Infrastrutture, Sicilia dimenticata. La lettera di 150 amministratori locali - Tempo Stretto

Infrastrutture, Sicilia dimenticata. La lettera di 150 amministratori locali

Francesca Stornante

Infrastrutture, Sicilia dimenticata. La lettera di 150 amministratori locali

mercoledì 09 Ottobre 2019 - 07:30
Infrastrutture, Sicilia dimenticata. La lettera di 150 amministratori locali

In 150 tra sindaci, vicesindaci, presidenti di consigli comunali e consiglieri siciliani hanno inviato una lettera al presidente Conte

Grandi opere e investimenti del governo sulle infrastrutture: la Sicilia sembra non esistere. Per questo, 150 amministratori locali siciliani hanno inviato una nota alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un modo per manifestare forte diniego rispetto ad alcune decisioni che il Governo Nazionale si appresta a prendere. Un appello anche a tutta la deputazione sicilia presente a Roma. Si chiede con forza di non escludere la Sicilia dalle grandi opere che saranno finanziate.

150 amministratori locali

«Siamo assolutamente contrari alla strada che sta intraprendendo il Governo Nazionale che di fatto penalizza ancora una volta il meridione. Ci auguriamo vivamente che la Sicilia sia al centro dell’agenda politica nazionale. Si eviti un impoverimento ed uno spopolamento che giorno dopo giorno crescono sempre di più». Con queste parole Gianfranco Gentile, presidente del Consiglio Comunale di Pettineo e promotore dell’iniziativa, spiega il senso della lettera.

“L’ultima opera che il Consiglio dei Ministri intende finanziare è la s.s. Sibari-Roseto. Ancora una volta la Sicilia è nel dimenticatoio ed il Governo Nazionale pensa solo ed esclusivamente a finanziare grandi opere non contemplando nessuna iniziativa degna di nota nella nostra Regione.

Rimaniamo attoniti nell’apprendere tale chiaro ed inequivocabile indirizzo che il Presidente Giuseppe Conte ed il suo Governo stanno intraprendendo ai danni della Sicilia che continua ad essere relegata come fanalino di coda dell’intera Nazione.

Sicilia dimenticata

Non siamo assolutamente convinti che questa decisione sia un buon inizio per il Governo perché in tal maniera aumenterebbe ancor di più il gap infrastrutturale, già abbastanza evidente, tra il settentrione ed il meridione.

Vogliamo far sentire la nostra voce di protesta e, qualora la situazione delle grandi opere da finanziare rimanga la stessa, siamo pronti anche ad azioni eclatanti per manifestare tutto il nostro diniego rispetto a quanto si appresta a decidere il Consiglio dei Ministri.

L’appello ai deputati siciliani

Facciamo un appello a tutti i deputati, senatori, componenti del Governo Nazionale provenienti dalla Sicilia. Chiediamo con forza che anche la nostra Regione sia presa seriamente in considerazione. Si avviino grandi opere che genererebbero sviluppo, occupazione per le nostre comunità.

Chiediamo a gran voce che il Governo prenda in seria considerazione questa nota perché è frutto di un ragionamento che tanti amministratori, rappresentanti di numerose realtà locali, vogliono esternare per scongiurare un ulteriore declassamento del Meridione. Vogliamo assolutamente evitare che i nostri territori siano attenzionati solamente in periodi di campagna elettorale per delle inutili promesse che puntualmente vengono disattese”.

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