Impianto di Mili. La Srr risponde ai vincoli del progetto e il Comitato continua la protesta

Impianto di Mili. La Srr risponde ai vincoli del progetto e il Comitato continua la protesta

Redazione

Impianto di Mili. La Srr risponde ai vincoli del progetto e il Comitato continua la protesta

giovedì 09 Aprile 2026 - 11:42

E si rivolge alla Procura di Palermo denunciando omissioni e opacità nell'approvazione del Provvedimento autorizzatorio

La Srr Messina Area Metropolitana ha presentato all’assessorato regionale al Territorio ed all’Ambiente l’istanza per la verifica dell’ottemperanza alle prescrizioni contenute nel provvedimento di approvazione del progetto.

Lo si legge in una nota del Comitato “Amo il mio paese”. Tutto ciò sta avvenendo – dice il Comitato Amo il mio Paese – nonostante le contestazioni fatte valere dal Comitato. L’ostinazione dell’Amministrazione comunale e della Ssr nel dare seguito ad un impianto che non potrà sorgere accanto ad un depuratore che già presenta enormi criticità, ha spinto il Comitato a presentare una integrazione all’esposto alla Procura di Palermo, in cui si ribadisce che l’autorizzazione è inefficace e la prosecuzione dell’iter in corso è manifestamente illecita”.

Denunciate omissioni e opacità nell’iter amministrativo

Inoltre, i rappresentanti dei cittadini pongono l’accento su presunte irregolarità procedurali. “Inoltre nell’integrazione è stato fatto rilevare che l’iter amministrativo che ha condotto all’approvazione del P.A.U.R. è costellato di gravi omissioni e opacità, che meritano un approfondimento investigativo per accertare la sussistenza del reato di cui all’art. 328 c.p. (Omissione di atti d’ufficio) oltre che di falso in atto pubblico, nonché l’assoluta ed illegittima inerzia rispetto agli atti stragiudiziali presentati con dettagliate osservazioni tecniche e richieste di rivalutazione del P.A.U.R. in autotutela, per le macroscopiche incompatibilità normative ed i rischi connessi al progetto”.

La richiesta di sequestro e la battaglia legale

La nota prosegue delineando le prossime azioni legali intraprese per fermare l’opera. “Nell’integrazione all’esposto, inoltre – continua ancora la nota del Comitato -, è stata formalizzata la richiesta di sequestro preventivo sia del terreno destinato alla costruzione del nuovo impianto, sia dell’esistente ciclo depurativo, al fine di impedire la prosecuzione di attività potenzialmente dannose e prevenire un danno irreparabile per la comunità di Mili e per l’ambiente circostante”.

“Ed è stato proposto pure un articolato atto stragiudiziale agli organi preposti, trasmesso anch’esso alla Procura, con istanza di annullamento in autotutela del decreto di approvazione dell’impianto e tutti gli atti successivi e conseguenti, contestazione dell’inerzia sui precedenti atti stragiudiziali ed accesso agli atti”.

Appello alla mobilitazione cittadina

Infine, il Comitato ribadisce la propria fermezza nel difendere il territorio. “Il Comitato ‘Amo il Mio Paese’ – si legge – continuerà a lottare con tutti gli strumenti legali a disposizione, compresa l’instaurazione di un procedimento civile dinanzi al giudice ordinario. La salute dei cittadini e la tutela del nostro territorio non sono negoziabili e confidiamo che la magistratura sia in sede penale che civile possa fare piena luce sulle gravi irregolarità che abbiamo denunciato fin dall’inizio e per le quali il giudice amministrativo si è pronunciato solo su questioni procedurali senza entrare nel merito e, nel contempo, invitiamo tutti i cittadini alla mobilitazione per sostenere le iniziative intraprese dal Comitato”.

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Un commento

  1. Domanda mega-gigante: se è vicino ad un centro abitato, quindi nocivo, e la strada è l’unica che si può percorrere, quindi il traffico andrebbe in toto per la mole di camion che ci saranno, tali problemi sono stati valutati ?

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