Istanza al Tribunale di Palermo di 18 tra imprenditori e privati che contestano alla regione l'omessa vigilanza anti incendio e la mancata prevenzione
C’è anche un messinese tra i 18 tra cittadini e imprenditori siciliani danneggiati dagli incendi del 2023 che hanno fatto causa alla Regione siciliana per “mancata vigilanza” chiedendo un risarcimento di quasi 2 milioni di euro complessivi. La causa è stata depositata per conto dell’associazione Isola Fenice. La sigla raccoglie sia danneggiati che semplici cittadini sensibili ai problemi siciliani ed è nata su impulso della chef Bonetta Dell’Oglio, con lo scopo di far ascoltare la propria voce ed evitare nuovi danni alla natura, all’ambiente, al territorio e alla popolazione.
Dopo circa un anno di lavoro per capire cosa non ha funzionato, ma soprattutto chi avrebbe dovuto vigilare per evitare la situazione, gli avvocati Alessandro Palmigiano, Licia Tavormina e Luca Panzarella della Pamigiano Associati hanno presentato istanza al Tribunale di Palermo con la richiesta del maxi risarcimento. La causa è iniziata con perizie siglate da tecnici ed esperti del settore e con una lunga lista di testimoni, pronti a raccontare i fatti accaduti.
Diciotto ricorrenti
Tra i 18 ricorrenti anche un imprenditore del messinese danneggiato da uno dei tanti incendi che scoppiarono tra l’estate e l’ottobre 2023 su entrambi i versanti della provincia, colpendo anche la città metropolitana. Le vicende e i racconti hanno denominatori comuni: le fiamme che avvolgono case, attività, automobili, richiesta di soccorsi che tardano ad arrivare e, quando arrivano, non hanno gli strumenti per domare le fiamme, lasciando la gestione dell’emergenza a imprenditori, anziani e famiglie.
“Regione non ha adempiuto agli obblighi”
L’azione si basa sulla questione che la Regione non abbia adempiuto agli obblighi previsti dalla legge in materia di controllo del territorio e prevenzione degli incendi. Secondo tali norme, infatti, la Regione è chiamata a vigilare in maniera efficace, sia per la tutela del territorio che per la sicurezza dei cittadini.
Avvenimenti ormai ciclici
Come risulta dagli articoli di cronaca che lo studio ha prodotto in tribunale, si tratta di circostanze che si ripetono ciclicamente, rappresentando delle costanti, e quindi risultano altamente prevedibili al verificarsi di condizioni favorevoli alla diffusione e propagazione delle fiamme. Riteniamo che la responsabilità nella prevenzione degli incendi, la manutenzione del territorio e la salvaguardia dell’ambiente debba essere al centro delle politiche pubbliche, a tutela del patrimonio naturale e delle vite umane. Certamente si tratta di una casistica nuova e di un giudizio complesso ma che riteniamo fondato e che è doveroso fare”, spiega l’avvocato Alessandro Palmigiano.

Credo che Russo sia una persona capace , ma non posso scordare che lui ed il suo amico hanno fatto perdere la sindacatura a Felice Calabrò , si accordarono con Accorinti e Felice perse per una manciata di voti