Il progetto del Dismed, presentato questa mattina, punta a formare e avviare all'autonomia lavorativa ragazzi tra i 15 e i 29 anni
MESSINA – Si chiama “insieME: ricette inclusive” ed è un progetto inclusivo messo in campo dal Dismed per formare e avviare all’autonomia lavorativa ragazzi tra i 15 e 29 anni con disabilità. Per farlo, il centro di neuroriabilitasione attivo dal 2003, ha ricevuto il prezioso aiuto di alcuni partner. Si tratta di The Jungle Delivery, Basilicò Hub, Trattoria del Marinaio, Gelateria Arena e Caseificio Mastroieni.
L’idea alla base del progetto è quella di creare una rete tra Enti del Terzo settore, amministrazione, Asp, scuole e imprese locali, così da realizzare “processi virtuosi che conducano a concrete opportunità lavorative” per i ragazzi e le ragazze della città. L’iniziativa è stata presentata in mattinata a Palazzo Zanca. I giovani coinvolti sono una quindicina.

Enrico Livio e Giovanna Ilardo, rispettivamente presidente del Dismed e psicologa e psicoterapeuta, hanno presentato il progetto, coordinati dal giornalista Emilio Pintaldi. Livio ha voluto ringraziare i presenti e le imprese che hanno appoggiato l’idea. Ha raccontato che “il progetto trae spunto da quanto già fatto lo scorso anno in pizzeria grazie a Basilicò, con impegnati una decina di ragazzi. Questi giovani inseriti nel progetto impareranno il lavoro, anche a rapportarsi con la clientela e a far parte di questi gruppi. Abbiamo voluto raccogliere il grido d’allarme di tante famiglie che continuamente ci chiedono cosa faranno i loro figli in futuro, anche quando loro non ci saranno più. Da vent’anni si parla del Dopo di Noi ma ancora di fatto non c’è. L’obiettivo nostro è di lavorare sull’inclusione, dando dignità e opportunità a questi ragazzi. Il 2 aprile è stata celebrata la giornata dell’autismo, ma accendere le luci blu nei palazzi non serve. Servono azioni concrete”.

Ilardo ha aggiunto: “Questo progetto è esperienziale e vogliamo dare ai ragazzi la possibilità di imparare facendo. Vuole essere un punto di incontro tra la terapia e l’autonomia lavorativa, perché per raggiungerla dobbiamo fare ai ragazzi la possibilità di sperimentare. Oltre a tutto questo faremo incontri di 90 minuti da aprile a dicembre, con le imprese che ci spiegheranno le tecniche e in sede per sperimentare insieme. Vogliamo creare un ponte tra la riabilitazione e la vita lavorativa”.
A parlare è stato anche il padre di Francesco, uno dei ragazzi impegnati nel progetto: “Vogliamo ringraziare tutti perché oggi non è facile che aziende si interessino ai nostri ragazzi. Spesso si parla di inclusività ma resta solo una parola. Il mio grazie va a loro”. E subito dopo, lo stesso Francesco ha ammesso che “queste iniziative per noi fanno del bene, dal punto di vista sociale e per far scoprire ciò che abbiamo. Quando mi hanno chiesto di partecipare ho detto subito sì. Per me è stata una grande fortuna crescere con Dismed e sono sicuro che tutti questi ragazzi potranno tirare fuori tutto il loro potenziale”.
