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Impianti sportivi a Messina. Gallo: “Studiamo i bandi, meglio non fare in fretta”

Marco Ipsale

Impianti sportivi a Messina. Gallo: “Studiamo i bandi, meglio non fare in fretta”

venerdì 29 Gennaio 2021 - 07:00
Impianti sportivi a Messina. Gallo: “Studiamo i bandi, meglio non fare in fretta”

Il punto con l'assessore. L'obiettivo è di valutare la capacità delle società e quindi la partecipazione ai prossimi bandi di affidamento

Affidamenti temporanei con l’obiettivo di farli diventare pluriennali. La pandemia ha condizionato anche la gestione degli impianti sportivi perché molti campionati sono fermi così il Comune di Messina ha deciso di prendersi più tempo.

Ma non è l’unico motivo. “La giunta dà gli indirizzi politici ma non fa i bandi – dice l’assessore allo sport, Francesco Gallo -. L’ufficio tecnico ha una sola persona che si occupa di impianti sportivi e si sta lavorando per elaborare proposte diverse per le varie tipologie. Siamo in attesa che ci faccia pervenire delle schede, più volte sollecitate, sulla situazione di fatto degli impianti che necessitano di lavori di manutenzione straordinaria particolarmente onerosi, per poter meglio calibrare ogni singolo bando”.

“Verificare le capacità delle società”

La previsione dell’ex assessore Pippo Scattareggia, quella di pubblicare i bandi entro la scorsa estate, era fin troppo ottimistica. “Uno schema di massima è pronto – prosegue Gallo – ma bisogna calarlo nella realtà concreta dei singoli impianti per fare valutazioni diverse, visto che il concessionario dovrà impegnarsi a fare vari interventi e assumersi oneri di messa a norma. Ricordo che un tentativo di esternalizzare la gestione fu fatto oltre vent’anni fa, ai tempi della giunta Providenti, poi il concessionario lamentò di aver ricevuto impianti non a norma e si aprì un contenzioso. Non possiamo rischiare che la situazione si ripeta, è meglio non fare in fretta. L’idea dell’esternalizzazione resta, anche perché il Comune ha difficoltà a far fronte alla manutenzione straordinaria, ma dobbiamo verificare la capacità futura delle società di assumere alcuni oneri”.

Il bando per gli stadi

L’unico bando finora pubblicato è quello per lo stadio Franco Scoglio, che ha ricevuto una sola offerta, quella del Fc Messina di Arena. “L’esito arriverà tra qualche giorno – prosegue Gallo -, ci sono voluti sei mesi perché purtroppo gli iter burocratici sono lunghi. E in questo caso c’era un solo partecipante, quindi impossibilità di ricorsi altrui, in altri casi potrebbe volerci ancora più tempo”. L’altro stadio, il Celeste, il Fc Messina voleva usarlo per le partite casalinghe ma la Questura ha detto no. “Aspettiamo di conoscere i dettagli – dice l’assessore -, se passasse l’idea che non si possono disputare gare neanche a porte chiuse allora dovremo valutare cosa farne dal punto di vista sportivo”.

PalaRescifina

Gli altri impianti. “Il PalaRescifina può avere una valenza economica ulteriore, oltre a quella sportiva. Sono stati completati i lavori da 80mila euro, che hanno risolto il problema delle infiltrazioni d’acqua. Sarà tra i primi ad essere messo a bando. In corso di pubblicazione, invece, quello per i campi da tennis di contrada Margi”.

PalaTracuzzi

Per il PalaTracuzzi chiesto un finanziamento da 700mila euro nel bando “sport e periferie” ma, nel frattempo, il tetto è stato impermeabilizzato e il parquet sistemato. “Manca solo l’ultimo intervento per il tetto della tribuna superiore”.

Gli altri palazzetti

Poi molti altri palazzetti, quelli di Mili, Gravitelli, Montepiselli, Ritiro e la Juvara, considerati “di fascia intermedia, con una parte degli oneri al concessionario, come quelli di messa a norma per ospitare il pubblico, e alcuni interventi di manutenzione straordinaria che resterebbero in carico al Comune”.

Il mini autodromo di Sant’Agata

Nel limbo, invece, il mini autodromo di Sant’Agata. Doveva ospitare il campionato europeo di automodellismo 2021 ma la conferma è improbabile, causa Covid. “Quell’impianto, comunque – conclude Gallo -, non è del Comune ma ricade in area demaniale. In quel caso l’affidamento dovrebbe partire dal presupposto che chi volesse gestirlo dovrebbe farsi carico di tutto tranne della concessione, che potrebbe pagare il Comune. Ho ricevuto proposte alternative, come un progetto per un pump track, cioè un circuito con percorsi specifici per mountain bike. Si può fare anche altrove, lì c’è una tradizione di automodellismo che si vorrebbe mantenere ma è tutto da valutare”.

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