"Spiega le ali": la legalità si impara da piccoli - Tempo Stretto

“Spiega le ali”: la legalità si impara da piccoli

Marco Celi

“Spiega le ali”: la legalità si impara da piccoli

sabato 06 Maggio 2017 - 08:10
“Spiega le ali”: la legalità si impara da piccoli

Si è conclusa ieri, con un incontro nella scuola Simone Neri di Santa Margherita, la Giornata della Legalità, momento finale di un percorso durato tutto l'anno scolastico, durante il quale i bambini hanno cercato di imparare cos'è la legalità.

Solo se partiamo dai bambini più piccoli, anche di tre anni, possiamo trasmettere il rispetto delle regole e il coraggio della denuncia". A dichiararlo è il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo Santa Margherita, Laura Tringali, durante la Giornata dela Legalità, che ieri 5 maggio, è sfociata in un incontro tra alunni e testimoni della lotta alla criminalità, anella scuola Simone Neri di Giampilieri.

L'idea alla base del progetto è il concetto che la legalità si acquisisce fin dall’infanzia. "Spiega le ali – continua la professoressa Tringali – è il titolo che abbiamo scelto per la Giornata della Legalità, a conclusione di un percorso attorno al tema durato l’intero anno scolastico all’interno delle classi, a partire dall’infanzia e fino alla scuola secondaria di primo grado. Le testimonianze che abbiamo voluto portare oggi ai nostri alunni, sono un invito a spiegare le ali sulla strada della legalità e della libertà e a non avere invece ali di cera”.

All'incontro, per discutere con gli alunni, hanno partecipato persone che hanno vissuto, e vivono, sulla propria pelle cosa vuol dire lottare per la legalità: il sostituto procuratore della Repubblica Roberto Conte; Marisa Grasso, vedova dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti, morto in servizio durante gli sconti fra gli ultras catanesi e palermitani; il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, sopravvissuto lo scorso anno a un attentato della mafia nebroidea, grazie all’auto blindata e alla scorta; il presidente dell’Ordine degli avvocati di Messina Vincenzo Ciraolo; il fratello di Graziella Campagna, vittima innocente e giovanissima di mafia, Piero Campagna il quale ancora oggi lotta perché sia fatta completa luce sull’assassinio della sorella.

In rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri, l’avvocatessa Marianna Barbaro della Camera Penale di Messina "Erasmo da Rotterdam" e il presidente dell’Associazione ASSPE93 Antonio Centorrino. Interessante l’intervento dell’avvocatessa Marianna Barbaro che ha annunciato una fitta collaborazione con l’Istituto Santa Margherita basata su dodici lezioni su vari argomenti attorno alla legalità, da svolgersi nei vari plessi dell’Istituto, il prossimo anno scolastico.La Barbaro ha sottolineato la forza della cultura, invitando a più riprese i numerosi studenti a considerare lo studio come strumento fondamentale per fare un salto di qualità, “perché solo la conoscenza ci mette al riparo dalla banalità, e la banalità, citando la Arendt, è il male. Chi è banale compie il male senza nemmeno rendersene conto”.

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