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“Resto al Sud”: più chance per chi decide di fare impresa nel Mezzogiorno

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“Resto al Sud”: più chance per chi decide di fare impresa nel Mezzogiorno

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venerdì 04 Gennaio 2019 - 06:18
L’ INCENTIVO

Il Governo nazionale prova a fermare la costante emorragia dei “giovani” del Sud, troppo spesso costretti a trasferirsi al Nord o in altri Paesi per trovare la propria realizzazione professionale. Con la legge di Bilancio 2019 è stato infatti potenziato l’incentivo “Resto al Sud”, gestito da Invitalia per favorire la nascita di nuove imprese nel Mezzogiorno. La misura è stata rafforzata grazie a due importanti novità: ampliamento della platea e innalzamento dell’età dei destinatari.

I finanziamenti potranno adesso essere richiesti anche dai liberi professionisti con partita Iva e dagli under 46. E’ stato innalzato di ben 10 anni il limite anagrafico, che prima era di 36 anni.

Le agevolazioni sono rivolte agli under 46 che siano residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda di finanziamento. I beneficiari della misura, se non residenti in una delle regioni ammesse, devono trasferire la residenza nelle regioni interessate dalla misura.

Invitalia sottolinea che i liberi professionisti che intendono accedere all’incentivo, nei dodici mesi che precedono la richiesta di agevolazione, non dovranno essere titolari di partita Iva per un'attività analoga a quella proposta per il finanziamento. A poter beneficiare delle agevolazioni potranno essere, ad esempio, i professionisti, ex dipendenti di uno studio, che vorranno aprirne uno proprio o chiunque voglia uscire da una situazione di precariato o lavoro irregolare. Più in generale si offre una possibilità a chi vuole investire sulle proprie competenze ma ha difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro.

Può chiedere di accedere al finanziamento chi intende avviare iniziative imprenditoriali riguardanti: produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura; fornitura di servizi alle imprese e alle persone; turismo. Sono ammissibili le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività. Sono escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio.

Invitalia ricorda che il finanziamento Resto al Sud copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo, in un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le pmi.

Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi. L'importo massimo del finanziamento erogabile è di 50mila euro per ciascun socio, fino ad un ammontare massimo complessivo di 200mila euro.

Le domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, vanno inviate a Invitalia, attraverso la piattaforma dedicata, accessibile dal sito invitalia.it.

L’Agenzia esamina i progetti in base all'ordine cronologico di arrivo e ne valuta la sostenibilità tecnico-economica, dando una prima risposta formale entro 60 giorni dalla presentazione dell'istanza.

Nel 2018 con Resto al Sud sono nate oltre 2.200 imprese nel Mezzogiorno e sono stati creati più di 8.200 posti di lavoro.

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  1. Volevo ringraziare la redazione perchè queste informazioni sono SERVIZIO PUBBLICO che non ho visto in altre testate giornalistiche.

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