte dell’opposizione, verificare, consultando persone esperte e qualificate, SE ED IN CHE MISURA, si puo’ parlare o meno di DANNO ERARIALE E CONDOTTA OMISSIVA, per poi procedere di conseguenza. Diciamo solo che a queste ed altre condotte … omissive (scuole, vialbilità, servizi, ETC, ETC, ) non ci siamo (ne mai lo saremo) MAI ABITUATI.

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  3. Questi consiglieri comunali sono una palla al piede per il Comune…..e per di più….assenteisti. Ma hanno un briciolo di senso di responsabilità? Fossero in un’azienda privata….li avrebbero cacciati via da un pezzo

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  4. Questi consiglieri comunali sono una palla al piede per il Comune…..e per di più….assenteisti. Ma hanno un briciolo di senso di responsabilità? Fossero in un’azienda privata….li avrebbero cacciati via da un pezzo

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  5. Ma come? Un comune sull orlo del dissesto da anni, rinuncia a 5 anni di giusti preventi? E intanto i committenti offrono pubblicità a “sbafo”. Che vergogna! Assurdo!

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  6. Ma come? Un comune sull orlo del dissesto da anni, rinuncia a 5 anni di giusti preventi? E intanto i committenti offrono pubblicità a “sbafo”. Che vergogna! Assurdo!

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  7. Peraltro ridicolo che per una cosa di loro competenza, che hanno all’odg da tre anni, usino la giunta come schermo. Prendetevi le responsabilità per cui siete pagati.

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  8. Peraltro ridicolo che per una cosa di loro competenza, che hanno all’odg da tre anni, usino la giunta come schermo. Prendetevi le responsabilità per cui siete pagati.

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