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La Tari approvata dal Consiglio per senso di responsabilità ed il gioco delle parti

Rosaria Brancato

La Tari approvata dal Consiglio per senso di responsabilità ed il gioco delle parti

giovedì 18 Settembre 2014 - 22:31
La Tari approvata dal Consiglio per senso di responsabilità ed il gioco delle parti

Il Consiglio comunale, con soli 25 presenti su 40 eletti, approva una Tari del tutto simile alla Tares dello scorso anno. I 20 favorevoli però definiscono la gestione inefficiente, il servizio carente, inadeguato,ma la votano per "senso di responsabilità", lo stesso al quale si appella la giunta, in base ad un copione già seguito dalle vecchie amministrazioni, quello del gioco delle parti.

Votiamo sì turandoci il naso”. Oltre a calzare a pennello in tema di rifiuti a Messina la dichiarazione di voto di Giuseppe Santalco, Pd, è illuminante sulle dinamiche dell’Aula e sulle motivazioni dei Consiglieri comunali.

La giunta Accorinti, ancora una volta, ha potuto contare sulla nuova maggioranza bulgara e trasversale ( composta anche da rappresentanti di quellicheceranoprima) che mercoledì notte ha approvato una Tari che ha cambiato solo un paio di virgole rispetto alla Tares, ridotto di poco più di 50 mila euro il Piano finanziario da 42 milioni di euro dello scorso anno, arrivato in Aula come una sorta di fotocopia del precedente salvo alcuni ritocchi. Quanto ai cittadini, i più fortunati risparmieranno 20 o 30 euro, a fronte di costi di gestione che rispetto all’anno scorso non sono stati abbattuti a dispetto degli annunci dell’amministrazione.

Il voto sulla Tari merita alcune riflessioni rispetto ad una giunta che ha seguito gli stessi percorsi, anche politici, dei tanto odiati predecessori, si è vista costretta a far pagare ai cittadini l’intero ammontare del costo di gestione (ma la responsabilità è della normativa nazionale) e non è riuscita a fare nessun miracolo annunciato, ma anche rispetto ad un Consiglio comunale le cui motivazioni lasciano perplessi.

Intanto l’esito del voto: 20 favorevoli, 5 contrari, 1 astenuto, il che equivale a dire che in Aula, su uno degli argomenti più importanti per i messinesi, le tasse da far pagare su una raccolta dei rifiuti a dir poco improbabile, c’erano solo 26 consiglieri su 40. Questa cifra non è un’eccezione, è, con variazioni minime, la regola. Chissà perché gli altri si sono fatti eleggere visto che nei momenti di pienone si arriva al massimo a 30 presenti.

Andando a rileggere le dichiarazioni dei 20 favorevoli si scopre che, così come avvenuto per il Piano di riequilibrio questa Tari ed il Piano finanziario sono indigeribili ai consiglieri che contestano il servizio, i risultati, le indennità pagate ai consulenti, gli sprechi, la filosofia di gestione, la mancata raccolta, la piattaforma di Pace ed un lungo elenco di doglianze ma nonostante ciò la votano, come dice Santalco “turandosi il naso”. I 20 con il naso tappato sono in gran parte Udc, Dr, Megafono, Forza Italia, SiAmoMessina, e tre capigruppo area Pd, una nuova maggioranza trasversale che contesta quotidianamente la giunta anche sul colore delle magliette del sindaco ma è abilissima a lanciare le ciambelle di salvataggio all’occorrenza, in nome del “senso di responsabilità”.

A determinare infatti l’esito del voto sono state le dichiarazioni del segretario generale Le Donne e del vicesindaco Signorino che hanno ricordato ai presenti che in caso di bocciatura i 42 milioni di euro, invece che i messinesi,li avrebbero dovuti trovare il Comune con le conseguenze ben note per un Palazzo a rischio default. Insomma, il rischio era tornare tutti a casa.

Ecco che, così come per il Piano di riequilibrio il ritornello è stato “voto questa cosa invotabile per senso di responsabilità”.

Sull’altro fronte quindi ci sono quelli che secondo questa logica sarebbero “irresponsabili”, ovvero i 5 che hanno votato contro la delibera di giunta: Daniele Zuccarello, Antonella Russo, Claudio Cardile e Simona Contestabile (tutti e 4 Pd) e Nina Lo Presti, ex CMdb, ora Gruppo misto. La Barrile, Pd, si è astenuta. Quindi i contrari erano tutti del Pd, mentre a far da sponda alla Tari sono stati Centro-destra, Dr, Megafono e Udc.

Da un lato quindi c’è chi ha votato sì seguendo la logica della “responsabilità”, ovvero le conseguenze in caso di bocciatura, dall’altro chi ha detto no per coerenza e per principio. Se il servizio è un disservizio e viene fatto gravare sui cittadini, se l’amministrazione non ha rispettato gli impegni, dicono, non chiedeteci di approvare un Piano finanziario che non piace neanche allo stesso commissario Ciacci che l’ha firmato con riserva. Ci sono due “sensi di responsabilità” uno rivolto verso il Palazzo, l’istituzione messa a repentaglio dalla bocciatura, ed un altro verso i fruitori del servizio e unici sostenitori dei costi di gestione, cioè i cittadini.

Da un lato c’è un’amministrazione che ha ripercorso gli stessi passi dei predecessori, compresi quelli della “strategia diplomatica” per avere l’approvazione del Piano, dall’altro un Consiglio che ha fatto pesare quelle ciambelle di salvataggio, che rischiano di diventare cambiali per i prossimi anni. Lo stesso Fabrizio Sottile lo ha sottolineato: “Signor sindaco si ricordi di chi oggi sta votando questa Tari”.

C’è poi il senso di responsabilità a corrente alternata. Per il Piano di riequilibrio, ad esempio, sul quale grava il rischio del dissesto e quindi era scontato il sì del Consiglio, Giuseppe Santalco, capogruppo Felice per Messina, ha definito la giunta un’accozzaglia di incompetenti e ha chiesto le dimissioni di Signorino, scordandosi dieci giorni fa il senso di responsabilità rispolverato invece mercoledì sera quando si è capito che la Tari poteva essere bocciata. Anche Paolo David, capogruppo Pd, che sul Piano di riequilibrio ha fatto fuoco e fiamme, è passato a più miti consigli per la Tari, sempre per “senso di responsabilità”. Stessa posizione per il terzo capogruppo di area Pd, Francesco Pagano. I tre capigruppo Pd quindi hanno votato in direzione opposta ai loro colleghi di partito, ennesima dimostrazione che c’è qualcosa che non va. Giuseppe Trischitta, capogruppo Forza Italia, è riuscito a cambiare idea tre volte nell’arco della stessa seduta, passando dal sì iniziale, al no dopo lo scontro con Zuccarello e tornando al sì quando i numeri erano traballanti. Per alcuni quindi il “senso di responsabilità” non è un valore assoluto, ma dipende dalle circostanze,cioè da quanto a rischio sia la ciambella di salvataggio per quella giunta che sostengono di contestare. Gli assenti poi (ben 14 su 40 eletti), si sa, hanno sempre torto, soprattutto quando il voto su un balzello così pesante rischia di essere un boomerang per chi l’ha votato. Ed allora meglio non esserci, soprattutto per quanti “non esserci” è una regola in Consiglio.

L’amministrazione Accorinti ha fatto appello a quel senso di responsabilità che è lo stesso al quale si appellavano i vecchi amministratori . I consiglieri, ieri come oggi, hanno fatto appello allo stesso senso di responsabilità, che serve a far quadrato all’occorrenza. Le strategie e le dinamiche sono le stesse del passato. Il copione si ripeterà per il consuntivo 2013 e poi, chiuso il sipario, lo show anti-Accorinti riprenderà su temi più vacui, più scenografici forse, più d’effetto ma meno di sostanza. Qualcuno si è definito eroico per aver detto no all’isola pedonale di via dei Mille, dichiarandosi vittima di una “persecuzione” di una dittatura che non ama il confronto. Salvo poi approvare una Tari definita inaccettabile e presentata da questa “ditattura”. Tanto, basta turarsi il naso.

Rosaria Brancato

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18 commenti

  1. Che bel gregge di pecorelle.
    Renato farà quello che ha in mente perché il consiglio si è auto esautorato a causa della sua stessa natura.
    Non hanno capito nella loro ingordigia che era finita una era ed ora sono impossibilitati a giocare il gioco delle parti a cui tanto erano abituati.
    Non possono perché i cittadini sono finalmente attenti al loro operato.
    Era tempo.
    La mia impressione è che Accorinti ben cosciente della inevitabilità del fallimento del comune cerchi i fondi per portare avanti le sue idee più importanti.
    Tutto ciò in un clima di caos politico quasi totale mi pare di capire.
    Forse è meno idealista ed “inconcludente” di quanti molti pensano.
    Lo sapremo presto.

    Salvatore

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  2. Che bel gregge di pecorelle.
    Renato farà quello che ha in mente perché il consiglio si è auto esautorato a causa della sua stessa natura.
    Non hanno capito nella loro ingordigia che era finita una era ed ora sono impossibilitati a giocare il gioco delle parti a cui tanto erano abituati.
    Non possono perché i cittadini sono finalmente attenti al loro operato.
    Era tempo.
    La mia impressione è che Accorinti ben cosciente della inevitabilità del fallimento del comune cerchi i fondi per portare avanti le sue idee più importanti.
    Tutto ciò in un clima di caos politico quasi totale mi pare di capire.
    Forse è meno idealista ed “inconcludente” di quanti molti pensano.
    Lo sapremo presto.

    Salvatore

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  3. La giornalista scrive:
    C’è poi il senso di responsabilità a corrente alternata. Per il Piano di riequilibrio, ad esempio, sul quale grava il rischio del dissesto e quindi era scontato il sì del Consiglio, Giuseppe Santalco, capogruppo Felice per Messina, ha definito la giunta un’accozzaglia di incompetenti e ha chiesto le dimissioni di Signorino, scordandosi dieci giorni fa il senso di responsabilità rispolverato invece mercoledì sera quando si è capito che la Tari poteva essere bocciata.
    Questi sono i nostri rappresentanti, coerenti ed attacati alla poltrona con le viti .

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  4. La giornalista scrive:
    C’è poi il senso di responsabilità a corrente alternata. Per il Piano di riequilibrio, ad esempio, sul quale grava il rischio del dissesto e quindi era scontato il sì del Consiglio, Giuseppe Santalco, capogruppo Felice per Messina, ha definito la giunta un’accozzaglia di incompetenti e ha chiesto le dimissioni di Signorino, scordandosi dieci giorni fa il senso di responsabilità rispolverato invece mercoledì sera quando si è capito che la Tari poteva essere bocciata.
    Questi sono i nostri rappresentanti, coerenti ed attacati alla poltrona con le viti .

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  5. E IO PAGOOOOOOOOOOOOOOOOO

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  6. E IO PAGOOOOOOOOOOOOOOOOO

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  7. ma vergognatevi tutti

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  8. ma vergognatevi tutti

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  9. non ci sono più xxxxxx disponibili… nella mia mente credo di averli usati tutti. purtroppo non è lecito scriverli.

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  10. non ci sono più xxxxxx disponibili… nella mia mente credo di averli usati tutti. purtroppo non è lecito scriverli.

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  11. TEMPOSTRETTO è l’unico nel panorama della stampa cittadina a fornire aggiornate al 19 settembre le cifre del CONSUNTIVO 2014 relativo ai flussi di cassa, ci sono buone notizie all’interno di quelle più cattive in assoluto. CATTIVE NOTIZIE. 1)Palazzo Zanca finanzia la spesa corrente con ANTICIPAZIONI DI TESORERIA (€ 123.574.490), il 46,6% del totale entrate pari a € 264.939.058, significa che la SPESA CORRENTE di € 152.446.262 è fuori controllo rispetto alle ENTRATE CORRENTI pari a € 118.120.301, ipotizzando che quelle da regolarizzare € 14.714.193 siano dei primi tre titoli(1 tributarie+2 trasferimenti+3 extratributarie). 2) A fronte di INCASSI per anticipazioni di cassa pari a € 123.574.490 il Comune ha rimborsato al tesoriere UNICREDIT € 82.856.622, la differenza è di € 40.717.868, sta producendo interessi passivi ad un tasso BCE+2,75, siamo a fine settembre, il grosso delle entrate verrà dalla TASI IMU e dalle prime due rate della TARI, da Palermo e Roma arriveranno briciole, a mio avviso non riusciremo a rimborsare entro il 31 dicembre, semu a mari. LE BUONE NOTIZIE. 1) Il barcellonese o pozzogottese si finanziava anche con il titole 6, entrate SERVIZI CONTO TERZI, a fronte di € 18.403.338 incassate, sono sate messe in pagamento ben € 19.202.860, ottimo risultato. 2)Si fanno consistenti gli incassi per sanzioni amministrative, ammende, oblazioni siamo già a € 2.152.913; per canoni per concessioni spazi e aree pubbliche € 1.369.534; per altri proventi dei servizi pubblici € 1.725.265; per proventi da trasporti funebri, pompe funebri, illuminazione votiva € 307.451; per proventi da mense € 186.916; per proventi diversi da imprese € 1.169.240. Alcune di queste voci davano incassi irrisori negli anni precedenti, si comincia a far pagare chi se la passava sempre liscia. Il grosso delle entrate sono arrivate dalla TARES € 37.297.769, dall’IMU € 21.046.297; dal fondo di riequilibrio e di solidarietà € 19.037.867; dall’addizionale IRPEF € 5.665.921; dalla pubblicità € 763.195. COMPLESSIVAMENTE al 19 settembre NON SIAMO MESSI BENE.

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  12. TEMPOSTRETTO è l’unico nel panorama della stampa cittadina a fornire aggiornate al 19 settembre le cifre del CONSUNTIVO 2014 relativo ai flussi di cassa, ci sono buone notizie all’interno di quelle più cattive in assoluto. CATTIVE NOTIZIE. 1)Palazzo Zanca finanzia la spesa corrente con ANTICIPAZIONI DI TESORERIA (€ 123.574.490), il 46,6% del totale entrate pari a € 264.939.058, significa che la SPESA CORRENTE di € 152.446.262 è fuori controllo rispetto alle ENTRATE CORRENTI pari a € 118.120.301, ipotizzando che quelle da regolarizzare € 14.714.193 siano dei primi tre titoli(1 tributarie+2 trasferimenti+3 extratributarie). 2) A fronte di INCASSI per anticipazioni di cassa pari a € 123.574.490 il Comune ha rimborsato al tesoriere UNICREDIT € 82.856.622, la differenza è di € 40.717.868, sta producendo interessi passivi ad un tasso BCE+2,75, siamo a fine settembre, il grosso delle entrate verrà dalla TASI IMU e dalle prime due rate della TARI, da Palermo e Roma arriveranno briciole, a mio avviso non riusciremo a rimborsare entro il 31 dicembre, semu a mari. LE BUONE NOTIZIE. 1) Il barcellonese o pozzogottese si finanziava anche con il titole 6, entrate SERVIZI CONTO TERZI, a fronte di € 18.403.338 incassate, sono sate messe in pagamento ben € 19.202.860, ottimo risultato. 2)Si fanno consistenti gli incassi per sanzioni amministrative, ammende, oblazioni siamo già a € 2.152.913; per canoni per concessioni spazi e aree pubbliche € 1.369.534; per altri proventi dei servizi pubblici € 1.725.265; per proventi da trasporti funebri, pompe funebri, illuminazione votiva € 307.451; per proventi da mense € 186.916; per proventi diversi da imprese € 1.169.240. Alcune di queste voci davano incassi irrisori negli anni precedenti, si comincia a far pagare chi se la passava sempre liscia. Il grosso delle entrate sono arrivate dalla TARES € 37.297.769, dall’IMU € 21.046.297; dal fondo di riequilibrio e di solidarietà € 19.037.867; dall’addizionale IRPEF € 5.665.921; dalla pubblicità € 763.195. COMPLESSIVAMENTE al 19 settembre NON SIAMO MESSI BENE.

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  13. Cara Rosaria alla parola SENSO è legata la facoltà mentale di ricevere impressioni da stimoli esterni o interni, nel nostro caso a Palazzo Zanca. Stimoli esterni possono essere la FAMIGLIA o il PARTITO, escludo il partito perchè PARTITO DEMOCRATICO e FORZA ITALIA sono allo sbando, resta la famiglia, a cui è collegato l’ATTACCAMENTO ALLA POLTRONA, dicasi gettone di presenza, fanno comodo € 25.000 all’anno per cinque anni, e poi vi pare poco vantare a Messina di essere moglie o fidanzata o mamma di un Consigliere Comunale. Gli stimoli interni possono arrivare da RENATO sindaco e suoi assessori o dai dirigenti o dalle RSU dei dipendenti. Escludo il sognatore concreto e i suoi francescani, ve lo immaginate il riservatissimo Guido SIGNORINO intento a fare accordi, vale anche per gli altri, forse è Sergio DE COLA, per la sua professione, quello più aperto, ma il suo è più pragmatismo che altro. Restano i dirigenti e le RSU, da questi arrivano le pressioni a votare tutto quello strettamente legato al rischio DISSESTO, sarebbero loro ad avere la peggio insieme a chi sta aggredendo legalmente U MUNICIPIU.

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  14. Cara Rosaria alla parola SENSO è legata la facoltà mentale di ricevere impressioni da stimoli esterni o interni, nel nostro caso a Palazzo Zanca. Stimoli esterni possono essere la FAMIGLIA o il PARTITO, escludo il partito perchè PARTITO DEMOCRATICO e FORZA ITALIA sono allo sbando, resta la famiglia, a cui è collegato l’ATTACCAMENTO ALLA POLTRONA, dicasi gettone di presenza, fanno comodo € 25.000 all’anno per cinque anni, e poi vi pare poco vantare a Messina di essere moglie o fidanzata o mamma di un Consigliere Comunale. Gli stimoli interni possono arrivare da RENATO sindaco e suoi assessori o dai dirigenti o dalle RSU dei dipendenti. Escludo il sognatore concreto e i suoi francescani, ve lo immaginate il riservatissimo Guido SIGNORINO intento a fare accordi, vale anche per gli altri, forse è Sergio DE COLA, per la sua professione, quello più aperto, ma il suo è più pragmatismo che altro. Restano i dirigenti e le RSU, da questi arrivano le pressioni a votare tutto quello strettamente legato al rischio DISSESTO, sarebbero loro ad avere la peggio insieme a chi sta aggredendo legalmente U MUNICIPIU.

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  15. Buona sera,
    in tutto questo mi faccia capire, Accorinti sarebbe parte passiva?
    Non credo non si renda conto della sua attuale posizione di forza.
    Non sarà un patto esplicito ma magari una temporanea convergenza scopo si.
    Non penso affatto che Renato non veda quanto possa permettersi in questo momento.

    Salvatore

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  16. Buona sera,
    in tutto questo mi faccia capire, Accorinti sarebbe parte passiva?
    Non credo non si renda conto della sua attuale posizione di forza.
    Non sarà un patto esplicito ma magari una temporanea convergenza scopo si.
    Non penso affatto che Renato non veda quanto possa permettersi in questo momento.

    Salvatore

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  17. CHE SENSO CIVICO HANNO AVUTO QUEI 14 CONSIGLIERI CHE SI SONO FATTI I FATTI LORO… ANZICHE PREMIARE CHI E PRESENTE CON IL GETTONE DI PRESENZA SI DOVREBBE TOGLIERE UNA CIFRA ICS COME GETTONE DI ASSENZA… E POI VOGLIONO ESSERE VOTATI…

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  18. CHE SENSO CIVICO HANNO AVUTO QUEI 14 CONSIGLIERI CHE SI SONO FATTI I FATTI LORO… ANZICHE PREMIARE CHI E PRESENTE CON IL GETTONE DI PRESENZA SI DOVREBBE TOGLIERE UNA CIFRA ICS COME GETTONE DI ASSENZA… E POI VOGLIONO ESSERE VOTATI…

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