Incendi, solidarietà dell'arcivescovo ai messinesi colpiti. La Cesi: "Menti e mani criminali attentano alla vita dell'uomo"

Incendi, solidarietà dell’arcivescovo ai messinesi colpiti. La Cesi: “Menti e mani criminali attentano alla vita dell’uomo”

Redazione

Incendi, solidarietà dell’arcivescovo ai messinesi colpiti. La Cesi: “Menti e mani criminali attentano alla vita dell’uomo”

giovedì 27 Luglio 2023 - 19:45

Monito alle istituzioni dei Vescovi siciliani

MESSINA – Solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dagli incendi è stata espressa dall’arcivescovo di Messina, mons. Giovanni Accolla, con particolare pensiero alla gente del territorio dell’arcidiocesi messinese. Il presule ha parlato di “giorni di grande apprensione per i disastri ambientali causati dalle elevate temperature e dalla mano irresponsabile di uomini. Gli incendi che hanno devastato la natura – ha aggiunto l’arcivescovo – non possono lasciare indifferente la coscienza di ogni persona – credente e non, ma tutti fratelli e sorelle in umanità – perché deturpare la natura equivale ad offuscare la bellezza di Dio riflessa nell’opera della creazione e danneggiare la vita umana e ogni forma di vita animale e vegetale. L’essere parte gli uni degli altri dentro il meraviglioso contesto del mondo – prosegue l’arcivescovo – deve responsabilizzare ciascuno, affinché tutti possiamo custodire il creato e consegnarlo con amore alle future generazioni. Vedere le fiamme lambire porzioni del nostro territorio mutandone il volto di centri storici ricchi di bellezza e tradizioni di fede, privando di beni importanti come la casa e perfino la vita, desta tanta sofferenza e impone una seria riflessione”. L’arcivescovo è vicino a coloro che sono stati colpiti. È grato a quanti, a livello istituzionale e personale – conclude la nota – stanno prestando la loro opera nell’intervenire per il bene della collettività. È accanto ai parroci e alle popolazioni più ferite, assicurando la presenza solidale della Chiesa, attenta ad urgenze e necessità”.

“Bruciano persino le spoglie dei Santi”

Sulla drammaticità della situazione determinata da “alte temperature e incendi devastanti” è intervenuta anche la Conferenza episcopale siciliana, presieduta da mons. Antonino Raspanti. “La Sicilia brucia – scrivono i vescovi della nostra regione – non solo per l’innalzamento della temperatura, ma perché fagocitata da fiamme devastanti: bruciano boschi, campagne, strade, autostrade, case, aeroporti, parchi archeologici, discariche, chiese e conventi. Bruciano perfino le spoglie dei santi. Si ustionano gravemente i corpi degli addetti e dei volontari che prestano soccorso. Le mani diaboliche di vandali senza cuore e coscienza hanno ucciso le vite di tre nostri anziani. Bruciano di paura, di ansia, di disperazione, di rabbia e di dolore i volti e le “anime” delle più di duemila vittime innocenti di questo infuocato e, purtroppo, annunciato e quasi “atteso”, inferno terreste: gli sfollati. Quando già andiamo sui pianeti e nelle altre galassie con i droni e i robot, quando facciamo la guerra con missili di precisione e satelliti che scrutano i territori di centimetro in centimetro, non riusciamo a proteggere la nostra “casa comune” da previsti eccessi meteorologici. E questo deve ripetersi ogni anno?”. All’interrogativo segue un monito: “Senza impantanarsi tra le ceneri della grigia burocrazia o i rimpalli di competenze e responsabilità, le varie Istituzioni che ci governano non possono ancora lasciare la situazione com’è. Occorre assumersi la responsabilità sui piani preventivo, educativo, strutturale e repressivo. Dobbiamo chiederci: cosa è stato fatto in questi anni per la prevenzione? Cosa è cambiato dagli ultimi roghi che, appena due anni fa, hanno messo in ginocchio l’Isola?

“Non siamo ingenui…”

Non siamo così ingenui da non vedere il tentativo, ben pianificato e, in parte anche ben riuscito, di menti e mani criminali che attentano alla vita dell’uomo, al nostro patrimonio storico, religioso e culturale. Queste mani accostate alle dichiarazioni di circostanza di alcuni governanti e burocrati che, al più, denunciano i pochi mezzi a disposizione, finiscono per umiliare la nostra terra. Gli incendi non devastano questa terra da decenni? Ignoriamo forse la mancata prevenzione, l’incuria nella gestione del territorio, l’abbandono inarrestabile delle campagne, il processo di tropicalizzazione del clima? Noi cittadini della casa comune siamo chiamati a farci custodi del prossimo. Bisogna attivare un sano processo di coscientizzazione alla giustizia e alla verità, superando anche il silenzio omertoso e correggendo i comportamenti offensivi del creato. Noi vescovi insieme alle comunità cristiane invochiamo l’aiuto di Dio – concludono i Vescovi siciliani – perché sostenga il popolo in queste ore drammatiche e invii i suoi angeli al fianco dei soccorritori, dei volontari, dei tanti amministratori che lottano, come pure di tutti coloro che hanno perso tutto”.

2 commenti

  1. Non siamo ingenui. La scoperta dell’acqua calda… Come ogni anno, un po’ di polverazzo e il prossimo anno si ripete.

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  2. Franco Fabiano 28 Luglio 2023 10:48

    Sa quanto importa e soprattutto cosa se ne fanno della sua solidarietà i messinesi!

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